Scendere dal piedistallo [Il Flessibile]

Nel corso della vita ciascuno si costruisce il proprio ruolo nella società, ogni essere umano crea intorno a sé la propria confort zone e vive finché gli è concesso.

I più bravi si ritagliano piedistalli che consentono loro privilegi.
Giusto.
Ciò accade anche ai più fortunati.
Normale.
E può accadere anche ai più scaltri.
Accade e ne siamo tutti consapevoli.

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Le favole ci vengono in soccorso.
Da secoli abbiamo narrazioni per metterci in guardia fin da bambini, racconti che invitano alla oculatezza dei comportamenti, a stare in guardia e riconoscere i profittatori.
Nonostante ciò siamo tutti testimoni di un lupo che ha ingannato Cappuccetto Rosso, di una Grimilde che ha somministrato mele avvelenate a destra e a manca, di un Jafar che manipola il potente.
Nelle favole abbiamo la soluzione al problema, quasi sempre; alla peggio ci rimane la morale che permette quantomeno di distinguere la retta via.
Nel mondo reale – sembra impossibile – avviene quasi sempre che il lupo, Grimilde e Jafar la facciano franca; accade che guadagnino un piedistallo immeritato e che da quel piedistallo continuino a importunare bambini, avvelenare donne e uomini, inquinare il potere.

Non siamo più in grado di sottrarre il piedistallo a chi lo ha occupato indegnamente.
E non possiamo di certo pretendere che chi lo ha occupato con l’inganno, lo liberi con la saggezza.

Dario B. Caruso da Corriere AL

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