Pedofilo di Vado Ligure

POVERO  STEFANO
Pedofilo di Vado Ligure 
  e  modo in cui i giornali hanno affrontato l’argomento

POVERO  STEFANO
Pedofilo di Vado Ligure e  modo in cui i giornali hanno affrontato l’argomento
 
pedofilo molesta bambina e viene arrestato
una bambina di 2 anni.
è successo a vado ligure, 20 km da casa mia.
Più o meno nello stesso periodo in cui l’italia intera chiedeva a gran voce la pena di morte, con esecuzione sommaria e preferibilmente in diretta tv, di michele misseri.
Lungi da me schierarmi o parlare di pena di morte si o no, carcere duro, riforma della giustizia o altro che non mi compete e di cui non ho conoscenze sufficienti.

Lungi da me schierarmi o parlare di pena di morte si o no, carcere duro, riforma della giustizia o altro che non mi compete e di cui non ho conoscenze sufficienti.
Una cosa però sappiamo tutti, se ti arrestano per certi reati, in carcere te la fanno pagare prima dei giudici, i detenuti.
Codice “morale”, legge non scritta, cose risapute.
Giusto? Sbagliato? Non lo so, certo se arrestassero uno per un’accusa del genere riferito che so, a mia figlia (coetanea della molestata a Vado) non credo che avrei grossi problemi a giustificare praticamente qualunque cosa succedesse in carcere al porco.
In linea di massima io credo che certe garanzie MINIME di sicurezza in carcere dovrebbero averle tutti, mentre leggiucchiando qua e là mi sembra che accada l’esatto contrario.

il secolo xix pochi giorni dopo il fatto se n’è uscito con sto articolo:

Antonio, 30 anni, appena uscito da Marassi:
i detenuti di notte ululano e lo insultano, lo aspettano…
[…]
«Quando una persona viene portata in carcere con accuse così pesanti – prosegue Antonio – i detenuti non lo perdonano. Ci sono regole non scritte tra chi vive nelle mura di una casa circondariale e quelle regole valgono più della stessa vita, soprattutto se in carcere ci devi passare tanti anni. In un carcere maschile, duro come quello di Genova, non vengono accettati i reati contro le donne e contro i bambini. Devi pagare la pena che decidono anche i detenuti. Tutti sanno che è così».

tutti lo sanno, appunto, è utile parlarne? Serve solo a riempire una pagina? Che senso ha scrivere una cosa del genere? Bah, andiamo avanti

È forse questo che preoccupa maggiormente i genitori di Stefano. Maria Teresa e Floriano vorrebbero incontrare il figlio anche per pochi minuti, per sincerarsi delle sue condizioni psico fisiche. […].
Eppure, se il giovane dovesse rimanere in carcere, difficilmente potrebbe essere inserito in celle comunitarie e nemmeno rimanere sempre in isolamento guardato a vista da due agenti della penitenziaria. Misura che, per il momento, è considerata quasi straordinaria.
Stefano Ferrando ha 21 anni e tutti sanno che si tratta di un ragazzo che non riuscirebbe a sopravvivere all’interno del mondo del carcere. Con i capi di imputazione che si porta dietro, poi, sarebbe ancora più impensabile.

Ok, va bene, non è però che ci sia capitato per caso li dentro no? L’italia ha un numero di suicidi in carcere altissimo, non lo scopriamo ora, perché questo interesse?

«Non so come sia quel ragazzo – racconta ancora Antonio – e non so che storia abbia alle spalle. So però che a Marassi gli altri detenuti lo vogliono tra le mani. Non scherzo. Quando una persona nuova entra in carcere in poco tempo lo sanno tutti. Possono entrarne anche 50 al giorno che si sa tutto. L’altra sera, nei confronti di quel giovane, erano tutti in fermento. Si urlavano da una cella all’altra. Sembrava un ululato continuo. Insulti, anche frasi che sembravano senza senso. Eppure erano tutte per lui. Volevano fargli sentire che il carcere lo aspetta, che non è al sicuro,che ha una pena già decisa da pagare».

Va bene, abbiamo capito. ABBIAMO CAPITO. Perché dobbiamo scendere in dettagli così crudi? Leggendo queste righe sembra che sto qui sia LA VITTIMA, mentre, se è li, è perché è accusato, se mai, di essere COLPEVOLE. Leggendo queste righe viene spontaneo preoccuparsi per lui, ma la famiglia della bambina sta ricevendo le stesse attenzioni???

Le celle di isolamento, a Marassi, sono chiaramente separate dal resto dei detenuti. Per questo loro urlavano. Volevano che il giovane li sentisse.Stefano intanto sta vivendo tutto questo e, se non dalle dichiarazioni dell’avvocato alla famiglia, non si sa come stia reagendo e che cosa stia pensando. Sicuramente le sue esperienze sono troppo lontane dalla vita del carcere. Troppo lontane da chi, per necessità anche, ha fatto del sottobosco il suo habitat naturale.

Alt, ferma un po’, le sue esperienze QUALI???? toccare una bambina stesa sul fasciatoio mentre le cambia il pannolino? Perché è di questo che stiamo parlano, di uno beccato, COLTO IN FLAGRANTE, mentre si eccitava davanti ad una bambina di due anni. È chiaro questo???? cosa c’entrano le esperienze di chi ha fatto del sottobosco il suo habitat naturale? Cosa vuol dire????

«Di solito quando si viene arrestati – racconta ancora Antonio – i secondini cercano di non far spargere troppo la voce su chi è entrato, soprattutto se nuovo. […] Quel ragazzo in un carcere normale non sopravvive di sicuro. Non ce la può fare. Il carcere è duro, durissimo. […]».

POVEROSTEFANO!!!!! non ce la fa, è già deciso, sto articolo è stato scritto due giorni dopo il suo arresto, ma è già deciso che non ce la fa, perché, attenzione SCOOP!!!, il carcere è duro, anzi, DURISSIMO. Ma solo per lui? Per quelli sbattuti dentro per 4 canne invece è come entrare in una SPA con tre figone che ti fanno i massaggi??? come mai ci si accorge di certe cose, si da spazio a certe cose proprio adesso??? PERCHÉ???

Anche sulla rete sono già molti i gruppi o i blog che parlano di una possibile vendetta nei suoi confronti. Stefano Ferrando quindi rimane nella sua cella di isolamento. Forse l’unico posto al mondo dove, per ora, può essere al sicuro.

NOOOOOOOOOOOOOO. TENETELO AL SICURO MI RACCOMANDO!!!!!

Al sicuro, come magari pensava di essere la piccolina che si faceva cambiare il pannolino dal FIDANZATO DI SUA SORELLA.
Lei si che era al sicuro, la mamma la faceva giocare con questo ragazzone che STUDIA PEDAGOGIA. La mamma che grazie a Dio, come solo alle mamme succede, ha intuito, capito, odorato qualcosa.
Ma della bambina non si parla, si parla del POVEROSTEFANO, che speriamo resti nella sua cella di isolamento, Forse l’unico posto al mondo dove, per ora, può essere al sicuro.

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2010/10/15/AMYr0H9D-essere_vorrei_stefano.shtml

n.b. Nello stesso periodo, mentre il secolo decimonono tratteneva il respiro in ansia per POVEROSTEFANO, a genova scoppiava quel casino prima di italia – serbia.

Anche lì, mica mi metto ad analizzare il perché ed il percome eh, ma non ho letto UNA RIGA sul secolo che esprimesse preoccupazione per ivan (o igor) quell’orango mascherato che quasi da solo ha fottuto due nazionali, due federazioni e 15-20 mila persone.
Quell’ivan che è stato additato come simbolo dei mali del calcio (quindi del mondo intero) MA CHE non risulta abbia toccato nessuna bambina, no no, tanto meno bambine di due anni, no no.
Quell’ivan, serbo, che è stato messo in un carcere femminile perché a marassi in quel periodo c’erano detenuti un tot di albanesi che come dire, avrebbero discusso volentieri con lui di politica internazionale.
Un carcere femminile che per lui era forse l’unico posto al mondo dove, per ora, può essere al sicuro.

Dopo alcuni giorni, colpo di scena, il secolo decimonono ritorna sull’increscioso fatto (la detenzione tremenda di POVEROSTEFANO eh, non il motivo del suo arresto) a margine di una scottante inchiesta sulla pedofilia nelle parrocchie savonesi, finalmente, POVEROSTEFANO è riuscito ad incontrare i genitori e, pensate, a ricevere da loro un ricambio di vestiti.
il tutto descritto per il 75% dell’articolo, il restante 25% rapidamente ha ricordato perchè fosse in carcere.

Vengono negati al POVEROSTEFANO i domiciliari per mi sembra 3 volte (riforma della giustizia subito, SENZA SE E SENZA MA), poi, suonino a festa le campane, avviene il miracolo, il bene vince sul male, e POVEROSTEFANO ritorna a casa.

ECCO LE TOCCANTI PAROLE DI ALBERTO PESCE

È tornato a casa, il ragazzo di Vado accusato di essere un pedofilo perché avrebbe molestato e abusato di una bimba di appena 21 mesi, la sorellina della fidanzata. Sorpreso dalla madre della piccina in casa di lei, in Valbormida, era stato arrestato dai carabinieri lo scorso 9 ottobre.

Alla terza richiesta nel giro di un mese presentata dal suo avvocato, Stefano Ferrando, 21 anni, ha ottenuto di uscire dalla cella di isolamento del carcere di Marassi per gli arresti domiciliari in casa sua, con la famiglia, in via Sabazia, a Vado. Era in carcere, in isolamento, sino a ieri nel primo pomeriggio, sorvegliato 24 ore su 24 dal personale della polizia penitenziaria che per lui aveva addirittura raddoppiato i turni. Si temeva un gesto autolesionistico da parte sua dopo essere stato sorpreso dai familiari della piccina: «Stavo solo cambiandole il pannolino» era stato il tentativo di difendersi. Poi l’arrivo dei carabinieri e le manette

Adesso, in attesa del processo, Stefano Ferrando, studente universitario a pieni voti di pedagogia e appassionato volontario nel dare una mano
(e qui il Cala si astiene da commentare il “dove” mette la mano)
alla società di basket Sabazia (B2) di cui il padre Floriano è uno dei dirigenti di spicco, starà a casa. Potrà avere contatti solo con la famiglia, come ha stabilito il giudice per le indagini preliminari Emilio Fois.
Potrà vivere fianco a fianco con la mamma Maria Teresa, che per seguirlo si è dimessa dall’incarico di assessore ai servizi sociali in Comune a Vado, il padre e la sorellina, ancora minorenne, ma prossima a compiere i 18 anni
(ancora uno sforzo e poi starai tranquilla piccolina!).
Un elemento decisivo questo perchè il gip Fois,ha disposto che Stefano non venga assolutamente a contatto con minori, soprattutto bambini.

Cosa è cambiato rispetto alle due precedenti richieste di scarcerazione, o in alternativa di detenzione domiciliare, presentate dall’avvocato Alberto Russo e bocciate? Alla terza richiesta che gli è stata presentata, il gip ha dato l’ok alla scarcerazione perchè nel frattempo è stata conclusa la perizia di psicologi e psichiatri sul ragazzo.

«Deve essere curato, è malato. Non può essere seguito adeguatamente in carcere. È incompatibile il regime carcerario che lo ha già provato», per la palese ostilità e le minacce ricevute a Marassi. È il senso della relazione consegnata al giudice che ieri mattina ha accolto la richiesta dell’avvocato ed ha depositato il dispositivo di scarcerazione. Erano all’incirca le 10 quando la decisione è diventata ufficiale. Un paio di ore dopo l’avvocato Russo, nelle sue quotidiane visite negli uffici del quinto piano del Tribunale ne è venuto a conoscenza ed ha subito avvertito i genitori che nel primo pomeriggio sono partiti in auto per aspettare il figlio all’uscita da Marassi.
(a saperlo ci si organizzava)

Al telefono di casa, in via Sabazia, evidente il sollievo nel tono della sorellina: «I miei genitori non ci sono, devono ancora rientrare».
(sollievo per il fatto che NON è ANCORA tornato?)
Erano le 15 e 30. Adesso familiari e legali si concentreranno sulla linea difensiva da adottare al processo dopo aver tentato di “smontare” l’operato dei carabinieri: «La confessione che hanno raccolto sotto forma di spontanee dichiarazioni non ha valore perchè in assenza del suo avvocato» Fu la contestazione.
(anche toccare una bambina di due anni andrebbe fatto in presenza di un avvocato?).
Genitori e avvocato si limitarono a dire: «Una versione da verificare»
(sembrerebbe che la vittima l’abbia provocato).

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2010/11/14/AMxHRdFE-domiciliari_accusato_pedofilia.shtml

ora, ok, sono di parte, ho una figlia della stessa età della piccola molestata, però, però, però a nessuno sembra che tutta sta attenzione verso POVEROSTEFANO sia un tantino eccessiva, direi quasi FUORI LUOGO visto il perché è stato arrestato? (reo CONFESSO tra l’altro e immediatamente implorante aiuto per quella che io comunque ritengo essere una malattia).
Lungi da me difendere i preti accusati dello stesso reato, sono altre le persone che devono giudicarle, io mi limito purtroppo a soffrire per questo SCANDALO anche vicino a casa mia, che riguarda un ambiente dove sono cresciuto e a cui devo (con sincera gratitudine) parte della mia educazione e della mia formazione.
Mi chiedo però perché, al di là della caccia alle streghe che molti (tra cui il secolo decimonono, la cui unica funzione in questo mondo è quella di fasciare le uova, perché per pulire i vetri non va bene, sporca) hanno scatenato contro TUTTI i preti, verso questo ragazzo (che sia chiaro io spero riceva un processo ed un trattamento EQUO, ma equo eh, né più né meno di CHIUNQUE ALTRO, e che credo sia più MALATO che COLPEVOLE) c’è questa attenzione al dettaglio, al lato “familiare” e “domestico”, ai suoi studi, al suo essere considerato da tutti un bravissimo ragazzo?
perchè?
perchè?
perchè?
Chi è che ha detto che è merito della mamma assessore? Dai, venga fuori! Su non fatemi casino qui che ho già rischiato una volta la querela ed io con gli assessori non ho un grande feeling dai!!!
ah, dite che è così?

Alberto Calandriello

dal blog http://ilcala.blogspot.com/

 

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