L’elettore quello sconosciuto

Un elettore è spinto verso destra principalmente dalla ricerca di sicurezza, protezione dell’identità culturale e stabilità sociale. Le motivazioni variano a seconda del contesto economico e psicologico, ma si concentrano su alcuni temi ricorrenti.
Ciò che spinge un elettore verso la sinistra sono i valori di giustizia sociale, uguaglianza, diritti civili e progressismo. Questo orientamento si fonda sull’idea che lo Stato debba intervenire per proteggere i più vulnerabili, promuovere l’inclusione e garantire pari opportunità attraverso un solido sistema di welfare.

L’Italia, fino agli anni Settanta, era tradizionalmente un paese con un’elevata partecipazione elettorale. Tuttavia, il fenomeno delle schede bianche e nulle ha persistito nel tempo, rappresentando approssimativamente il 5% del totale. In passato, erano previsti incentivi legali per motivare la partecipazione, in quanto l’astensione veniva registrata e, in mancanza di giustificazioni, richiedeva una spiegazione al sindaco.Nelle ultime elezioni, si è registrato un tasso di astensionismo molto alto che significa che molti elettori non hanno partecipato al voto o hanno espresso una preferenza tramite scheda bianca.

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Abbiamo fino ad ora analizzato il voto basandoci su tre tronconi destra sinistra e il non voto.
Spingiamoci più in là oltre le motivazioni politiche (voto per convinzione) per capire come si muove il corpo elettorale.
Molti votano uno l’altro a seconda della simpatia del segretario politico del partito che oggi è in buona sostanza è il padrone indiscusso della formazione politica.
Altri votano per protesta e disperazione,altri per moda del momento.
Le scorse elezioni, videro trionfare il centro destra e il trio Meloni Tajani Salvini quasi idolatrati
Avevano promesso tanto creando nel popolo la convinzione,che questa era la volta buona per quel famoso cambiamento che tutti predicano,ma che non arriva mai,anzi in alcuni casi non solo le promesse vengono smentite ma vedi la legge Fornero fanno l’incontrario.
Questi sono i motivi che probabilmente causeranno la sconfitta alle prossime elezioni.
Nel frattempo il popolino sta cercando qualche altro che con promesse vane tornerà a prendere in giro gli elettori.
Perché statene certi così sarà.
Voi penserete ma lui cosa propone in alternativa:
Il federalismo:
Che è una dottrina e un modello di organizzazione politica in cui il potere è ripartito costituzionalmente tra un governo centrale e degli enti territoriali autonomi (Stati, Cantoni o Regioni). Etimologicamente deriva dal latino foedus, che significa “patto” o “alleanza”.
L’assetto federale si articola su più livelli di governo e si basa su principi e modelli ben precisi.
I Principi Fondamentali
• Autonomia: Gli enti territoriali hanno poteri legislativi, amministrativi ed esecutivi propri, specialmente su materie che non richiedono una gestione centralizzata.
• Partecipazione: Gli enti membri partecipano attivamente alle decisioni dello Stato centrale, di solito tramite una camera parlamentare rappresentativa (es. il Senato negli Stati Uniti).
• Sovrapposizione e coordinamento: Le competenze sono suddivise dalla Costituzione, e in genere il diritto federale prevale su quello locale in caso di conflitto.
Per una volta invece di cercare demiurghi,falsi profeti,impegniamoci noi creando un Patto,un alleanza tra popoli,per portare verso la base il potere decisionale togliendolo ai vertici che hanno dimostrato di non volere,potere risolvere i problemi.
Il buon governo non discende dall’alto; è radicato nei comuni, nelle regioni e nelle comunità che conoscono i bisogni reali del popolo.”
“Il federalismo è l’arte di unire rispettando le diversità, permettendo a ogni comunità di gestire la propria casa senza calare decisioni dall’alto.”

Roberto Paolino

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