Poesia: Letterina a Babbo Natale per i nostri politici, italiani e europei

Letterina a Babbo Natale per i nostri politici, italiani e europei

Caro Babbo Natale,
quest’anno ti scriviamo in tanti
ma basta una sola lettera:
le richieste sono sempre uguali,
i destinatari pure.

Chiediamo regali
per i nostri politici italiani ed europei,
inermi davanti alla realtà,
smemorati per vocazione,
allergici al quotidiano.

Per tutti, nessuno escluso,
un calendario.
Non per le feste,
ma per ricordare
che il tempo scorre,
le bollette non aspettano
e i cittadini arrivano comunque,
anche quando smettono di votare.

Metti nella slitta
un paio di scarpe comode,
ma già consumate:
quelle di chi lavora troppo,
di chi aspetta un autobus fantasma,
di chi vive al freddo
in città sporche e stanche.
Forse, camminandoci dentro,
qualcosa capiranno.

Aggiungi un vocabolario nuovo,
perché parole come
“sacrificio”, “transizione”, “riforma”
le pronunciano spesso
ma sempre sulla pelle degli altri.

All’Europa porta un paio di occhiali:
quelli vecchi leggono bene i conti
ma confondono le persone.
E se puoi, anche un termometro,
così si accorgono
quando il Paese ha la febbre
prima della terapia intensiva.

Ai politici italiani
regala uno specchio grande:
non per l’immagine,
ma per riflettere
le promesse fatte
e mai mantenute.
Sarà doloroso,
ma istruttivo.

Se resta spazio sulla slitta,
infila un manuale di responsabilità.
Non serve leggerlo tutto:
basterebbe aprirlo
prima di dare la colpa
a qualcun altro.

Noi cittadini, Babbo Natale,
non chiediamo miracoli.
Solo che, almeno una volta,
chi governa e chi si oppone
ricordi perché è lì
e per chi dovrebbe esserci.

E se non riesci a consegnare tutto,
non fa niente:
siamo abituati
ai pacchi vuoti.

Con affetto
(e una rassegnazione educata),
i cittadini italiani ed europei,
senza scorta,
senza privilegi,
ma con una pazienza
che non è infinita.

 Anonimo

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