SAVONA, LA PICCOLA CAPITALE”SEGRETA” DELLA MUSICA ITALIANA (parte uno)
SAVONA, LA PICCOLA CAPITALE”SEGRETA” DELLA MUSICA ITALIANA
(parte uno)
1. Antonio Coggio (Savona, 1939 – Roma, 2021)
Storia più o meno “sommersa” dei grandi compositori, arrangiatori e musicisti e gruppi musicali coevi, nati ed in attività proficua tra la fine degli anni 30 e gli anni 90 (qualcuno ancora ora) nella città di Savona:
Partiamo da un vero n. uno a livello nazionale, un fuoriclasse

Da sinistra: Antonio Coggio, in centro Coggio con Claudio Baglioni e a sinistra Coggio con Mariella Nava
Il savonese più importante nella storia della discografia italiana del Novecento.
Nato il 16 maggio 1939 a Savona (quartiere Zinola).
Effettua dli studi classici al Liceo Chiabrera, poi consegue il diploma in pianoforte al Conservatorio Nicolò Paganini di Genova.
Negli anni ’50 era già accompagnatore e arrangiatore per molti cantanti a livello nazionale (Joe Sentieri, Pino Donaggio).
Nel 1964 vi fu il trasferimento definitivo a Roma, entra alla RCA Italiana come arrangiatore e direttore d’orchestra.
Nei primi anni professionali (1964-1966) lavorò come tastierista per Gino Paoli, accompagnandolo in tournée e in studio.
Quando Paoli firmò per la RCA Italiana, Coggio si trasferì direttamente a Roma per registrare l’album Gino Paoli allo Studio A.
Carriera alla RCA (dal 1966): Assunto come assistente musicale alla RCA su iniziativa di Ennio Melis, continuò a lavorare stabilmente a Roma, dove risiedeva e operava come centro delle sue attività. Qui collaborò con artisti come Domenico Modugno, cui segue le registrazioni che il cantautore effettua alla fine degli anni ’60 per l’RCA.
Nel 1968, alla guida del complesso Talent Sound, formato da turnisti RCA, esegue come organista solista la versione strumentale della canzone Frin, frin, frin di Tony Renis, che in tale esecuzione è la sigla di testa della terza serie televisiva de Le inchieste del commissario Maigret, con Gino Cervi, dai romanzi di Georges Simenon.
Nel 1969 partecipa al Cantagiro come autore della musica di Chimmè Chimmà, cantata dagli Hugu Tugu; nello stesso periodo lavora con molti artisti della casa discografica, come Nada e Mia Martini (di cui segue l’album Oltre la collina) o Barney Kessel, per cui compone, insieme a Cesare Di Natale, lo strumentale Amelia.
Nel frattempo dal 1967 conobbe Claudio Baglioni; avviando un sodalizio che durò fino al 1975 (producendo album come Questo piccolo grande amore del 1972)
Dal 1967 al 1982 è l’arrangiatore, direttore d’orchestra e co-autore di quasi tutta la produzione di Claudio Baglioni (dal primo 45 giri fino a “Strada facendo”).
Ecco come il musicista ligure racconta la nascita del loro sodalizio: «Me lo presentò un collaboratore di Teddy Reno, che l’aveva notato al loro Festival degli Sconosciuti; Claudio cantò Georgia on my mind di Ray Charles al pianoforte. Come cantante prometteva molto, aveva modulazioni particolari.»
Album fondamentali arrangiati da Coggio per Baglioni:
«Claudio Baglioni» (1970), «Questo piccolo grande amore» (1972), «Sabato pomeriggio» (1975), «Solo» (1977), «E tu come stai?» (1978), «Strada facendo» (1981).
Canzoni come, “Con tutto l’amore che posso” , “Porta Portese” , “Amore bello” , “Io me ne andrei” , “E tu…” , “Sabato pomeriggio” , “Poster”, “Solo” , “Avrai” , “Strada facendo”…
Anni successivi: Dopo il 1975, fondò la società Calycantus a Roma (con Roberto Davini) e continuò a produrre per artisti come Patty Pravo, Fiorella Mannoia, Luca Barbarossa e Mariella Nava, sempre basato nella capitale.
Ha firmato anche arrangiamenti per:
Mina (es. «Amor mio», «E poi», «L’importante è finire»)
Patty Pravo («Pensiero stupendo», «Pazza idea»)
Mia Martini (album «Nel mondo, una cosa» 1972)
Riccardo Cocciante (primi album), lavorando negli anni successivi con musicisti quali Luca Barbarossa, Mario Castelnuovo, Fiorella Mannoia (per cui scrive Caffè nero bollente), Mimmo Cavallo, Massimo Bizzarri e Mariella Nava, Gianni Morandi, Nada, Ornella Vanoni, I Vianella, Schola Cantorum, Renato Zero, ecc.
Ha composto canzoni firmate come autore (es. “Io me ne andrei” di Baglioni, “Notte di Natale” “Vecchio” di Mariella Nava cantata anche da Renato Zero, ecc.).
È stato il primo a portare in Italia l’uso massiccio di tastiere elettriche (Fender Rhodes, clavinet, Moog) negli arrangiamenti pop.
Morì a Roma il 19 ottobre 2021.
2. Flavio Emilio Scogna

Flavio Emilio Scogna
È compositore e direttore d’orchestra italiano.
Nato il 16 agosto 1956 a Savona ed ancora oggi in vita e più o meno attivo musicalmente.
Formazione musicale:
Ha studiato al Conservatorio “N. Paganini” di Genova con Giuseppe Manzino.
Ha studiato poi composizione con Aldo Clementi e Franco Donatoni, e direzione d’orchestra con Franco Ferrara.
Tra il 1984 e il 1988 ha collaborato con Luciano Berio, che è stato una figura importante per lui.
Ha una laurea in “Discipline della Musica” conseguita all’Università di Bologna.
Carriera e attività artistica:
È stato allievo, tra gli altri di Luciano Berio e Franco Ferrara; con Berio ha poi collaborato come assistente dal 1984 al 1988, anno in cui ha realizzato insieme a lui, su commissione di Alexander Pereira, una trascrizione di “Wir bauen eine Stadt” di Hindemith rappresentata lo stesso anno al Konzerthaus di Vienna.
Ha composto musica da camera, sinfonica e operistica, tra cui le opere Anton (Maggio Musicale Fiorentino 1990, Teatro Massimo di Palermo 1987) e La Memoria perduta su libretto della scrittrice Gina Lagorio, opera commissionata dal Teatro dell’Opera di Roma e andata in scena nell’ottobre 2002 con la regia di Pier’Alli
Nel 1998 è stato invitato dalla RAI a rappresentare l’Italia al Prix Italia con il lavoro L’Arpa Magica su testo di Edoardo Sanguineti.
Tra il 2000 e il 2005 ha collaborato con Luigi Pestalozza per la rassegna Novecentomusica e Musica/Realtà dove ha diretto numerosissime prime esecuzioni dei maggiori compositori viventi, tra cui Giacomo Manzoni, Aldo Clementi, Berio, Franco Donatoni, Luis de Pablo, Ennio Morricone, Adriano Guarnieri e altri.
Come direttore d’orchestra è impegnato nella diffusione della musica contemporanea (ha diretto prime esecuzioni di molti autori e nel 2006 ha inciso la prima registrazione mondiale dell’opera di Nino Rota I due timidi ) e nella riscoperta di opere del passato, come, per esempio, composizioni di Pergolesi e Boccherini.

Emilio Scogna
Nel 2007 ha diretto per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia la prima dell’opera Silvano, Sylvano di Sylvano Bussotti con la regia di Francesco Micheli
Nel 2011 è stato presentato a Spoleto per il Festival dei due Mondi il suo melologo La realtà su testi Pier Paolo Pasolini con la voce di Claudio Santamaria
Nel 2019 ha inaugurato il Festival Pergolesi/Spontini con l’opera (in prima assoluta nella versione italiana) di Mario Castelnuovo-Tedesco Aucassin et Nicolette
Nel 2009 è stato Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica di Bari
Dal 2006 al 2009 ha collaborato con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ideando e coordinando un ciclo di concerti dal titolo “Convergenze” e assumendo, allo stesso tempo, la carica di Direttore dell’Ensemble Contemporaneo dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Nel 2025 il Conservatorio Licinio Refice gli ha conferito il titolo di Professore Emerito
Il suo catalogo discografico comprende registrazioni per RCA Red Seal, Fonit Cetra, Bongiovanni, Tactus, Dynamic e Brilliant Classics.
Ha diretto numerose orchestre tra cui, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Spagnola (RTVE), l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Orchestra Sinfonica di Stato Ungherese, l’Orchestre Philharmonique de Nice, l’Orchestre Symphonique et Lyrique de Nancy, l’Orchestra Filarmonica di Kiev, l’Orchestra Filarmonica di Timișoara, l’Icelandic Symphony Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, L’Orchestra dei Pomeriggi musicali di Milano, la Filarmonica Toscanini di Parma, unitamente ad ensemble quali Alternance di Parigi, l’Accademia Bizantina e l’Ensemble del Teatro alla Scala. Nel 1995, in occasione del centenario della Biennale Musica di Venezia, ha diretto il concerto inaugurale del Festival con l’opera in prima mondiale Quare Tristis di Adriano Guarnieri su testo di Giovanni Raboni
Compositore: Scogna ha scritto numerose opere, per strumenti solisti, da camera, orchestrali e teatrali.
Direttore d’orchestra: ha diretto orchestre importanti sia in Italia che all’estero.
Collaborazioni: ha diretto prime esecuzioni di compositori contemporanei come Berio, Donatoni, Clementi, e molti altri.
Registrazioni: ha inciso per etichette come RCA, BMG, Dynamic, Sonzogno, Curci, e altri.
Opere “chiave”:
Opera “Anton” (1984) – libretto di C. Casini e F. A. Scogna.
“L’arpa magica” – opera radiofonica per RAI.
“La memoria perduta” – opera commissionata dal Teatro dell’Opera di Roma.
Altro repertorio più “strumentale”: ad es., “Discanto” per violino e orchestra.

PUBBLICITA’
Legame con Savona:
Essendo nato a Savona, è a tutti gli effetti savonese di origine.
Ha scritto, nel 1982, un libro su “Vita musicale a Savona dal XVI al XVIII secolo”, edito dalla Cassa di Risparmio di Savona.
Questo studio storico-musicale (sulla vita musicale antica di Savona) dimostra un suo forte legame culturale con la città, non solo come luogo di nascita ma anche come oggetto di ricerca musicologica.
In una rivista storica (Sabazia) si segnala che il suo libro su Savona ha suscitato dibattiti critici, il che mostra che è conosciuto anche nel contesto locale ligure.
Riconoscimenti:
Nel 2013 ha ricevuto il Premio Vittorio De Sica per la musica classica.
È considerato un “musicista totale”: non solo compositore, ma anche direttore d’orchestra con un forte impegno per la musica contemporanea e la riscoperta del repertorio storico.
Premio Cipriani 2025 per la musica classica.
Stile e contributo:
Il suo linguaggio compositivo combina ricerca moderna (contrappunto, timbrica) con una forte sensibilità storica.
Ha particolare attenzione ai suoni e alle “possibilità non ancora del tutto esplorate” degli strumenti, secondo le note biografiche.
Come direttore, ha un repertorio vasto: va dal barocco (riscrivendo e dirigendo Pergolesi, Rossini, Boccherini) fino alla musica contemporanea (prime assolute di molti compositori viventi).
3. Ivano Nicolini (Savona 1966)

Ancora oggi in vita e molto impegnato nella vita cittadina.
Ruolo in A Campanassa:
Ivano Nicolini è coordinatore e presidente e direttore artistico del Gruppo Musicale art.21 e dell’associazione savonese “A Campanassa” .
Questo gruppo ha come obiettivi il recupero di musiche e melodie locali, l’organizzazione di eventi musicali con canti dialettali savonesi, e la diffusione della lingua savonese tramite la musica.
Attività di composizione:
Secondo il notiziario di A Campanassa (numero 4/2016), Nicolini viene descritto come pianista, cantante, compositore e insegnante.
Il suo lavoro include brani che vanno dal Jazz, ma molte composizioni rivolte ai bambini, come evidenziato da fonti dell’associazione stessa.
Tiene corsi musicali nelle scuole di Savona e provincia, quindi ha anche una componente educativa-musicale importante.
Esecuzioni e concerti:
Ha eseguito al pianoforte brani tradizionali / natalizi nei concerti di A Campanassa.
Nel notiziario 3/2014 si parla di un concerto di Natale con “alcuni brani tradizionali dedicati al Natale” suonati da Nicolini.
In occasione di eventi storici e cerimonie (es. celebrazioni di Cristoforo Colombo), Nicolini ha “concertato” musica (ad esempio l’Inno di Mameli) come “maestro” nelle manifestazioni.

Una composizione di Nicolini insieme ad un altro musicista savonese, Scogna
Durante il Concorso di poesia dialettale “Beppin da Cà” (Savona), il Maestro Nicolini ha fornito l’accompagnamento musicale.
Direzione artistica e valorizzazione del patrimonio:
Nella rivista dell’associazione A Campanassa si dice che Nicolini promuove sistematicamente la divulgazione di musica tradizionale savonese e antica.
Ha un ruolo centrale nell’ideazione e realizzazione di rassegne musicali storiche e culturali legate al patrimonio locale (tradizioni, dialetto, musica storica).
In eventi come la mostra dei Presepi a Savona, Nicolini organizza momenti musicali legati a tradizioni natalizie, eseguendo brani antichi e popolari per pianoforte o altre formazioni.
Visione e sensibilità musicale:
La sua musica e l’attività che svolge con A Campanassa riflettono una forte attenzione al patrimonio culturale savonese (tradizioni, dialetto, storia), non solo come mero repertorio, ma come mezzo per trasmettere la memoria collettiva.
La composizione di brani per bambini e il coinvolgimento nelle scuole indicano anche una componente pedagogica nella sua attività musicale.
Il suo contributo musicale è molto legato alla tradizione, al dialetto, alla musica storica e alla didattica.
È un punto di riferimento per l’associazione A Campanassa nel promuovere l’identità musicale savonese e integrare la musica nelle manifestazioni culturali della città.
4. Federico “Deca” De Caroli

Federico “Deca” De Caroli
Nato a Savona (classe 1964, secondo Rockol) ancora oggi in vita ed attivissimo.
Pianista di formazione classica, ma è diventato noto soprattutto come compositore elettronico, sperimentale, ambient.
È anche scrittore: ha pubblicato racconti, romanzi, fumetti, spesso in un immaginario distonirico / onirico.
È uno dei fondatori del Manifesto del Distonirismo (distorsione onirica), un approccio filosofico artistico legato alla sua poetica musicale / letteraria.
Opere musicali principali: (discografia selezionata)
1986 Alkaid Esordio: elettronica “kosmiche” ispirata a Vangelis / Jarre.
1987 Synthetic Lips Prosegui il suono elettronico, synth-pop, sperimentazione.
1989 Claustrophobia Una fase più oscura, industrial / ambient.
1992 Premonizione Humana Continua l’esplorazione elettronica.
1998 Phantom Un’evoluzione della produzione, probabilmente più matura.
2000 Electronauta Titolo evocativo del suo rapporto con la navigazione elettronica.
2002 Simbionte Album sperimentale, fusione di suoni / temi.
2007 Aracnis Radiarum Il titolo (“ragnatela di radiazioni”) richiama suggestioni cosmiche e distopiche.
2010 Automa Ashes Una riflessione su automazione, decadenza, tecnologia (e pianoforte?).
2013 Modulectron Retrospettiva: brani realizzati con sintetizzatore Roland negli anni ’80.
2014 Onirodrome Apocalypse Opera concettuale legata al romanzo Il futuro è finito. Ogni traccia corrisponde a “capitoli” del romanzo.
2017 Isole Invisibili Album pianistico (uno o due pianoforti), molto intimista.
2017 MASS Album parallelo (fonte: Wikitia).
2018 Oniric Warp Reloaded Ristampa / reinterpretazione dei demo storici, con sonorità oniriche.
2020 Music From Mars Ulteriore esplorazione elettronica, forse cosmica.
2021 Lucifero Alchemico Tema alchemico / oscuro, suoni stratificati.
2022 Dreamtown Piano 14 tracce per pianoforte: tema urbano, silenzi, natura tra cemento e asfalto.
2023 Antimateria Psichica Concept album sperimentale su fisica del suono, psiche, frequenze, ascolto immersivo.
Opere letterarie:
Ecco una lista delle sue opere (romanzi, racconti, fumetti) note.
Distonirismo / Manifesto: ha redatto il Manifesto del Distonirismo (1992), che è parte fondamentale della sua visione artistica.
“Il futuro è finito” (2016) – romanzo distopico / onirico.
“La croce di acacia” (2020) – romanzo / racconto moderno su rockstar, sogni, paranoia.
Altri titoli (secondo IlMioLibro) includono:
Nella penombra il demone
OIDON
L’abisso terminale
Il baco mentale – Natascia
Jean
L’onirista
Inchiostro, traslochi & frutta candita
Deca – Comics and Graphics (fumetto)
Deca – Paesaggi Alchemici (probabilmente grafico / artistico)
Analisi della visione artistica
La sua musica e narrativa sono strettamente intrecciate: per esempio, l’album Onirodrome Apocalypse è direttamente collegato al romanzo Il futuro è finito: le tracce musicali corrispondono a capitoli del libro, la copertina è condivisa, la struttura narrativa è “tradotta in suono”.
Il concetto di distorsione onirica (distonirismo) è centrale nella sua poetica: sogno, realtà, subconscio, suono e immagine si mescolano nella sua arte.
C’è un forte equilibrio tra la componente elettronica / sperimentale e quella pianistica / classica: due “anime” che convivono nei suoi lavori (es. album di piano vs album ambient-industrial).
Le sue opere letterarie spesso parlano di distopia, viaggi onirici, identità psichiche e mondi distorti, e non sono semplici “storie”: servono come estensione del suo universo musicale.
5. Carlo Aonzo è un mandolinista di fama internazionale, nato e cresciuto a Savona nel 1968.

Ha una carriera concertistica molto attiva: si esibisce in tutto il mondo, collabora con orchestre di prestigio, tiene workshop e masterclass.
Nel 2025 ha pubblicato un album assieme a Bruno Canino con composizioni originali di Beethoven per mandolino e pianoforte.
Ha partecipato a progetti di divulgazione, come la serie “L’Italia dei 1000 Mandolini”.
Formazione:
Ha preso i primi contatti con il mandolino grazie al padre, nel “Circolo Mandolinistico G. Verdi” di Savona.
Ha studiato al Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova, dove si è diplomato in mandolino “cum laude”.
Carriera e attività artistica
Attività concertistica e collaborazioni
Ha collaborato con molte istituzioni prestigiose: Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Antonio Vivaldi, Nashville Chamber Orchestra, McGill Chamber Orchestra, ecc.
Ha suonato con la sua “Orchestra a Pizzico Ligure”: tra gli eventi, nel 2001 ha eseguito in Vaticano per Papa Giovanni Paolo II.
È direttore artistico, docente e direttore didattico ed ha fondato l’Accademia Internazionale Italiana di Mandolino.
Tiene masterclass, workshop e seminari in tutto il mondo: New York, Milwaukee, Nashville, ecc.
È docente e guida didattica per l’Accademia: offre lezioni sia in presenza che online.
Produzione discografica e repertorio
Carlo Aonzo ha registrato molti album, coprendo repertori molto diversi: dal barocco al classico, fino al repertorio moderno e popolare per mandolino. Alcuni punti salienti:
Ha registrato i concerti di Vivaldi per mandolino con l’“Orchestra a Pizzico Ligure”.
In duo con il chitarrista René Izquierdo ha pubblicato un album dedicato a Paganini (“Paganini”).
In duo con Katsumi Nagaoka, ha pubblicato l’album “Kaze”.
Con l’ensemble barocco “Il Falcone”, ha realizzato una registrazione delle 4 Stagioni di Vivaldi interpretate per mandolino solista.
Con il “Carlo Aonzo Trio” ha pubblicato album come A Mandolin Journey e Mandolitaly, che esplorano il repertorio mandolinistico internazionale e italiano.
Ha un nuovo album solista dedicato a Raffaele Calace, uno dei grandi compositori del mandolino.
Attività di ricerca, didattica e promozione
È un ricercatore del mandolino: ha collaborato con il New Grove Dictionary of Music and Musicians.
Ha tenuto conferenze sull’iconografia del mandolino presso istituzioni internazionali (Metropolitan Museum di New York, università, conservatori).
Nel 2020 ha ideato e prodotto la serie documentaristica “L’Italia dei 1000 Mandolini”, che esplora il mondo del mandolino in Italia e all’estero.
Curricula didattica: oltre ai workshop, organizza un’accademia internazionale annuale.
Ruolo a Savona:
È uno dei promotori musicali più importanti della sua città natale.
È direttore artistico del Festival Internazionale Mandolinistico di Savona.
Con la sua attività, contribuisce a far riscoprire il mandolino come parte significativa della tradizione musicale italiana e savonese.
Visione artistica:
Vede il mandolino non solo come strumento “popolare”, ma come strumento concertistico e di ricerca: il suo repertorio va dal barocco al contemporaneo.
Il suo approccio combina virtuosismo, sensibilità storica e innovazione.
È profondamente impegnato nella promozione globale dello strumento, sia attraverso la musica dal vivo, sia attraverso iniziative educative, editoriali e multimediali.
Ecco una discografia aggiornata (CD e registrazioni non sempre cronologico) di Carlo Aonzo, con i titoli più importanti e rilevanti. Le informazioni provengono dal suo sito ufficiale e da pagine biografiche.
Titolo Note / Dettagli
Aonzo plays Calace Nuovo album solista mandolino dedicato a Raffaele Calace, registrazioni solistiche di Calace per mandolino.
Carlo Aonzo & Bruno Canino Album duo mandolino pianoforte. (Suonare Records, 2025)
Mandolitaly Album con il Carlo Aonzo Trio (mandolino, chitarra, contrabbasso), esplora il repertorio tradizionale italiano, canzoni popolari e classico.
Through4Seasons – Carlo Aonzo plays Vivaldi Quattro stagioni di Vivaldi suonate al mandolino.
A Mandolin Journey Album del Trio Aonzo: viaggio internazionale nel repertorio mandolinistico.
Niccolò Paganini “Integrale per Amandorlino e Chitarra Francese” con René Izquierdo.
Mandolin Images Registrazione con l’Orchestra a Pizzico Liguria.
Fantasia Poetica CD solista o da camera (Aonzo) con repertorio poetico / ispirato: presente nella discografia del suo sito.
Il Mandolino Italiano nel Settecento Registrazioni dedicate al mandolino barocco / 1700.
Kazè Duo con la chitarrista Katsumi Nagaoka.
Antonio Vivaldi – Concerti per mandolino e orchestra Registrazione con orchestra.
Traversata Con David Grisman e Beppe Gambetta: musica italo-americana tradizionale.
Classical Mandolin Virtuoso (DVD) Video concerto edito da Mel Bay.
6. Sergio Piccinini (Savona, 1957 – vivente)

Sergio Piccinini
Batterista e percussionista savonese, da quasi 50 anni colonna della scena musicale bolognese.
Nato a Savona nel 1957, inizia nei primi anni 70 a studiare pianoforte e percussioni.
Dopo aver militato in diversi gruppi e session musicali tra il jazz e il rock psichedelico e progressivo nella sua città, nel 1976 si trasferisce a Bologna dove studia al DAMS musica e a Parma frequenta i corsi di batteria all’ INSJ (Istituto Nazionale di studi sul Jazz) col maestro ENRICO LUCCHINI, e si inserisce subito nel circuito Emiliano.
Nel 1977 consegue la licenza di Teoria e solfeggio presso il conservatorio G.B. MARTINI di Bologna. Nel 1979 frequenta i corsi invernali di SIENA JAZZ col maestro BRUNO BIRIACO e contemporaneamente inizia la carriera professionistica suonando coi bluesmen GIORGIO CAVALLI e ANDY J. FOREST.
Dal 1983 al 1985 fa parte degli HIFI BROTHERS gruppo new wave col quale incide in studio per l’ ITALIAN RECORDS e partecipa a successive tournee’.
Dal 1985 al 1987 incide e suona stabilmente col gruppo rock SKIANTOS e con la cantante soul jazz ISKRA MENARINI.
Nell’ estate del 1987 e’ in tournee’ con MIA MARTINI.
Nel 1988 partecipa ai seminari di RAVENNA JAZZ tenuti da STEVE GADD e successivamente accompagna in tournee’ ANGELA BARALDI fino al 1991 quando, dopo una breve collaborazione con BIAGIO ANTONACCI partecipa al tour “CAMBIO” e all’incisione dell’album “AMEN” di LUCIO DALLA.
Nel 1992 torna a SIENA JAZZ dove studia perfezionamento con ETTORE FIORAVANTI.
Nel frattempo inizia una lunga collaborazione con LUCA CARBONI che durera’ fino al 1995, durante la quale effettuera’ numerosi tour in Italia (“Ci vuole un fisico bestiale”, “Carboni+Jovanotti”, “Diario Carboni”) e all’estero (“Diario Europa 94”, “Ramazzotti+Carboni+Jovanotti”) e concorrera’ alla realizzazione di numerosi album e video in studio e live.
Nel 1993 e 1994 frequenta piu’ volte seminari e workshops tenuti da VINNIE COLAIUTA e DAVE WECKL in varie localita’ italiane.
Da allora si dedica principalmente all’insegnamento e all’ attivita’ concertistica nei pubs e locali al fianco di musicisti blues e jazz che operano nel circuito regionale.
– ha collaborato anche con gli Stadio, Claudio Lolli, Gaetano Curreri, Enrico Farnedi, e decine di progetti jazz e blues bolognesi
– È considerato uno dei batteristi più versatili della “di strada” della città: passa con naturalezza dal jazz al rock progressivo, dalla new wave al blues elettrico
– Oggi insegna batteria e percussioni presso la scuola **Preludio** di Bologna ed è ancora attivo in concerti e sessioni di musica jazz.
Ah, dimenticavo, è uno dei miei cari cugini primi, di cui vado fiero!!!
(Fonti certe:
– Bio ufficiale sul sito della scuola Preludio di Bologna
– Crediti discografici e live verificati su Discogs e sui libretti dei tour di Dalla e Carboni anni ’80-’90
– Articoli e interviste su riviste musicali emiliane (Musica Jazz, Il Blues, Bologna Spettacolo)
– Conferma diretta da musicisti bolognesi che lo conoscono da decenni)
Quindi sì: è savonese doc, nato e cresciuto qui, poi trapiantato a Bologna dove è diventato una figura storica della musica live emiliana.
Merita assolutamente di stare nella lista dei talenti savonesi!
Altri cantanti, arrangiatori, musicisti che secondo fonti riscontrabili hanno avuto un legame di rilevanza storica con Savona :
Savona ha avuto tra gli altri anche il privilegio di vedere i primi passi di Natalino Otto, il quale portò successivamente la musica swing italiana a livelli nazionali.
Questo legame con Savona non è sempre citato nelle biografie tradizionali, ma è documentato negli archivi storici locali, soprattutto riguardo ai primi concerti e esibizioni degli anni ’30.
Sicuramente ne ho dimenticato molti, e ho tralasciato diverse esperienze o anedddoti, ma a ciò non basterebbe un semplice articolo…
Magari più avanti ci sarà sicuramente un aggiornamento e un approfondimento più dettagliato, magari parlando di progetti, gruppi, case discografiche e studi di registrazione.
Se chiunque, o qualcuno avesse da aggiungere qualcosa, o dare qualche consiglio e suggerimento è sicuramente ben accetto dal sottoscritto e da tutti gli “affamati” di musica soprattutto per quanto riguarda la città di Savona.
Questa è la prima parte, presto preparerò la seconda.
