Un’ altra storia

La trasformazione della Lega è un passaggio epocale da un partito secessionista e federalista del Nord (Lega Nord) a un movimento nazional-populista di destra che si definisce “per il popolo italiano”, guidato da Matteo Salvini, mantenendo il focus su temi come sicurezza, immigrazione e critiche all’Europa, pur rinunciando all’indipendenza padana e ampliando il suo bacino elettorale a tutto il Paese.

Le Origini: Nata come Lega Autonomista Lombarda nel 1984, si è evoluta in Lega Nord, con l’obiettivo di autonomia o indipendenza della Padania.
Bossi e il federalismo: che ha guidato il partito verso un’agenda federalista e autonomista, sostenendo la devolution e il federalismo fiscale.
Svolta di Salvini: Con l’elezione di Matteo Salvini nel 2013, il partito ha intrapreso una svolta radicale, abbandonando le istanze federaliste per abbracciare una politica nazionale, populista ed euroscettica, con slogan come “Prima gli Italiani”.

Caratteristiche della nuova Lega

Da Nord a Sud: Ha ampliato il suo radicamento dal Nord al Centro-Sud Italia, raccogliendo consensi su temi come sicurezza, immigrazione e sovranità nazionale.E in ultimo il ponte sullo Stretto.
Partito personale: È diventata un partito fortemente legato alla figura di Salvini, che ne è leader e segretario.

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Questa è la storia evolutiva del movimento
Nato per essere il Sindacato del Nord è oggi diventata la punta di diamante del centralismo romano.
Qualcuno mi ha detto la tua per Salvini è un ossessione.
Voglio essere chiaro non mi interessa cosa fa Salvini, io voglio ricordare al popolo del Nord che lui e il suo partito in questi anni hanno tradito il popolo , e molte volte anche la storia di un movimento nato per rappresentare i territori della Padania.
Non possiamo scordare che senza congresso,la Lega è stata trasformata da Salvini e i suoi accoliti,da un movimento autonomista federalista in un partito di estrema destra  che fa comunella con gruppi fascisti in tutta Europa.
In Spagna ad esempio la Salvini sostiene Vox populi
Per la prima volta dopo 35 anni, un partito di estrema destra entra nel Parlamento nazionale spagnolo, dopo aver esordito in quello andaluso nelle ultime elezioni nella Regione. L’ultimo rappresentante dell’estrema destra nel Parlamento nazionale era stato Blas Pinar Lopez, gerarca franchista che aveva poi fondato il partito Fuerza Nueva, per il quale era stato deputato dal 1979 al 1982.
gli ‘ex nordisti’ italiani di Matteo Salvini sono amici fraterni’, di Vox che è, in realtà una nuova formazione politica i cui ideali fondativi mal si conciliano con quelli della Lega, da sempre vicina alle istanze identitarie del territorio e alle rivendicazioni di autonomia regionale.
Guidato da Santiago Abascal, Vox ha nel suo programma una riscrittura della Costituzione spagnola volta ad azzerare l’autonomia dei Parlamenti regionali. Tempo fa il partito si è addirittura costituito parte civile nel processo ai dirigenti catalani che tentarono pacificamente la strada indipendentista attraverso il Referendum.

L’appoggio di Salvini:
“Spero di avere gli amici di Vox alleati nell’Europa che stiamo costruendo, conto ci siano anche loro”, ha . “Molti definiscono Vox di estrema destra, ma questa è l’etichetta del politicamente corretto. Io, invece, penso l’identità di destra e di sinistra. Anche quello spagnolo è un voto di cambiamento”, ha spiegato. Considerate Vox un partito amico? “Sì, poi certo ognuno ha le sue differenze. Loro sono spagnoli, noi italiani. Quindi noi non scimmiottiamo gli spagnoli, i francesi o gli austriaci”, ha concluso.
E pensare che la vera Lega era dalla parte dei fratelli catalani Umberto Bossi, fondatore della Lega, è una figura storica dell’indipendentismo padano, che proclamò l’indipendenza della Padania nel 1996, ispirandosi a movimenti regionalisti ed indipendentisti come quello catalano, e vedendo negli indipendentisti catalani (come Puigdemont) un esempio di lotta per l’autodeterminazione, sebbene con percorsi e contesti diversi; entrambi i movimenti condividono il desiderio di maggiore autonomia o secessione dai rispettivi stati, ma Bossi si concentrava sulla Padania e i catalani sulla Catalogna,  che a volte li elogiava come simboli di resistenza.
Pochi giorni fa Salvini ha partecipato a uno spot che insieme ad altri che appoggiano la rielezione di Orban
Rete nera. Orbán apre la campagna ungherese con il coro dei leader dell’estrema destra globale.
Nel video di lancio elettorale di Fidesz compaiono Meloni, Salvini, Le Pen, Weidel, Abascal, Milei e Netanyahu. Non è propaganda folcloristica: è, secondo numerosi osservatori, la fotografia di un’alleanza ideologica che supera i confini nazionali e normalizza l’illiberalismo.
Non è un semplice video elettorale. È una dichiarazione di appartenenza. Viktor Orbán inaugura la campagna ungherese mostrando al suo elettorato i volti e le voci di una stessa famiglia politica: Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Marine Le Pen, Alice Weidel, Santiago Abascal, Javier Milei, Benjamin Netanyahu. Un montaggio studiato per dire una cosa precisa: Fidesz non è isolato. È parte di un fronte internazionale che, in base alle posizioni pubbliche dei suoi protagonisti, condivide una visione del mondo fondata su autorità, identità, chiusura, verticalità del potere.
Insomma la Salvini Mai Premier si è spostata armi e bagagli verso posizioni politiche centraliste e autoritarie.
Chi come me ha fatto parte della Lega autonomista federalista e liberale non può non essere incazzato nei confronti di chi ha rovinato un sogno e tradito il Nord.
Statene certi finché avrò forza e voce racconterò e ricorderò uno dei peggiori tradimenti che il popolo ricordi.
E lavorerò pancia a terra per il Nord e i popoli che lo abitano.

Roberto Paolino

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