Le follie dell’imperatore [Il Flessibile]

Stiamo vedendo cose inimmaginabili.
I nostri nonni – se fossero ancora tra noi – avrebbero un unico pensiero: come sia possibile aver gettato alle ortiche gli insegnamenti e tutto il buono che ci hanno lasciato.
Non credo neppure ci si possa rifugiare sulla teoria dei corsi e ricorsi storici poiché un ciclo così breve apparterrebbe agli ignoranti.
Ma i libri di storia si leggono oppure si acquistano per livellare i tavoli sbilenchi?

In questi giorni ho visitato la piccola cittadina di Solomeo, vicino a Perugia.
Si trova abbarbicata su un cucuzzolo e la si può raggiungere percorrendo una lunga scalinata.
Alle pendici un cartello con la scritta paese del cachemire e dell’armonia.
Primo sussulto: chi è quel folle che ha scritto ciò? Un sindaco megalomane, di sicuro.

Salendo le scale si entra lentamente nel centro, tutte le case belle, levigate, i giardini curati, le strade pulite.
Secondo sussulto: qui c’è la maniacale precisione dei cittadini che si perdono in frivolezze e non badano alla sostanza.

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Nell’ultimo tratto di scalinata trovo sulla destra un edificio in fase di restauro, è la biblioteca universale.
Poco sopra sulla sinistra un’imponente costruzione, sopra il portale in legno e vetro la seguente iscrizione: tra tutti i popoli i greci sono quello che ha sognato in modo più bello il sogno della vita.
L’ulteriore sussulto è sulla frase di Goethe: qui dentro c’è un teatro bellissimo. Entro, lo attraverso, esco dal lato opposto e la vista si apre su un anfiteatro.

Mi fermo qui.
Potrei andare avanti per altre duecento righe ma mi fermo per rispetto.
Voi capirete benissimo che una sensibilità moderna come la mia – che è certamente come la vostra – non può reggere ad altre assurdità.
Vorrei sapere chi è quel folle che ha pensato a tutte queste e altre innumerevoli inutili facezie.
Qui si tratta di sopravvivenza!

Non c’è traccia di negozi, grandi catene, musica a palla, neppure uno straccio di McDonald’s, se qualcuno volesse acquistare una scacciacani sarebbe costretto a scendere a valle e fare decine forse centinaia di chilometri col rischio di tornare a mani vuote.

Ci giocherei lo stipendio di un anno: costui è senza dubbio un imperatore senza una prospettiva futura, probabilmente affetto da spettro impulsivo compulsivo, arrabbiato col mondo che pensa solo a se stesso.
Meno male che i nostri nonni non hanno fatto in tempo a conoscerne le sue manie.

Dario B. Caruso da Corriere AL

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One thought on “Le follie dell’imperatore [Il Flessibile]”

  1. L’autore gioca tutto sul rovesciamento delle percezioni: ciò che inizialmente appare come “follia” si rivela, passo dopo passo, un modello quasi utopico di ordine, bellezza e armonia. Il vero bersaglio non è tanto l’“imperatore”, ma il nostro sguardo disincantato, incapace di riconoscere il valore quando lo incontra. È una critica sottile ma pungente: abbiamo talmente abbassato l’asticella che la normalità virtuosa ci sembra eccesso, quasi sospetta.

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