Le guerre non scoppiano per i principi ma per i soldi
L’Europa si è trovata davanti a un bivio che va ben oltre la guerra in Ucraina. La responsabilità della Russia non è mai stata in discussione. Mosca ha invaso uno Stato sovrano ed è accusata di un crimine riconosciuto dal Tribunale Penale Internazionale dell’Aia che ha emesso un mandato di cattura nei confronti del presidente Vladimir Putin. Su questo non ci sono state ambiguità. Il punto vero era un altro. L’ipotesi poi accantonata nella notte di Bruxelles di sequestrare gli asset russi depositati in Europa. Una scelta che se attuata avrebbe segnato un punto di non ritorno non solo nei rapporti con Mosca ma nella credibilità stessa dell’Unione Europea. Quale principio si voleva affermare? Quello della giustizia. Della punizione del forte che opprime il debole. Se fosse davvero così la coerenza avrebbe imposto di colpire anche le immense ricchezze della criminalità internazionale custodite nelle banche europee.

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L’Europa si è trovata davanti a un bivio che va ben oltre la guerra in Ucraina. La responsabilità della Russia non è mai stata in discussione. Mosca ha invaso uno Stato sovrano ed è accusata di un crimine riconosciuto dal Tribunale Penale Internazionale dell’Aia che ha emesso un mandato di cattura nei confronti del presidente Vladimir Putin. Su questo non ci sono state ambiguità. Il punto vero era un altro. L’ipotesi poi accantonata nella notte di Bruxelles di sequestrare gli asset russi depositati in Europa. Una scelta che se attuata avrebbe segnato un punto di non ritorno non solo nei rapporti con Mosca ma nella credibilità stessa dell’Unione Europea. Quale principio si voleva affermare? Quello della giustizia. Della punizione del forte che opprime il debole. Se fosse davvero così la coerenza avrebbe imposto di colpire anche le immense ricchezze della criminalità internazionale custodite nelle banche europee. Denaro che arriva dal traffico di armi di droga di esseri umani dalla prostituzione e da altri crimini che producono sofferenze indicibili. Eppure su questo fronte il rigore morale sembra fermarsi alla porta. Si sarebbe aperta inoltre una questione giuridica e politica enorme. Quando e perché il denaro diventa colpevole? Una volta scardinato il principio dell’inviolabilità dei depositi chi decide il confine? Domani in nome di una giusta causa si potrebbe sequestrare il patrimonio di chiunque per risarcire un torto subito da terzi. Fino a ieri impensabile. C’è poi un aspetto tutt’altro che secondario. La fiducia. Per decenni l’Europa è stata la cassaforte più sicura del mondo. Se questa reputazione viene meno capitali e risparmi cercano rapidamente altri approdi. Non è una minaccia teorica. Sta già accadendo. E infine lo scenario globale. Se domani la Cina dovesse invadere Taiwan Bruxelles adotterebbe lo stesso metro sequestrando tutti i beni cinesi presenti in Europa inclusi porti e infrastrutture strategiche? Bloccherebbe le importazioni da un Paese che oggi fornisce una parte essenziale dei beni di uso quotidiano molti dei quali non produciamo più? La domanda finale è semplice quanto scomoda. Saremmo pronti a pagarne il prezzo economico e sociale? Perché le scelte simboliche quando toccano il denaro e i mercati smettono in fretta di essere simboliche. Forse sono le riflessioni di un europeista prudente. O forse sono domande che meritano una risposta prima che insieme ai principi inizino a mancare anche le certezze più banali. Persino quelle sugli scaffali dei supermercati. Direi di sì: abbiamo fatto bene a desistere dall’idea di sequestrare gli asset russi. Le guerre dopotutto non scoppiano mai davvero per i principi, ma per i soldi.
Angelo Santoro da PENSALIBERO
Angelo Santoro è un giornalista e scrittore. Editorialista di “Avanti Online”
Rimando, come commento a questo articolo, il mio commento all’articolo di Lisorini. Circa la frase “Domani in nome di una giusta causa si potrebbe sequestrare il patrimonio di chiunque per risarcire un torto subito da terzi. Fino a ieri impensabile.” Non proprio impensabile, se pensiamo a come, passo dopo passo, i conti correnti di noi comuni mortali siano oggi a disposizione dell’Ag. Entrate senza tanti complimenti, senza neppure la sentenza di un tribunale. Tra la motivazioni più banali, basta non aver pagato una multa e lorsignori si intrufolano nei nostri soldi. A dispetto di tutta la gran cassa che ci assorda sulla presunta privacy