Sulla sospensione del rinnovo del Memorandum di Intesa con Israele

 

La premier Meloni ha sospeso il rinnovo del Memorandum di Intesa con Israele, ovvero il documento per la cooperazione bilaterale in ambito militare fra i due Paesi.
Anche se si tratta semplicemente di un mancato rinnovo che altrimenti sarebbe scattato in automatico il 13 aprile 2026 e non di un atto giuridico di recesso, e soprattutto anche se, come precisato dallo stesso Ministero della Difesa, tecnicamente la riattivazione può essere decisa dal Governo in qualsiasi momento e si presenta quindi più che altro come una temporanea interruzione di continuità, meglio tardi che mai.

Intervistata, la premier ha dichiarato, in questa fase di piccoli e grandi smottamenti che dalla sconfitta al Referendum costituzionale sulla riforma della giustizia al ministro Crosetto bloccato all’aeroporto di Dubai, dal caso Del Mastro al caso Al-Masri e vari altri che le sono franati addosso, come agli amici ( in questo caso Netanyahu ), proprio in quanto amici, bisogna saper dire quando sbagliano, ed agire di conseguenza.

Ebbene ciò, che potrebbe sembrare un punto di merito, in realtà è più un punto di demerito politico e insieme etico, nel senso che in modo palese la Presidente del Consiglio mostra o la incapacità di rendersi conto a tempo debito degli “errori” che andavano commettendo gli amici, o di fingere di non individuarli fino a che non siano diventati a tutti tanto evidenti e smaccati da non poter persistere nella finzione.

Infatti nonostante da varie parti ( società civile, università, giuristi, associazioni umanitarie…) fosse giunta con insistenza la richiesta di sconfessarlo, per sospendere il Memorandum non sono bastate svariate decine di migliaia di morti innocenti gazawi e libanesi, né angherie e soprusi messi in atto da parte del Governo sionista e dell’IDF in Cisgiordania, ma ci è voluto che l’incolumità dei militari italiani UNIFIL fosse messa a rischio in maniera assai più seria di quanto non lo fosse stata in precedenti episodi simili, dal comportamento sconsiderato ( o vogliamo dire volutamente intimidatorio? ) dei soldati di Israele.
Se si aggiunge l’indignazione a livello internazionale e soprattutto nazionale scaturita per il veto al cardinal Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpodi, di recarsi al Santo Sepolcro, unitamente alla legge sulla pena di morte approvata dalla Knesset confezionata apposta per impiccare solo i palestinesi, era una decisione non più procrastinabile al fine di evitare le nefaste conseguenze elettorali che avrebbe comportato alla prima occasione.

Solo adesso essendosi reso conto di non poter più contare né sulla sponda ungherese offerta da Orbàn che si è dissolta con le ultime elezioni, né su quella statunitense offerta da un Presidente preda di delirio di onnipotenza ( efficacemente reso dalle dichiarazioni sulla NATO, sul papa, sull’Unione Europea, sull’annessione di Canada, Groenlandia, Cuba… ) il Governo italiano è costretto a prendere coscienza che la sua postura presso la gente è ormai percepita come prona, e anzi in molti casi complice.
Perciò, appunto, solo adesso rifiuta di persistere nella linea politica adottata, come se la guerra illegale contro l’Iran, la cattura di Maduro ( al di là del giudizio che si può avere della Repubblica iraniana e dell’ex Presidente del Venezuela ), l’Istituzione del Board of Peace così platealmente architettato per sostituire le Nazioni Unite con un Comitato d’Affari, le migliaia di violazioni dell’IDF del Cessate il Fuoco a Gaza e tanto altro, non avessero dovuto bastare ed avanzare.

Sarà interessante allora vedere, in guisa di cartina al tornasole dopo la insofferenza mostrata nei riguardi della missione della Global Sumud Flotilla e nella assenza di ufficiale e decisa condanna dell’arrembaggio in acque internazionali e relativo arresto da essa subìto, che succederà con la spedizione della nuova Flotilla che ha appena preso il largo dal porto di Barcellona, qualora si ripresentasse la situazione dell’anno scorso.
Sarà un buon test per sondare la sincerità del Governo.
Perché ora come ora la sospensione del Memorandum, di per sé utile, resta una decisione presa, in tutta evidenza, per pura e semplice convenienza politica.

Fulvio Baldoino

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