Pagelle politiche
Partiamo dal governo nazionale:
Dopo la cocente sconfitta al referendum, la linea del governo non cambia, raccontano frottole agli Italiani gli vendono un Paese fantastico sia dal punto di vista economico e sociale, che esiste solo nei loro pensieri.
Dopo aver ordinato ai giornalisti filo governativi di raccontare la buona novella,la Presidente ci mette la faccia e va in Parlamento.
Presidente Meloni, lei oggi ha detto che non si dimette, ma in quest’Aula ha fatto il discorso di apertura della sua campagna elettorale, sfidando le opposizioni a portare soluzioni. Noi le soluzioni le abbiamo presentate in questi anni, e la sua maggioranza le ha sempre bocciate.Dopo quattro anni di governo, non può venire qui a dire cosa farà: governa già e non ha fatto ciò che serviva al Paese. Ha raccontato un’Italia che non esiste.
Un discorso pesante duro ma innecepibile tenuto da Bonelli.
Chi ha seguito il dibattito si è reso conto che è il colpo di coda di una maggioranza,che si avvinghia alla poltrona, perché conscia che il tempo è finito. Direi che per l’inesistenza di politica estera,la situazione sociale,la non crescita questo governo si merita a pieno titolo un bel tre in pagella.
Governo della regione Liguria.
Il quadro è desolante,tempo e risorse buttate alle ortiche,e il grande Bucci delusione immensa ,il non politico che si comporta come il peggiore dei politici,per i Liguri problemi a non finire,nessun intervento forte,ma per la maggioranza,gli amici della maggioranza poltrone incarichi a piene mani.
La riforma della sanità ad esempio in Liguria, approvata nel dicembre 2025 dalla giunta regionale di centrodestra guidata da Marco Bucci, ha incontrato una dura opposizione da parte del centrosinistra e delle forze sindacali, culminata con l’abbandono dell’aula durante il voto finale. Le critiche principali riguardano la centralizzazione del sistema, il ridimensionamento del ruolo dei territori e il rischio di un ulteriore indebolimento del servizio pubblico a favore del privato.
Ecco i punti chiave delle critiche mosse dalla minoranza:
Centralizzazione della governance: La riforma prevede la creazione di un’Azienda Unica Territoriale e un’Azienda Unica Ospedaliera nell’area genovese, con un “board” centrale che deciderà i servizi per tutta la regione. L’opposizione contesta la perdita di rappresentatività dei sindaci e delle conferenze ASL, che vedono ridotto il loro potere di indirizzo sulle politiche sanitarie locali.

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Imposizione dall’alto e mancanza di dialogo: È stata criticata la rapidità con cui la riforma è stata approvata, respingendo le richieste di posticipo da parte di alcuni enti locali e sindacati (come la Conferenza dei Sindaci ASL4), definendola un’imposizione che ignora le esigenze dei territori.
Rischi per i territori e i presidi minori: La minoranza teme che la concentrazione delle decisioni a Genova possa portare alla chiusura o al ridimensionamento di presidi ospedalieri e reparti nelle aree periferiche, non citati esplicitamente nella riforma.
Certamente sono anche loro e mi riferisco alla maggioranza molto bravi a fare propaganda,a presenziare a sagre,tagli di nastri,e a partecipare a processioni,ma di governare,la Regione non se ne parla, viabilità ormai al caos totale i tempi medi di percorrenza da Albenga a Finale sono di oltre un ora (sono venti kilometri).
In questi giorni avranno fischiato le orecchie al sottosegretario ai trasporti e ai suoi e a chi li sostiene ,e lo garantisco,non erano belle parole.
Per la situazione, sanitaria sociale, viabilità la maggioranza in Regione ha un non classificato,in quanto ne si applicano,ne si impegnano,anzi prendono i Liguri in giro senza pudore.
Sia a Roma che a Genova in tanti aspettano con ansia le elezioni per assestare un calcio nel sedere ai sovranisti,che hanno svenduto il Paese lo hanno rovinato che sono subalterni a Trump.
I governi impopolari o percepiti come distanti dal popolo sono spesso descritti come oppressivi, inutili o destinati al fallimento, generando frustrazione e scontento,definizioni che calzano a pennello per quanto riguarda il governo Meloni.
Alle prossime elezioni non si accettano defezioni si deve andare a votare perché i cattivi rappresentanti sono eletti dai bravi cittadini che non votano.
Roberto Paolino