Carcare, progetto “Infermiere di Famiglia e Comunità”

Carcare, presentato il progetto

“Infermiere di Famiglia e Comunità”

a cura dell’Asl2

 Carcare, presentato il progetto

“Infermiere di Famiglia e Comunità” a cura dell’Asl2

 E’ stato illustrato, alla presenza dei sindaci del territorio, del consigliere regionale Paolo Ardenti e di numerosi cittadini, il progetto dell’Asl2 Infermiere di Famiglia e Comunità.

“Questo è per la regione e per Asl un momento importante”, ha dichiarato il commissario di Asl2 Paolo Cavagnaro, “perchè viene presentata una nuova iniziativa”.

Parole simili da parte di Christian De Vecchi, sindaco di Carcare: ”Saluto tutti e voglio dire che la nostra è una zona montana ed è molto difficile recarsi in ospedale quindi questo servizio va incontro ai bisogni delle fasce più deboli della popolazione ed è un valore aggiunto per il territorio con l’ampliamento dei servizi. Un quinto degli italiani si rivolge a soggetti privati per i servizi infermieristici ed è quindi giusto che l’Asl possa offrire un servizio di questo genere”.

 


 

“Questo servizio fa sì che vi sia una particolare attenzione per le fasce deboli in zone difficili da raggiungere”, afferma Paolo Lambertini, primo cittadino di Cairo Montenotte, “aiutando chi ha maggiormente bisogno; ringrazio l’Asl, la regione ed Alisa per la particolare attenzione rivolta a queste categorie di persone”.

“Questa iniziativa è importante per l’integrazione ospedale-territorio”, riprende Cavagnaro, “e risponde alle esigenze delle persone della valle, in particolar modo anziani e malati cronici. Per gli anziani è importante effettuare la prevenzione per non far loro perdere l’autonomia ed in questa prima fase saranno quattro comuni, Giusvalla, Piana Crixia, Bormida e Murialdo, ad usufruire di questo servizio. Queste infermiere hanno come principale compito quello di sostenere il paziente ed abituarlo alla malattia cronica con interventi mirati ed un ruolo strategico. L’accesso non è diretto ma sarà mediato dagli ospedali e dai medici di base anche se occorrerà vedere come la valutazione viene recepita e se si riscontrano necessità diverse si passerà ad un’assistenza domiciliare. Il servizio è gratuito ed è attivo nei quattro comuni già citati”.

 


 

“Questo percorso di assistenza è nuovo e ringrazio l’assessore Viale, il dottor Locatelli ed il consigliere Ardenti”, sottolinea l’infermiera Patrizia Zanovello, coinvolta nel progetto, “ricordando che noi siamo il perno di una rete di servizi sul territorio. Ci facciamo carico del paziente e della famiglia accogliendo i familiari con lo sviluppo del paziente che è protagonista, educhiamo il paziente a nuovi stili di vita e dopo una prima visita compiliamo il Piano di Assistenza Individuale per valutare i bisogni dei pazienti con una rivalutazione ogni 3, 6 e 12 mesi favorendo anche l’attività di gruppo”.

 


 

“L’evento è positivo perchè è una sorta di sanità a chilometri zero”, evidenzia il dottor Locatelli, direttore di Alisa, “e con l’aumento dell’aspettativa di vita occorre migliorare la qualità della vita. In Liguria è stato svolto un master per questa specializzazione e la sanità risponde ai problemi di tutti i giorni”.

“Occorre conoscere la sanità per dare risposte ed i sindaci devono ascoltare i cittadini e capire cosa non va”, espone il consigliere regionale Paolo Ardenti, “poiché vi è la necessità di capire il motivo per cui manca la presenza della sanità sul territorio. Il pubblico dà segnale di cambiamento con importanti sforzi e questo progetto dev’essere conosciuto anche perché così facendo i sindaci possono dare risposte ai cittadini; la sanità è stata riorganizzata per dare risposte alla collettività”.

“Servono dati per capire se la sperimentazione ha successo e tutto ciò nasce dal progetto CONSENSo che ha come obiettivo l’attivazione di un servizio dedicato completamente al sostegno degli anziani”, conclude Cavagnaro.

 

 SELENA BORGNA

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