Questione di gas [Il Flessibile]

La crisi energetica ci mette di fronte a quesiti fondamentali, dilemmi che interrogano le coscienze e spalancano scenari fino a pochi mesi fa completamente impensati.
Ecco perché è nostro compito non sottrarci ad alcuna difficoltà e provare a rispondere con giudizio e senza esitazione.

Entro in classe.
I ragazzi sono calmi, seduti ai propri posti, lo sguardo vispo e attento all’imminente lezione.
Le lezioni di musica hanno molti lati positivi.
Per prima cosa hanno spesso un risvolto pertinente al vissuto di ciascuno di noi, magari di un parente:

  • mio nonno ha fatto la guerra e conosce tutte le canzoni partigiane;
  • questa canzone dei Bee Gees è la preferita di mio papà;
  • Il valzer del moscerino! Quando ero piccola mia nonna la canticchiava per addormentarmi;
  • il fidanzato di mia sorella tiene la musica a palla in auto, trap..;
  • conosco a memoria tutte le canzoni di Alfa;
  • prof, ha visto Sanremo?

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Poi non sono indispensabili per la sopravvivenza scolastica. Un otto di musica non vale certo un sei di matematica o di storia; non è cosa da poco, soprattutto quando in sede di scrutinio puoi manlevarti dalla responsabilità di stangare un povero studente che ha l’orecchio di Beethoven morente e la sensibilità di un rotolo di carta vetrata.
Detto ciò, nel bel mezzo dell’inutile lezione un odore acre e penetrante giunge al mio naso regale.
Fingo che nulla stia accadendo nella speranza che gli studenti non avvertano alcunché.
Speranza vana: loro annusano più e meglio di me.
Spalanco le finestre e – senza commentare – proseguo nella spiegazione come nulla fosse.
Ma tutti gli studenti si rivolgono verso lui, il malefico petomane, fulminandolo in silenzio.
“Che succede?” dico io interrompendo la lezione.
“Prof, è sempre la stessa storia: tutte le mattine, anche per più volte dobbiamo sopportare questa puzza…” risponde C. V.
“Da settembre è sempre la stessa storia….” prosegue H. S.
In fondo all’aula uno studente rosso più dallo sforzo che dalla vergogna sorride appena.
“Vuoi uscire un momento?”
“No no, grazie. Sto bene così.”
Proseguo la lezione.

Ebbene in un periodo in cui la crisi energetica rischia di essere dirompente, forse occorrerebbe trovare le risorse laddove esistono praticamente a costo zero.
Certo occorre pazienza ma con gli sforzi di tutti..

Dario B. Caruso da Corriere AL

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