Tutelare il nostro biologico

iWORK Rubrica  di Sonia Cosco da IL LETIMBRO

 Tutelare il nostro biologico

dai prodotti importati spesso “furbetti”

 

Tutelare il nostro biologico
dai prodotti importati spesso “furbetti”

 Il mese scorso è stata pubblicata la relazione speciale della Corte dei Conti Ue sul sistema di controllo per i prodotti biologici che invita a rafforzare il controllo su quelli importati. Nel 2018 questi ultimi hanno raggiunto il record di 3,4 miliardi di chili, 415 milioni dei quali arrivano dalla Cina, principale fornitore. 

La Coldiretti avverte: si evidenziano delle criticità nei controlli che risultano incompleti. 

 


 

 Ecco allora la raccomandazione alla Commissione europea di migliorare la vigilanza sull’import. La Corte dei Conti Ue invita a garantire la tracciabilità perché, denuncia, a volte non si riesce a risalire al produttore agricolo e quindi diventa difficile stabilire se si tratta davvero di “bio”. È un dato di fatto che noi consumatori paghiamo questi prodotti di più rispetto agli altri e sono sempre più presenti nei nostri carrelli della spesa. Se l’Italia è leader europeo nel numero di imprese che coltivano biologico con quasi 65mila aziende, queste subiscono però la concorrenza talvolta sleale delle importazioni extracomunitarie.

Aumentando l’interesse per il bio, aumenta il rischio di frodi, è evidente.

Bisogna quindi aumentare i controlli dei prodotti in entrata da paesi terzi.

 

  E nella nostra regione? 3900 ettari di superficie coltivata per 400 operatori sono i numeri del biologico in Liguria per difendere il quale bisogna quindi seguire la raccomandazione della Corte dei Conti europea, per rafforzare i controlli sui prodotti biologici importati. Il “bio” deve garantire l’esclusione dell’utilizzo di prodotti chimici. Uno dei luoghi in Liguria che produce più con questa modalità è la Val di Vara dove 60 operatori portano avanti tale tipo di agricoltura.

 Non a caso il suo secondo nome è oggi Valle del biologico, con circa 80 aziende, in gran parte zootecniche, su circa tremila ettari. Ortaggi, carni, formaggi, frutta, l’agricoltura nel levante ligure è favorita dalla particolare genuinità della sua terra.

 

Il Biodistretto Val di Vara è un patto territoriale pubblico/privato tra i Comuni e il mondo agricolo che ha fatto della sostenibilità e dell’agricoltura biologica, il proprio modello di sviluppo. A livello regionale le produzioni bio vanno dalle attività zootenica (latte, formaggi, miele, carne), all’olivicoltura, dall’orticoltura alle piante aromatiche.  Diventa fondamentale quindi il coinvolgimento delle autorità doganali. Un consiglio per i consumatori che vogliano essere certi di quello che stanno comprando? Rivolgersi per i propri acquisti bio ai produttori locali certificati o scegliere mercati dei produttori Campagna Amica Liguria.”

 

 iWORK Rubrica su occupazione e opportunità di Sonia Cosco 

  IL LETIMBRO   E’ in edicola  il numero di maggio


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