Cinema: 13 peccati

RUBRICA DI CINEMA A CURA DI BIAGIO GIORDANO
13 PECCATI

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13 PECCATI

 

13 Peccati (13 Sins) è un film horrordel 2014, diretto da Daniel Stamme interpretato da Mark Webber, Ron Perlman, Rutina Wesley, Pruitt Taylor Vince e Christopher Berry, produzione Usa, durata 93 minuti.

 New Orleans, un giovane svogliato venditore, Elliot, perde il posto di lavoro perché divenuto per il suo capo soltanto un peso. Per lui è un dramma. Ha una famiglia da mantenere, con diversi altri  problemi che attendono sue risposte urgenti. Un fratello disabile, la fidanzata in attesa di un figlio e il padre anziano in una casa di riposo. 

Elliot è disperato, deve trovare al più presto delle soluzioni, anche parziali, costi quel che costi. Tra l’altro, deve sposarsi prima della nascita del figlio, in grembo alla fidanzata da qualche mese.

Un giorno Elliot riceve una telefonata strana, molto ammiccante, che sembra dare un filo di speranza alla soluzione di alcuni dei suoi numerosi  problemi: una voce rassicurante gli propone di partecipare ad un gioco strutturato in 13 sfide, che, qualora riuscisse a superarle tutte e 13, gli permetterebbe di ottenere un accredito finale, in danaro, sul suo conto bancario, molto alto. 

Ma c’è una inquietante incertezza in tutto ciò: se non riuscirà ad arrivare fino in fondo, cioè alla soluzione anche della tredicesima sfida, Elliot perderà quanto accreditatogli in precedenza per le sfide vinte.

 Elliot, preso dalla tipica depressione, semidelirante, del disoccupato, percepisce l’uomo che sta dietro a quella voce  come un possibile angelo della salvezza, e perciò, per non veder svanire la speranza suggestionante di quella voce, non chiarisce fino in fondo cosa di volta in volta le sfide prevedono. Elliot  rimane  quindi  stupidamente ignaro delle cose orribili che quella voce lo indurrà via via a fare. 

Continuamente sorvegliato a vista da misteriose microtelecamere piazzate un po’ ovunque, Elliot verrà dapprima costretto a uccidere una mosca presente nella sua auto e poi a inghiottirla, dopo di ché il gioco si farà per lui sempre più pesante fino ad arrivare al punto di vedersi costretto a collaborare, con l’inganno,  con un’altra oscura persona, allo scopo di compiere omicidi horror. Ad esempio,  la stesura di un innocuo filo d’acciaio all’altezza del torace risulterà, solo in un secondo momento, essere piazzata in mezzo a una strada di periferia: dove stanno per transitare un gruppo di euforici e baldanzosi giovani motociclisti il cui destino appare segnato. 

Nelle ultime sfide gli verrà chiesto di uccidere direttamente, cosa che lo angoscerà molto essendo lui di indole non malvagia, ma l’idea di perdere quanto guadagnato fino a quel momento, lo pone di fronte a un dilemma nuovo e difficile per la sua morale: tutto gli fa pensare che non potrà mai uccidere, a meno che ciò non passi da una legittima difesa? 

Il gioco più in là si scoprirà non  essere per niente nuovo, è infatti diffuso a New Orleans da molto tempo. Risulteranno implicate anche persone insospettabili, tra cui il padre e il fratello di Elliot, nonché persone della polizia che indagavano sulle morti procurate da quel gioco macabro.

Horror di mestiere, con intrecci già visti, ma ben collaudati, variati linguisticamente attraverso modi di riprendere originali in grado di destare sempre interesse a seguire e a partecipare alle scene.

 

     Biagio Giordano  

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