Musica & Poesia, Anne Clark, Biografia
Musica & Poesia, Anne Clark, Biografia
Oggi vorrei parlarvi di Anne Clark, nata Anne Charlotte Clark, un artista Inglese che da oltre 45 anni occupa un posto unico nella musica contemporanea, considerata una vera e propria pioniera dello spoken word e musicista virtuosa.
Questa eclettica figura di culto degli anni ’80 ha raggiunto la fama internazionale grazie alle sue liriche esistenzialiste intonate su basi ritmiche e sperimentali, segnando per sempre il destino della New Wave e della musica elettronica fino ai nostri giorni.
Tra gli anni ‘70 e ‘80, infatti, nella Londra thatcheriana, avveniva una vera e propria rivoluzione culturale, quella che ha visto sorgere il Punk e la New Wave.
Band come Siouxsie and the Banshees, The Damned e Generation X si sono rivelate fondamentali per gli artisti dell’epoca, tra cui la stessa Anne Clark, in termini di ispirazione e determinazione a voler rompere con un modello di anne-clark-moviecultura elitaria, legata esclusivamente al mondo accademico.
Nata nel sud di Londra il 14 maggio 1960 da madre irlandese e padre scozzese, lasciò la scuola a sedici anni perché non era mai riuscita a “integrarsi” veramente nei limiti del sistema educativo.
Ciò, tuttavia, non limitò in alcun modo il suo vorace appetito per la musica e i libri, né la sua curiosità e il suo bisogno pratico di essere coinvolta nel mondo che la circondava.
Svolse diversi lavori, tra cui il lavoro di assistente sociale presso l’ospedale psichiatrico di Cane Hill.
A fare crescere anche artisticamente e caratterialmente l’artista fu anche il controverso rapporto di Anne con sua madre, una persona che lei stessa definisce problematica,
estremamente negativa e distruttiva.
Questo avrebbe segnato in modo permanente la carriera e soprattutto la sessualità della cantante, una modalità completamente nuova di approcciarsi al contatto fisico, in quanto non violenta.
Narrare la vita di un personaggio così fragile, ma al contempo così forte e significativo, non è un lavoro semplice, senza intaccare la sua immagine spontanea e androgina.
Ci ha provato nel 2018 il regista e documentarista tedesco Claus Withopf col suo lavoro intitolato:
“Anne Clark – I’ll Walk Out Into Tomorrow” dove l’artista viene praticamente intervistata in un faccia a faccia nel quale ella si espone alle domande imbarazzanti sulla sua vita privata, oltre che descrivere l’incredibile potenza artistica che ha maturato durante la lunga carriera.
Molto famosa nella scena post punk Berlinese, ha come David Bowie, Depeche Mode e altri artisti britannici, “sfruttato” la scena della capitale tedesca come trampolino di lancio lontana dalla sua terra, che le ha permesso di esprimere liberamente il proprio pensiero e liberare totalmente la propria creatività che ancora oggi la contraddistingue.
In seguito scelse in patria a Londra, un impiego presso la Bonaparte Records, un etichetta discografica, che è stata attiva dagli anni ’80 per alcuni anni e si concentrava sulla distribuzione di dischi nel Regno Unito e negli Stati Uniti, Anne era impiegata in un negozio di dischi cittadino di questa etichetta, ciò le permise di esplorare ed ampliare la cultura musicale.
Un tempismo perfetto, infatti in quel momento la scena punk rock stava per esplodere a Londra, Anne non è sicuramente considerata una cantante, perché nelle sue composizioni non canta ma recita poemi, come fanno molti artisti soprattutto in quel periodo.
In realtà Anne è tuttora considerata soprattutto in patria (Gran Bretagna) una poeta che si esprime con veri e propri poemi e narrazioni recitate attraverso le basi musicali, il suo bisogno di comunicare e di mettere in discussione le istituzioni formali, insieme a quello di tante altre persone dell’epoca, il punk aprì la strada a un approccio completamente nuovo al rapporto con la musica, le arti e la società stessa, a quei tempi, tutto sembrava possibile.
Combinando testi letterari e socialmente impegnati con musica innovativa e rivoluzionaria, ha toccato ogni genere di stile, mantenendo al contempo la propria identità in ogni registrazione, dai campioni (prima che il campionamento diventasse un concetto) all’acustica trattata elettronicamente di The Sitting Room (1982), ai classici rivoluzionari per sintetizzatori analogici di Sleeper In Metropolis (1983) e Our Darkness (1984).

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Alla continua ricerca di nuovi modi di espressione e comunicazione attraverso l’emozione della musica e del linguaggio, Anne cerca non solo di sfidare se stessa, ma anche il suo pubblico.
Passando dagli estremi delle influenze jazz scandinave minimali di Unstill Life (1991) alle interpretazioni e traduzioni pastorali e poetiche delle poesie di Rainer Maria Rilke di Just After Sunset (1997), fino all’elettronica completa e all’acustica scarna di The Smallest Acts Of Kindness (2008), pochissimi artisti hanno coperto uno spettro così ampio in una carriera così lunga e costante.
Alla fine del 2010, Anne Clark ha pubblicato il primo capitolo di un progetto vivace e in corso Past & Future Tense , la prima uscita della sua etichetta, After Hours Productions.
Invece di sfornare l’ennesima compilation o raccolta di vecchi brani, in questo speciale anno di anniversario ha deciso di invitare musicisti, produttori e DJ giovani e innovativi a prendere il suo materiale, tutto il suo materiale, non i numeri più ovvi, e non solo a “remixarli” ma a reinterpretarli completamente.
Il risultato è una visione fresca, emozionante e contemporanea da parte di una nuova generazione di un’artista che a sua volta ha influenzato loro e il loro sviluppo nelle infinite possibilità della musica elettronica.
Nel gennaio 2011 Anne, in collaborazione con il suo pianista e co-compositore Murat Parlak, ha contribuito con un arrangiamento del poema di Charles Baudelaire Enivrez-Vous (Be Drunk) all’audiolibro e radiofonico Die Künstliche Paradiese (Hörbuch Hamburg/Radio Bremen), curato da Kai Grehn.
Il progetto è stato ulteriormente sviluppato in un concetto “live” con una performance al Volkesbühne di Berlino nell’ottobre 2011.
Die Künstliche Paradiese vinse il Deutscher Hörbuch Preis 2012 e dopo il successo di Anne e Murat fu nuovamente invitata a organizzare l’ambientazione di 12 poesie di Emily Brontë da inserire nell’audiolibro/radio play Sturmhöhe (Wuthering Heights). Anche questo è stato nominato e ha vinto importanti premi audiolibri.
Premio audio per la lista dei libri tedeschi 2014 (miglior radio)
1° posto nell’elenco degli audiolibri hr2 (02/2013)
In considerazione della risposta pubblica e critica a entrambi questi eventi, ci sono piani provvisori per spettacoli “dal vivo” con i progetti Sturmhöhe e Die Künstliche Paradiese.
Oltre a continuare ad esibirsi con la sua band dal vivo, all’inizio del 2013 Anne ha intrapreso un nuovo progetto in collaborazione con la musicista e produttrice tedesca HerrB.
Sempre una costante con i suoi fan, Anne ha dato un’occhiata alle sue radici elettroniche, e in una collaborazione unica e rinfrescante con HerrB ha scritto e pubblicato l’EP a 3 tracce Fairytales From The Underground per la sua etichetta After Hours.
Dopo il successo di pubblico e di critica con il progetto, nell’aprile 2014 il duo ha pubblicato la seconda raccolta di canzoni, Life Wires, un EP di 5 tracce, ottenendo un successo ancora maggiore e in classifica e anche i primi spettacoli “dal vivo”.
Nel 2015 ha intrapreso un lungo tour acustico con i partner musicali di lunga data Murat Parlak & Jann Michael Engel, con il titolo Enough, lavoro in cui Anne, Murat e Jann, come suggerisce il titolo, hanno spogliato le cose fino alle origini. L’essenziale – Parole, Voce, Pianoforte e Cello.
Ecco il testo tradotto in italiano:
“Profondamente, come tutti noi, nel fango dell’eccesso e del sovraccarico, invitiamo il pubblico a sedersi e… essere………essere con loro, essere con la musica, la poesia, forse un ospite speciale. Condividete un po’ di conversazione, un po’ di risate, ma soprattutto chiediamo al pubblico di stare con se stesso. Con il momento.
È abbastanza”.
Gli stessi personaggi…. che cadono in posti diversi….
Sempre nel 2015, Anne ha partecipato all’evento Gothic Meets Klassik in un Gewandhaus tutto esaurito a Lipsia.
Con arrangiamenti orchestrati di alcuni dei suoi materiali più noti, si è esibita con la Zielona Góra Philharmonic Orchestra.
Il 2016 ha visto Anne di nuovo in tour in tutta Europa con HerrB.
Nel 2018 Anne ha collaborato con il musicista e compositore tedesco Thomas Rückoldt all’album Homage.
Come suggerisce il titolo, l’album è un tributo, agli scrittori di alcune delle poesie preferite di Anne.
L’elettronica sparsa, il pianoforte atmosferico e la recita unica di poesie di Anne di Alice Oswald, Les Murray, W. B. Yeats e R. M. Rilke, tra gli altri, creano un viaggio dolorosamente intimo nel potere delle parole.
Nel 2019 Anne ha ampliato la sua collaborazione con Thomas Rückoldt su una risposta appassionata e impenitente al voto sulla Brexit con il singolo Stop Brexit.
Sempre nell’ottobre 2019, ha partecipato ancora una volta a Gothic Meets Klassik al Gewandhaus di Lipsia, questa volta con la Leipziger Philharmonie, sotto la direzione di Michael Köhler.
Il 2020 doveva essere un anno celebrativo per Anne.
Essendo stata attiva come scrittrice, cantautrice e interprete per più di 40 anni, oltre a raggiungere un compleanno storico, ha iniziato i preparativi per un importante tour per l’anniversario.
Questo avrebbe dovuto includere partner musicali di lunga data, Jeff Aug, Murat Parlak e Jann Michael Engel, oltre a presentare nuovi membri, Job Verweijen e Justin Ciuche.
La scrittura di canzoni e le prove erano a buon punto quando, contemporaneamente, la pandemia di coronavirus e una diagnosi di cancro significavano che tutto si era fermato.
L’interruzione che il 2020 ha portato nella vita di tutti significava cercare nuovi modi per raggiungere il suo pubblico. Gli spettacoli e le registrazioni “dal vivo” non erano un’opzione. Tuttavia, ampliando il concetto di Past & Future Tense, Anne ha pubblicato un nuovo album di rielaborazioni, Synaesthesia, nel maggio 2021.
Il fatto che tutti fossero confinati a casa non significava che la musica dovesse esserlo. Fornendo un mix eclettico di affascinanti interpretazioni da parte di entrambi i partner musicali di lunga data di Anne (herrB e Thomas Rückoldt) e di figure stimate della scena elettronica attuale, tra cui Solomun, (con cui ha collaborato per il suo album), Blank & Jones, Andreas Brecht e Yagya, l’album ha mostrato la continua e profonda influenza di Anne nel corso delle generazioni.
Dopo un anno estenuante di trattamento, Anne iniziò a scrivere ancora una volta con i membri della sua band.
Alla fine del 2021 lei e l’amica intima, membro della band, il violinista Justin Ciuche, hanno intrapreso un progetto ispirato e improvvisativo con la violoncellista Ulla Van Daelen presso l’iconico studio di registrazione Stockfisch con il produttore di fama mondiale Günther Pauler. Il risultato è stato Borderland – Found music for a lost world (Stockfisch Records, agosto 2022) una registrazione intima e intensa di materiale scritto durante la malattia e la guarigione di Anne, nonché interpretazioni di poesie di W. B. Yeats e Mary Coleridge.
L’album è stato accolto con unanime elogi da parte di giornalisti e pubblico.
Nel 2022 e nel 2023 Anne è tornata ancora una volta a amare i tour e le esibizioni dal vivo.
Molte sue composizioni hanno influenzato per sempre la musica elettronica occidentale, sia nei ritmi che nelle parole, in quanto molti suoi testi o ritmi, sono stati campionati ed usati innumerevoli volte da altri artisti per riportarli in nuovi lavori dance, anche in Italia.
Due su tutti, “Our Darkness” ripreso nell’italohouse da Maurizio Pavesi per la sua altrettanto famosa “Bit-Max – Dig-It” del 1990 una versione italo techno e “Poems Without Words” ripresa da Gianni Parrini col suo progetto “I love Dream House” del 1996, con un incredibile remix dreamhouse diventato famoso nell’ambiente house progressive mediterranea, anche grazie ad una compilation e molti DJ e discoteche che le proposero negli anni ’90.
Per maggiori dettagli e informazioni visitare il sito anneclarkofficial.com
