Un fatto di ordinaria italica contraddizione

Un fatto di ordinaria italica contraddizione
Il fatto? Una bocciatura in prima elementare

 Un fatto di ordinaria italica contraddizione

 Il fatto? una bocciatura in prima elementare;

la reazione? La madre (in un Italiano a stento comprensibile) incolpa la Maestra che avrebbe “traumatizzato” una bimba che non ha imparato a leggere e sa contare fino a “cinque”, la Scuola (in genere), l’assenza di un Insegnante di sostegno. Inevitabile ricorso al T.A.R. (quali i vizi di forma?) e richiesta in solido di danni da parte della Scuola. La cronaca non ci dice se verrà intentata una azione penale con costituzione di parte civile o sarà una causa civile. Sarà interessante questo risvolto giuridico.

La sostanza? Fare del male ad un Docente (specie se serio) richiede pochissimo sforzo: parole testuali di un Preside che il mio ex Istituto ebbe nel passato.

 

Il paradosso? Il neo ministro Mariastella Gelmini ha reintrodotto i “voti” e la pagella della bimba parla chiaro, voti che portano ad una valutazione  sintetica che la bimba non può frequentare proficuamente la seconda elementare. Non vedo contraddizioni logiche tra le premesse e le risultanze.

L’alibi? Ma la madre, novella “pasionaria” s’è svegliata solo adesso?

 

La morale? Colpisce il fatto del caso isolato: se le valutazioni sono oggi richieste con voto numerico, se ancora non sono stati aboliti gli scrutini, allora dov’è l’anomalia che ha fatto battere il tamburo dei Media?

La (mia) risposta: l’anomalia è che è probabilmente un coraggioso intendimento della funzione scolastica intesa dai Docenti di questa Scuola e dalla Direzione. Semmai stupisce profondamente la scarsità di queste situazioni. Una sola bocciata su tanti inidonei di fatto a frequentare la seconda elementare?

 

La soluzione: o il Ministro abolisce verifiche, voti e scrutini o c’è da auspicare che le Ordinanze del Ministro (l’Ordinanza ha valore di “Legge”) vengano rispettate e onorate nella sostanza, proprio come ha fatto questa Scuola.

 

10 luglio 2011                                                   Salvatore Ganci

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