La politica “divide”, ma “impera” solo la religione
Per millenni, farsi sfruttare da un padrone, è sempre stata una necessità a cui hanno dovuto adattarsi tutti i soggetti poco predisposti all’autonomia.
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Ma anche sotto la pioggia torrenziale di servizi pubblici e privati a gratis, per ignoranti e bisognosi, la vita dei singoli e dei popoli invece di migliorare peggiora a vista d’occhio, dimostrando che dopo la politica, il mercato e la finanza, anche la cultura e relativi addetti burocratici e professionali, è diventata causa scatenante di impoverimento dei popoli, oltre che di devastazione a tappeto del Creato.
Pensando di poter fregare il Padre Eterno i nostri progenitori rubarono una mela, ma “furono condannati a vivere di duro lavoro”, col sudore della loro fronte.
La cultura produce una buona quantità di frutti, ma prima che diventino socialmente commestibili, “bene comune“, marciscono per effetto di competizione selvaggia, rapina tributaria, fallimenti, guerre, calamità, epidemie o carestie.
Per questa ragione, l’intera comunità mondiale, è interessata in maniera crescente alla religione cattolica che predica fratellanza, solidarietà, unione, e induce gli umani a prendersi per mano e a convivere pacificamente, perché un modo diverso di vivere, la filosofia, la scienza e derivati, lo hanno inventato, ma è una truffa: garantisce divisioni ai barboni e dividendi ai banchieri.In tempo di pace, i padroni si fingono tutti umili servitori dei loro servi; ma se rischia di crollare la “torre eternamente pericolante dell’economia“, scatenano una guerra mondiale a pezzi come la chiamava Papa Francesco, e in guerra si riconvertono in tiranni sanguinari di intere popolazioni, inseguiti da mandati internazionali di arresto, ma lasciando l’esecuzione al buon cuore degli assassini, se mai volessero costituirsi o arrestarsi da soli. Campacavallo!
Franco Luceri da il rebus della cultura