Parole e pensieri
L’effetto Zeigarnik è un principio psicologico secondo cui le persone ricordano le attività interrotte o incomplete molto più facilmente di quelle portate a termine. L’inconscio e i sogni…. Al di là del cortile, ordinatamente ricoperto di ghiaia , un sentiero di erbetta verde smeraldo, pochi passi, un orticello, di quelli che vedi solo nei sogni, bellissimo, curatissimo, passione e amore per madre terra.
Una piccola casetta di legno per gli attrezzi, terra, semenze, compost, innaffiatoio, gomma per irrigare le piante più lontane, sempre minuziosamente tutto in perfetto ordine. Mio suocero, gli ho voluto tanto bene, poche parole ma affetto puro, comunicavamo di sguardi, smorfie e sorrisi….non servivano tante parole….chino sui mirtilli e su piante di frutti rossi, fusti spinosi che regalano un sapore unico che si scioglie in bocca. Piante enormi di rose antiche e fiori di campo, un orticello di primizie e ortaggi….

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Lassù nel paese, a un’ora dal mare, c’è fresco d’estate ma d’inverno gela. Tutto l’anno, tutti gli anni, mi regalava con orgoglio il suo raccolto, a volte conteso con mia suocera, specie per i frutti rossi. talvolta mi faceva trovare una cesta di vimini sul tavolo, piena di verdure fresche, nella casetta di sua proprietà, su in montagna…..che ristrutturò e ammobiliò per noi ragazzi….per fuggire dal caos della riviera nel fine settimana.Gesti e pensieri di altri tempi ,genuini, sani, spontanei.
Lui, il mio amore, un giovane uomo in carriera, bello, alto, con gli occhi verde smeraldo, come l’erbetta dell’orticello di suo padre…ma buono di un buono che mi è rimasto nell’anima ,tanto da portare al collo per tutta la mia vita un mezzo cuore d’oro appeso alla mia collanina. Chissà se anche lui indossa ancora l’altra metà del cuore. Eravamo giovani,ancora studenti,fuori corso,sotto esami e vari concorsi regionali, adrenalina pura, lavoro e studio e un po’ di incomprensioni legate alle scelte di vita. E poi? Abbiamo mollato la spugna (il nostro amore) e ci siamo persi.
Ma dopo tanti anni ritornano nei sogni tutti loro, mia suocera, mio suocero che d’inverno saliva al monte per accenderci la stufa di ghisa, di quelle che non ne vedi più, per farci trovare casa calda….la nonnina, la nostra vicina, case a corte sotto un unico grande tetto, che attendeva la sera al buio il nostro arrivo solo per dirci: ” ero preoccupata, finalmente siete arrivati, buona notte, a domani..” Paesini bellissimi dell’entroterra ligure,di cui oggi puoi contare solo poche anime. E la mattina aprivo gli scuri del terrazzino e mi trovavo appoggiate a terra in un cesto, uova fresche e frutta e verdura,la nonna non era nonna nostra, ma di più. E mi ritornano in mente le domeniche a pranzo insieme, rivedo mio suocero nell’orticello e il mio grande amore di gioventù che dentro al mio sogno, dopo tanti anni, mi abbraccia, svegliandomi oggi, in questo sogno, con un bacio….
L’inconscio…..
C. BARUX