Nel cervello umano, la complessità è come un biscotto in bocca allo sdentato
Sarebbe bello se un problema fosse percepito da tutti gli esseri umani allo stesso modo, perché in un attimo si arriverebbe alla soluzione condivisa all’unanimità, ma non è mai successo nella storia dell’uomo.

E non basta occupare un posto di potere per avere una percezione scientificamente perfetta e unica per tutti i potenti, destri e sinistri, conservatori e progressisti, liberali e comunisti. Una volta la politica era fatta di mediazione, ora è fatta di guerra mediatica, militare ed economica vedi i dati di Trump.

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Un malato che entra in uno studio medico, percepisce la sua malattia come problema e come costo, mentre, quella stessa malattia, per il medico è problema da risolvere, ma soprattutto ricavo. E lo è altrettanto per il farmacista e per l’industria farmaceutica.
Avere i piedi doloranti per le scarpe sfondate è un problema per chi le calza, ma il commerciante che lo vede entrare nel negozio, non percepisce lo stesso dolore, anzi lo saluta sorridente e contento della visita portatrice di profitto.
Se uno ha subito un incidente con la sua auto nuova è desolato, ma quando arriva dal carrozziere per un preventivo di spesa quello gli sorride felice perché per lui quello non è un problema ma una soluzione, un contributo per le tasse che deve pagare domani.
A questo mondo, chi paga e chi è legalmente responsabile, percepisce la realtà in maniera opposta a chi incassa ed è esente da responsabilità, c’è solo da rassegnarsi.
Pensare di ricevere aiuto per la soluzione di un problema personale vissuto con grande disagio, da soggetti che quel problema non lo hanno, o peggio, per loro significa profitto, è una tragica illusione.
Perciò, governare la complessità è lavoro da Padreterno, che agli intellettuali, ai politici e ai potenti tronfi di tutte le razze, riesce sempre e solo da cani.

Nell’Occidente, baciato dal “progresso idiota e devastante“, c’è un flusso a doppio senso di marcia di umani a caccia di un decente diritto alla vita, diventato desiderabile come un terno al Lotto: braccia che arrivano e cervelli che scappano; segno evidente che, rubando per 8 decenni contadini alla terra per farne professori, gli artefici del progresso a marcia indietro, hanno indotto squilibrio nei sistemi socio-economici invece di conservare l’equilibrio pluri millenario fatto di molti lavoratori, molti artigiani e pochi intellettuali.
Franco Luceri da il rebus della cultura