Sul falso Dionigi l’Areopagita, ovvero sul reale autore del De coelesti hierarchia

Il Corpus Dionysianum, all’interno del quale sono contenuti vari trattati tra cui il De coelesti hierarchia dedicato alla classificazione degli angeli all’interno di una struttura organizzata, è un’opera dello Pseudo Dionigi l’Areopagita.
“Pseudo” perché ha tentato di farsi passare per colui che, come si legge in Atti degli Apostoli 17, 34, dopo aver ascoltato il discorso tenuto da Paolo di Tarso all’Areopago, aveva aderito al di lui messaggio.

In realtà il Dionigi citato negli Atti e l’autore del De coelesti hierarchia sono separati da almeno 4 secoli.
Ma perché presentarsi come un diretto discepolo del Tredicesimo Apostolo?
Evidentemente sapeva che ciò gli avrebbe conferito una credibilità e una forza di trascinamento straordinari, ed era anche, in qualche modo, una sorta di omaggio al suo più anziano omonimo, per cui il “furto” d’identità, sentendosene discepolo, non deve essergli sembrato neanche tanto un furto, quanto una collaborazione a distanza.

La sua identità è stata scambiata per vera fino a che l’umanista Lorenzo Valla, famoso soprattutto per aver scoperto che la Donatio Constantini era un falso confezionato dalla Curia Romana per legittimare il potere temporale della Chiesa, ebbe sentore dell’alias e lo denunciò, anche se non riuscì a dimostrarlo con certezza.
Cosa che invece fecero due studiosi tedeschi a fine ‘800, i quali chiarirono che dietro il nome di Dionigi si celava un personaggio dell’ambiente filosofico neoplatonico di Proclo: tale personaggio con la sua opera aveva la finalità di mostrare come neoplatonismo e cristianesimo potessero convivere e anzi a vicenda corroborarsi. Di evitare perciò che la cultura ellenistica, o quantomeno una sua parte consistente, si opponesse e confliggesse con quella in forte ascesa che la patristica andava propagando e perfezionando.

Ora il punto è: quanto ci si può fidare di chi, in questo caso lo Pseudo Dionigi, vuole propagare una verità come oggettiva, se mente sulla sua identità soggettiva?
Detto questo, l’importanza che egli ha avuto e ancora ha per Chiesa e fedeli è enorme.

Di lui, senza magari sapere che ne è stato l’estensore, molti conoscono la classificazione angelica, quella che egli trae da passi e riferimenti più o meno espliciti ( e più o meno forzati ) dall’Antico e dal Nuovo Testamento, e che vede gli angeli ( genericamente intesi ) posti in una scala gerarchica che dal Cielo degli Angeli ( specificamente intesi questa volta ), porta a quello degli Arcangeli, e poi, sempre ascendendo di Cielo in Cielo ( come bene ci mostra Dante nel suo poema che non per nulla ha un sostrato filosofico allineato con i dettami tomisti a loro volta debitori dello Pseudo Dionigi ), Principati, Potestà, Virtù, Dominazioni, Troni, Cherubini e Serafini.

Ora, e di nuovo, il punto è: quanto ci si può fidare di una classificazione che è stata cooptata dalla Chiesa, ma che è in realtà una delle tante in cui i nomi, il modo con il quale sono suddivisi, la posizione gerarchica, le funzioni assegnate, il numero e l’aspetto degli angeli, cambiano…?
Ciò in ambito cristiano. Perché infatti vi sono poi delle differenze tra quest’ultimo e l’ambito ebraico e, come se non bastasse, anche all’interno di esso addirittura delle diverse classificazioni sostenute dai vari rabbini e cabalisti.
La più conosciuta, quella di Mosè Maimonide, dove i cori angelici non sono 9 ma 10, i Serafini sono retrocessi al 5° posto e i Cherubini addirittura al penultimo, e dove ovviamente non vi sono angeli dedotti dal Nuovo Testamento.

In questo bailamme non poteva mancare a rendere il quadro maggiormente confuso che esseri assimilabili agli angeli fossero presenti nella mitologia di alcune civiltà antiche: i Karibu ( da cui deriva appunto il termine “Cherubino” ), le Fravashi, gli Yazata, le Sfingi, gli Apkallu…
Chissà chi ne ha svelato o creato l’identità! Avranno anch’essi avuto un loro Pseudo Dionigi?
Fulvio Baldoino

Condividi

2 thoughts on “Sul falso Dionigi l’Areopagita, ovvero sul reale autore del De coelesti hierarchia”

  1. Un articolo che parte da una questione filologica e finisce per toccare un nervo scoperto: l’autorità costruita sulla maschera.
    La vicenda dello Pseudo-Dionigi,un autore che si finge discepolo apostolico per guadagnare credibilità, diventa quasi una metafora eterna: quanto vale un pensiero se nasce da un’identità falsa?

  2. Davvero stimolante la sua osservazione: riesce a individuare in maniera nitida e sintetica una problematica complessa che, in quanto tale, apre scenari inquietanti e tuttavia avvincenti.
    Prevedibilmente, affrontandola si creerebbero una serie di cortocircuiti che di argomento in argomento, sarebbero difficili da contenere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.