Sondaggi, quella scomoda sensazione di aver finito la carta

C’è un momento, nella vita di ogni famiglia che si rispetti, in cui ci si rende conto di un errore fatale. Si è in bagno, la situazione è critica, e la mano corre verso il rotolo. Ed è lì che si compie la scoperta: qualcuno ha dimenticato di fare la spesa. E quel che è peggio, al posto del confortevole, rassicurante, morbido doppio velo, ci si ritrova tra le dita un rotolo di carta vetro. Quella ruvida, quella che sembra fatta apposta per mettere alla prova la resistenza umana. Quella che usi e ti chiedi se, alla fine, non fosse meglio rinunciare del tutto all’igiene.

Ecco, leggendo l’ultimo sondaggio politico di Swg, si ha esattamente questa sensazione. La sensazione che l’offerta politica italiana, quella che dovrebbe accompagnarci dolcemente verso il futuro, si sia improvvisamente trasformata in un rotolo di carta vetro a grana grossa. E noi, poveri cittadini, siamo lì, in bilico, costretti a scegliere con quale lato sfregarci.

I numeri parlano chiaro. Fratelli d’Italia scende al 29,4%. Niente di drammatico, sia chiaro, è ancora il partito più forte. Ma quel leggero calo, quello 0,4% in meno, è come quando il rotolo di doppio velo inizia a srotolarsi e ti accorgi che il cartone centrale è più grande del solito. La consistenza cambia. La premier può pure dire che la sua maggioranza è solida, che le opposizioni fanno propaganda, ma l’elettorato, quel corpo collettivo che si strofina ogni giorno con la politica, comincia a sentire la ruvidità.

Poi c’è la Lega. La Lega è la carta vetro per eccellenza. Quella che compri per sbaglio una volta e poi giuri di non rifarlo mai più. Dopo settimane di sofferenza, dopo l’addio di Vannacci, il Carroccio risale al 6,8%. Un rimbalzo tecnico, lo definiscono. Ma è come quella striscia di carta vetro che sembra meno abrasiva, ma appena la usi un po’ di più, ti lascia segni indelebili. E intanto, l’uomo che se n’è andato, il generale, fonda Futuro nazionale e prende il 3,4%. La metà esatta dei voti del suo ex partito. Un partito che nasce, cresce e si siede al tavolo, raccogliendo pezzi di quell’elettorato che dalla Lega si aspettava morbidezza e ha trovato solo grana.

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Il Partito democratico cresce, piano, al 21,8%. Sembra quel rotolo di carta riciclata: ti dicono che è ecologico, che fa bene all’ambiente, ma tu hai sempre il dubbio che non tenga bene. Che al momento cruciale, si strappi. Eppure, sommato ai 5 Stelle che salgono al 12% (e questi sì, sono la sorpresa, la carta profumata che nessuno si aspettava di trovare), più Avs, più Italia viva e +Europa, il “campo largo” arriva al 44,5%. A meno di un punto dal centrodestra.

Ecco, quel meno di un punto. È la distanza che separa la carta vetro dalla carta velo. Un niente. Un soffio. La sensazione che se solo ci fosse un minimo di coordinamento, un minimo di progetto comune, si potrebbe finalmente cambiare rotolo. Ma il campo largo, si sa, è come quei pacchi famiglia dove dentro trovi rotoli di marche diverse: qualcuno è morbidissimo, qualcuno è profumato, qualcuno è così sottile che ci vedi attraverso. E metterli tutti insieme sullo stesso porta-rotolo è un’impresa da ingegneri.

E poi ci sono gli altri. Azione al 3,3%, stabile. È quel rotolo di scorta, quello che tieni nel cassetto per emergenza, ma che sai benissimo che non userai mai perché ormai è lì da tre anni e chissà che fine ha fatto.

Alla fine, quello che emerge dal sondaggio è un paese che si sfregia. Un paese che cerca disperatamente un po’ di morbidezza in un’offerta politica che, da destra a sinistra, passando per il centro, sembra fatta apposta per irritare la pelle. Si litiga sulle missioni di pace, sugli attacchi all’Iran, sui cappellini rossi. Si fa polemica a buon mercato, come dice qualcuno. Ma intanto, l’unica vera domanda che gli italiani si pongono è elementare, quasi fisiologica: ma con tutta ‘sta crisi internazionale, ‘sto caro-benzina, ‘sta inflazione che arriva, esiste ancora qualcuno che produce carta igienica morbida? O siamo condannati a usarci la mano e sperare che passi?

Antonio Rossello       CENTRO XXV APRILE

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