L’arroganza dell’idiota [Il Flessibile]
L’arroganza dell’idiota [Il Flessibile]

Di Dario B. Caruso da Corriere AL
Pochi giorni fa ho assistito ad una scena incresciosa.
In una delle vie del centro della città un signore ultraottantenne si avvicina alla sua auto parcheggiata, si accinge ad inserire il tagliando del parcometro appena pagato ma viene sorpreso dalla presenza di due ausiliari del traffico che gli stanno comminando una contravvenzione.
Ero di passaggio sul marciapiede, mi sono fermato proprio per ascoltare le rimostranze del multato e soprattutto le ragioni dei multanti.
L’uomo – ottantatreenne, malfermo sulle gambe e con un apparecchio acustico – ha argomentato educatamente dicendo di aver dovuto raggiungere il parcometro una sessantina di metri più in là, aver inserito il numero di targa “nella macchinetta”, preso il ticket ed essere ritornato per riporre sul cruscotto l’attestazione del pagamento.
Tre minuti.
Tre minuti che sono costati a quest’anziano €29,40 (se paga entro cinque giorni).
E in più il costo del ticket già pagato.
L’arroganza dei due ausiliari, un ragazzo ed una ragazza sui venticinque anni o poco più, è stata devastante.
L’uomo: “Non ho potuto fare più veloce…”
Lei: “…e secondo lei quanto dovrebbe essere la tolleranza?”
Lui in un silenzio ebete.
L’uomo: “Non saprei ma tre o quattro minuti…il tempo di andare e tornare…e poi ho il biglietto fatto.”
Lei: “Quindi dieci minuti? Quindici minuti? Non penserà che abbiamo tempo da perdere!”
Lui nel medesimo silenzio ebete.

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Ausiliario è una parola che evoca supporto e collaborazione, di certo non vessazione o impedimento.
La scena si è esaurita come in un copione di una commedia di terza categoria: l’uomo che ha cercato di esprimere le proprie ragioni dovrà pagare la multa, lei che ha puntualmente ribattuto a domanda con altra domanda continuerà ad imperversare sanzionando e lui resterà al seguito, sempre nel suo silenzio ebete ma con lo sguardo fieramente autoritario.
La china appare irreversibile, l’idiota ha il diritto – in certi frangenti si sente in dovere – di essere arrogante poiché il ruolo che ha assunto nella società gli conferisce titolo per essere sgradevole, inopportuno e inviso.
E poi l’idiota è abitualmente affiancato da un secondo idiota che acconsente nel silenzio tutti i soprusi e le angherie nei riguardi dei cittadini onesti.
Mi chiedo quale idiota li abbia assunti.