CINEMA:Magic Mike

RUBRICA SETTIMANALE DI BIAGIO GIORDANO

Attualmente in visione al Diana di Savona e ad Albenga.
Magic Mike

 

RUBRICA SETTIMANALE DI BIAGIO GIORDANO

Attualmente in visione al Diana di Savona e ad Albenga.

Magic Mike

 

Titolo originale: Magic Mike

Regia: Steven Soderbergh
Nazione e Anno: U.S.A., 2011
Genere: Commedia
Durata: 110 minuti.
 
Cast: Channing Tatum, Alex Pettyfer, Matt Bomer, Matthew McConaughey, Joe Manganiello, Olivia Munn, Denise Vasi, Mircea Monroe, Riley Keough, Kevin Nash, Wendi McLendon-Covey
 
Distribuzione: Key Films
 
Produzione: Nick Wechsler Productions.
Recensione di Biagio Giordano

 L’aitante e muscoloso trentenne Mike Lane (Channing Tatum) ha progetti di lavoro particolarmente  ambiziosi, non si accontenta di sistemare tegole sui tetti, né del lavoro notturno come spogliarellista dello strip club Xquisite, un club  di proprietà del signor Dallas (Matthew Mc Conaughey) desideroso di espandere la sua attività a Miami, Mike vuole aprire un centro artigianale per fabbricare con le sue mani piccoli mobili da arredamento, un lavoro che in parte già svolge, però in modo dilettantistico, raccogliendo sulle spiagge,  dopo gli uragani, gli oggetti più disparati  trasportati dalla violenza del vento, e rendendoli utili  per la costruzione di  piccoli arredi concepiti con idee molto fantasiose.

Il diciannovenne Adam (Alex Pettyfer) che vive a Tampa assieme alla sorella Brooke (Cody Horn), cerca lavoro per campare,  ne ottiene uno presso l’impresa edile per la costruzione di tetti in cui lavora lo stesso Mike, la coppia lavora insieme. Adam che negli annunci ha mentito sulle sue reali capacità lavorative  si licenzia per la vergogna subito dopo il primo giorno  di attività, prendendo come alibi il fatto di essere stato sorpreso con delle bibite rubate nel suo zainetto.

Ma Adam e Mike simpatizzano e quando sul lavoro l’automobile di Adam non parte più Mike si offre generosamente di accompagnarlo a casa con la sua; durante il viaggio la loro confidenza  si rafforza grazie a  una conversazione ricca di riferimenti reali sulla loro vita.

Successivamente Mike porta con sé Adam allo strip club  e lo presenta al gestore Dallas e agli altri ballerini, Ken, Tarzan, Tito e “Birillone” Richie, cercando di fargli fare un lavoro qualsiasi. Durante lo show della serata,  un attimo prima della entrata in scena  per il suo numero, Tarzan  crolla sul pavimento per un malessere legato alle droghe, che assume senza curarsi del controllo medico, il ballerino, dopo aver gettato nel panico  generale tutti gli organizzatori, innervositisi dall’attesa impaziente del pubblico, viene sostituito da Adam che dapprima appare impacciato e inconcludente per poi finire il suo numero erotico tra i tavolini delle ragazze nell’ovazione generale. Adam si convince allora a sciogliere ogni riserva e ad entrare nel team del Xquisite a pieno titolo. Dallas gli affibbia il soprannome di “Kid”.

 
 
 
 

 Mike ha poi modo di conoscere la bella sorella di Adam, Brooke, con cui  riesce a instaurare subito un rapporto   confidenziale  che sarà il preludio a qualcosa di più importante  sentimentalmente, nel frattempo Mike vive una relazione con Joanna (Olivia Munn), che, insieme a una seconda bella donna, farà parte dei suoi giochi erotici preferiti a tre.

Adam appare sempre più appassionato del nuovo lavoro di spogliarellista tanto da diventare, per il grande impegno profuso negli show, uno dei protagonisti della vita notturna nel locale Xquisite, sempre accerchiato da  numerose ragazze.

Riuscirà Mike a realizzare il suo progetto-sogno di una fabbrica artigianale, senza dover rinunciare alle vecchie amicizie e ai nuovi rapporti sentimentali che stanno per formarsi e Adam a risolvere il problema di avere un lavoro stabile e redditizio andando anche lui a Miami con il proprietario del Xquisite Dallas?

Magic Mike è diretto da Steven Soderbergh (autore di Traffic, Torbide ossessioni, Che-l’argentino, Solaris) autore di grandi qualità espressive che riesce a dare spesso  ai suoi film un’impronta stilistica particolare, ben equilibrata tra spettacolo, forma e contenuti, quest’ultimi raramente  banali e comunque sempre presi in gioco di figurazioni letterarie capaci di avvincere.

L’ottima sceneggiatura del film è di Reid Carolin,  che è anche uno dei produttori della pellicola. Il racconto secondo alcune fonti attendibili apparse su internet è ispirato grosso modo alla reale vita di Channing Tatum,  intrattenitore-spogliarellista a Tampa, in Florida che è il protagonista stesso di questo film: Mike Lane.

Il progetto di Magic Mike, datato aprile 2011, è stato finanziato dallo stesso  Soderbergh e da Channing Tatum.

Il film è tuttora in sala e sta raccogliendo un buon successo di pubblico nonché di critica. Il successo forse si spiega per l’ottima realizzazione della sceneggiatura e l’originalità  del soggetto filmico: lo spogliarello maschile. Un argomento erotico quest’ultimo che sembra voler rilanciare una sfida anche  a una certa cultura femminista tuttora ben presente,  del tutto contraria a ogni forma di divertimento  che riduca  l’uomo a vivere delle situazioni emotive  di contemplazione del corpo femminile  in un contesto  da spettacolo, come accade appunto nello spogliarello femminile. Il film sembra voler affermare che anche le donne hanno desideri di contemplazione del corpo dell’altro sesso in una forma di spettacolo e non per una sorta di induzione della cultura maschile dominante nelle loro menti  ma per una questione  di unicità naturale della libido che sembra non conoscere distinzioni tra il maschile e il femminile soprattutto quando le pulsioni  sessuali si incanalano provvisoriamente nel solco del grande fiume torrenziale delle trasgressioni dalla famiglia.

 Nel film è molto gradevole anche la musica e il ritmo delle azioni, quest’ultime  sempre veloci  dettate da uno  spontaneismo giovanile apprezzabile perché gioioso e carico di una vitalità  per lo più legata al mondo del proletario dal lavoro precario, un mondo che  si mostra senza pudori, nei suoi numerosi aspetti della vita quotidiana destando curiosità sociale e un forte impulso a  narrare da parte di chi osserva.

Il film riflette anche alcune questioni sociali  americane storicamente rilevanti, come l’estensione del lavoro precario e la disoccupazione giovanile sempre più in crescendo, pesanti residui della grande crisi economica del 2008.

Soderbergh sembra voler sottolineare la diversa reazione che hanno i giovani americani di oggi rispetto alla gioventù di una volta legata ai problemi degli anni ‘60.  Essi vivono nel presente abbastanza lontani dalla politica, cercando risposte lavorative e di vita nell’ambito di quel che già esiste e offre il sociale economico americano, essi si muovono prevalentemente senza ideologie, e senza progetti utopistici che appaiono oggi rari, e pensando tutto sommato in modo spesso positivo.

L’atmosfera storica del film quindi è completamente diversa da quella rivoluzionaria  e trasgressiva che pareva dominare nei giovani negli anni ’60 e ’70. Oggi il profilo etico del giovane americano appare sovente caratterizzato  secondo Soderbergh da principi di solidarietà, dal desiderio di far bene sul lavoro, dall’impegno a eseguire lavori umili senza preoccupazioni di difendere o entrare in uno status sociale particolare. Il tutto  animato dal bisogno  di fondo di aspirare a  lavori artigianali o di spettacolo ricchi di inventiva,  in cui predomina sempre la preoccupazione di partecipare  a una comunità in grado di dare senso alla vita.

La droga come negli anni ’60  è costantemente ben presente in questo film di Soderbergh, essa sembra non temere lo scorrere del tempo, ma ha un significato molto diverso, in un certo senso di scadimento qualitativo, mentre infatti negli anni ’60 contribuiva alla conoscenza di sé ampliando i propri orizzonti emotivi verso la vita ed era  inserita in un contesto culturale di grandi trasformazioni del costume, oggi  secondo il film sembrerebbe rappresentare qualcosa di molto minore che riguarda  semplicemente una compensazione, attraverso il piacere che essa procura, dei disagi legati essenzialmente alle insicurezze sociali, economiche, e familiari.

Da sottolineare per quanto riguarda la fotografia del film il grande lavoro svolto da   Soderbergh con la macchina da presa all’interno dei locali notturni: il turbinare dei colori su ogni sfondo, le difficili angolazioni di ripresa dei corpi e dei volti con i fasci di luce ben studiati che danno un risalto di suggestività di grande impatto magnetico-ipnotico, il montaggio veloce delle riprese che aumenta la sensazione di assistere a un ritmo di vita strettamente giovanile; i primi piani alternati ai campi lunghi con sequenze variabili sulle ragazze in sala, ben assortiti  che danno la sensazione di assistere a due spettacoli, uno rappresentato dalle esibizioni che avvengono nel locale notturno e l’altro dal virtuosismo della macchina da presa che fa provare ogni emozione possibile dell’arte fotografia: profondità di campo esagerate, dettagli da tele impressionanti, messe a fuoco alternate con sfocature che alludono a profondità misteriose, rotazione dall’alto, riprese dal basso, movimento provvisorio della macchina come occhio di qualche personaggio che guarda e si sposta, etc.

 BIAGIO GIORDANO
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