Nihil sub sole novum
L’aggressione all’Iran e il martirio del Libano coerenti con la storia degli ultimi ottanta anni
Ci sono momenti nella storia nei quali calano i veli che coprono la verità e la mostrano in tutta la sua – spesso sgradevole – nudità. Come ora che le contraddizioni interne al sistema di potere mondiale mandano all’aria la retorica di un Occidente detentore della civiltà, del diritto e dei più sacri valori dell’umanità e ne appare il vero volto barbarico, stupido e sanguinario. I due Paesi che nell’immaginario collettivo lo rappresentano meglio, Stati Uniti e Israele, hanno perso ogni credibilità e solo uno sciocco può ancora credere nella “più grande democrazia” da un lato e nell’“avamposto della democrazia” dall’altro. Se così fosse vorrebbe dire che la democrazia è una sciagurata calamità.
Il timone dello Stato guida dell’Occidente è passato da un demente a uno psicopatico e, quanto a Netanyahu, Israele non fa altro che proseguire coerentemente nel solco segnato al momento della sua nascita , che, non dimentichiamo, è frutto di una prevaricazione e di un esproprio manu militari. Non c’è da sorprendersi se in corso di negoziati, con i governanti iraniani disponibili ad accettare un controllo internazionale sullo stato della loro tecnologia nucleare, gli americani hanno proditoriamente attaccato Teheran in combutta con gli ebrei, che dal canto loro dopo aver eliminato la più alta autorità sciita hanno invaso il Libano rovinando la vita, a un milione e trecentomila persone, per ora, private da un giorno all’altro della casa, dei beni, del lavoro, della loro quotidianità e ammazzandone, per ora, millequattrocento. In nome di cosa? Americani e ebrei hanno balbettato di centrali del terrorismo (una clamorosa menzogna), di pericolo atomico (contraddicendosi spudoratamente) per poi ammettere sotto sotto le loro vere motivazioni. L’Iran ha la colpa di galleggiare sul petrolio e di essere un ostacolo per la Grande Israele, che comprende anche il Libano e che il Padre Eterno in persona si sarebbe impegnato a garantire al suo popolo prediletto. Due motivazioni complementari, più che sufficienti per riportare la vecchia Persia all’età della pietra.
Disgustosi i governanti europei, che ora che gli interessi di Londra e Bruxelles collidono con quelli degli Usa fanno le bizze col risultato di essere sculacciati dal loro dominus, col quale si erano congratulati quando aveva messo a punto l’operazione banditesca del rapimento del capo di un Stato sovrano e non avevano avuto nulla da ridire quando aveva tranquillamente dichiarato che siccome il petrolio venezuelano faceva comodo agli americani gli americani avevano il diritto di prenderselo. E non si vede perché se questo argomento vale per il Venezuela non debba valere anche per l’Iran, che di petrolio ne ha anche di più.

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Non ci vuol molto a entrare nella testa di Trump, basta volerlo. L’unico modo per mantenere la supremazia americana sul pianeta è il potere finanziario, che si esprime nella centralità del dollaro e che il Brics mette a repentaglio. Ma il valore della moneta è correlato col potere politico. industriale e soprattutto militare e lo strapotere militare americano è una favola per bambini dopo la perdita del primato tecnologico in tutti i settori connessi con l’industria bellica, a cominciare dalla missilistica: in un conflitto globale le città americane sarebbero vulnerabili al pari di quelle di ogni altro Paese. In queste condizioni diventa evidente che il potere finanziario globale che si esprime nel dollaro poggia sulla sabbia e l’idea geniale – o folle – di Trump è di fornirlo di una base più solida di quella politico-militare: il petrolio, che condiziona non solo le attività industriali ma soprattutto i trasporti e gli spostamenti. “Se io ho nelle mie mani tutto il petrolio mondiale sono il padrone del mondo”.
Ma com’è che la società americana tollera questo banditismo politico? C’è indubbiamente una quota di indifferenza, imputabile anche alle spaccature sociali presenti al suo interno, c’ è indubbiamente il ruolo dei media e della disinformazione ma è altrettanto fuori di dubbio che l’americano medio, soprattutto se si identifica col Wasp, repubblicano o democratico che sia, ha in sé quella tracotanza, quella tendenza alla sopraffazione, quella convinzione di una superiorità morale che hanno origine remote e sono state celebrate da un infinito filone cinematografico. Sono gli americani di cui è stata rimossa la memoria, quelli per i quali coreani o vietnamiti erano solo scimmie gialle, quelli che nei miei ricordi infantili guardavano agli italiani come nanerottoli pezzenti e si divertivano a tirare caramelle dalle camionette a ragazzini emaciati a affamati e quelli che violentavano le nostre donne o si approfittavano della loro miseria, quelli che trucidavano impuniti i prigionieri di guerra catturati in Sicilia per evitare l’incomodo di doverli custodire e nutrire. E sono anche quelli pronti a confondere realtà e fantascienza, ossessionati dagli Ufo, ignari dei limiti della tecnologia e della scienza, disposti, se abbastanza ricchi per farlo, a farsi congelare per essere scongelati e rimessi in sesto dopo un secolo, quelli convinti di avere Dio dalla loro parte. Ingenui, poco intelligenti, bigotti, razzisti , conformisti e violenti e prime vittime del loro conformismo e della loro violenza.
Quella propaganda e quella disinformazione che essi stessi hanno testato su di sé per poi esportarle nel mondo soggetto alla loro influenza non reggono più e Trump ha involontariamente inferto loro il colpo di grazia: torna alla mente tutto quello che era stato rimosso o volutamente ignorato, dai Viet Cong che difendevano la loro terra fatti passare per criminali al servizio del Male, al dittatore iracheno che seduto sul suo wc d’oro massiccio affama il suo popolo e usa contro i curdi “armi di distruzione di massa,” dai giapponesi che prelevano il feto dalla pancia della madre e lo lanciano in aria per farne un bersaglio agli scienziati iraniani che mettono a punto la bomba atomica per usarla contro il mondo libero a Assad che massacra decine di migliaia di oppositori. Attualità, passato lontano e recente accomunati dalla mistificazione, dal rovesciamemto della realtà, nella programmata strategia della menzogna, della minaccia e del terrore. La cronaca di oggi fa luce sulla storia di ieri e se ieri i bombardieri americani sterminavano i nostri bambini oggi i missili israeliani sterminano le bambine iraniane e come ieri le artiglierie americane si accanivano contro il nostro patrimonio storico ora insieme a quelle ebraiche distruggono le testimonianze della millenaria civiltà persiana. Insomma smettiamo di stupirci per quel che accade perché è perfettamente coerente con una tradizione di barbarie e di spregio di ogni valore umano. Gli americani di oggi sono ancora quelli delle inutili, folli, criminali bombe su Hiroshima e Nagasaki e la rivisitazione del passato ci deve liberare definitamente dalla presunzione di una superiorità morale, dalla pretesa di essere depositari di libertà e giustizia, dal mito della democrazia. L’Occidente che conosciamo non è mai stato dalla parte del bene, del giusto, della libertà e del diritto di fronte al resto del mondo governato dal Male, dall’ignoranza e dalla tirannide. Trump e Netayahu sono lì a ricordarcelo: proiettiamo sugli altri la nostra malvagità.
Corollario
Per quanto ottusa e indifferente sia, l’opinione pubblica americana comincia a rendersi conto del baratro verso il quale Trump sta portando l’umanità intera. Le elezioni di medio termine si avvicinano e gli Usa rischiano l’ingovernabilità, con un Congresso ostile al presidente. E allora bisogna vellicare il cow boy che sonnecchia nell’americano medio con qualcosa di spettacolare per invertire la tendenza dei sondaggi. Ed ecco le vicende opache del recupero del pilota (invisibile, senza famiglia, senza amici) e dell’orbita intorno alla Luna mille volte più lontano dalle navicelle spaziali, finora la massima effettiva conquista tecnologica nella cosiddetta conquista dello spazio, senza problemi di comunicazione, saltando a piè pari le fasce di van Allen, a bordo di un’astronave più facile da pilotare di un’auto nel centro di Milano.
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