La nuova Sanità in Liguria
Molte lettrici e lettori mi hanno chiesto di spiegare come sarà la nuova organizzazione sanitaria in Liguria e che impatto avrà.
Ho provato a capirci qualcosa ascoltando Bucci nella varie audizioni,(che come da copione del centrodestra senza domande e dibattito) e devo dire ho capito poco o niente per cui ho cercato conforto nelle carte,ecco cosa ho trovato:
La Liguria sta attuando una profonda riorganizzazione della sanità, basata sulla creazione di un’unica azienda regionale, Liguria Salute, che sostituirà l’attuale Alisa e le cinque ASL. L’obiettivo è avere un sistema più centralizzato e snello, focalizzato sull’integrazione tra ospedale e territorio, e sulla riduzione delle liste d’attesa. Questo nuovo modello prevede anche la creazione di Case di Comunità come punti di riferimento per i bisogni sanitari primari e l’assistenza ai malati cronici, oltre al potenziamento della rete ospedaliera con la realizzazione di nuovi ospedali e centri di alta specializzazione, come il nuovo Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.
cinque ASL diventano aree operative coordinate da una direzione generale unica. Meno duplicazioni, più standard comuni, più trasparenza sugli esiti.
• 118 più efficiente: accorpamento verso una centrale unica regionale integrata con il Policlinico San Martino (prima tappa: Lavagna–Genova). Tempi di risposta più omogenei, tecnologie condivise, procedure unificate.
• Numero 116117 per bisogni non urgenti: un canale unico h24 per indirizzare correttamente i percorsi e alleggerire i Pronto Soccorso (prima attivazione nel Tigullio, estensione progressiva).
• Ospedali di Genova sotto regia unica (San Martino–Galliera–Villa Scassi): più integrazione clinica e organizzativa, percorsi condivisi, investimenti coordinati (incluso il progetto dell’ospedale di Erzelli con orizzonte 2029).
• Calendario di avvio: il provvedimento passa ora in Commissione e Consiglio; l’entrata in vigore operativa è indicata attorno al 1° gennaio 2026.
Una macchina più semplice non serve solo ai pazienti, serve a chi ci lavora. Il rafforzamento di Liguria Salute come motore tecnico (logistica, magazzini, fornitori, facility, anagrafica unica, centrale acquisti) riduce carichi amministrativi non clinici, chiarisce ruoli e responsabilità, e libera tempo e budget per assistenza, digitalizzazione utile e formazione. L’impatto è diretto sulla qualità del lavoro di dirigenti, clinici, infermieri, tecnici e amministrativi.
Queste sono le informazioni che ho trovato nei vari siti della ragione.
Una legge che modifica in modo sostanziale la sanità ligure non è stata discussa in nessun tavolo(cosa strana soprattutto per una maggioranza che apre tavoli nei giorni pari)per cui spetta ai sindacati e alle opposizioni spiegarci almeno cosa ne pensano in merito:
I sindacati liguri (CGIL, CISL, UIL) sono fortemente critici nei confronti della riforma sanitaria della Regione Liguria, sostenendo che sia un “bluff”. Le loro preoccupazioni principali riguardano la mancanza di un confronto sindacale reale e completo, la possibile accentramento delle funzioni e la sua conseguenza sulla diminuzione dei servizi territoriali, le criticità legate alla carenza di personale e la poca chiarezza su alcuni punti. I sindacati chiedono che la riforma venga bloccata per consentire un confronto costruttivo e affrontare in modo adeguato le reali necessità del territorio e dei cittadini.

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Principali critiche dei sindacati
• Mancanza di confronto: I sindacati lamentano la mancanza di un confronto preventivo e costruttivo con la Regione prima dell’approvazione della riforma.
• Rischio di accentramento: Temono che la centralizzazione delle funzioni e delle operazioni possa portare a una diminuzione dei servizi sul territorio, soprattutto nelle aree più distanti dai grandi centri urbani.
• Criticità sul personale: Nonostante il tema del decentramento, i sindacati sottolineano che la riforma non affronta il nodo centrale della carenza di personale medico e sanitario.
• Insufficienza di risposte: Sostengono che la riforma non risponda adeguatamente ai bisogni reali del territorio, ma sia stata scritta più come mossa politica che per ottenere una reale efficaci.
• E le opposizioni?
questa riforma è stata fatta velocemente, e non porta ad alcun risparmio. Dice il capogruppo PD in Regione Sanna “Pensate solo 250 mila euro di risparmio, in una sanità ligure che ha 255 milioni di buco. Lo ripeto perché io un anno fa, appena insediato nel mio secondo mandato, durante il periodo del bilancio, dissi al presidente Bucci che il buco era sopra i 120 milioni. Lui mi disse che invece era solo 19 milioni, che il bilancio io non sapevo leggerlo. Portai anche un pallottoliere in aula, proprio per far sì che questi numeri fossero chiari davanti a tutti e in realtà, purtroppo, dopo precisamente un anno, le mie previsioni chiare, contabili, dei numeri alla mano, sono raddoppiate”.
Se i territori non sono d’accordo,e soprattutto se i sindaci Salis in testa non condividono questa riforma ci chiediamo perché non si blocca il tutto e non si discute con i sindaci modulando una proposta che metta tutti d’accordo?
Perché tanta fretta?
Il rischio di un commissariamento della sanità in Liguria è un tema attuale, alimentato dalle critiche alla gestione attuale e da possibili conseguenze di riforme, come quella della ASL unica, che potrebbero peggiorare la situazione, specialmente nelle aree interne, e creare disagi burocratici. Le preoccupazioni si focalizzano sulla necessità di affrontare la carenza di personale e infrastrutture, anziché puntare su commissari.
La politica in special modo la maggioranza che malgoverna la regione sta giocando a Risiko con il diritto alla salute,fomentando il sospetto che si arretri sul territorio per fare spazio al privato.
Servono assunzioni, non licenziamenti. Servono medici e infermieri invece di commissari e nuovi assessori”.Dice giustamente AVS per il partito di opposizione, l’unica centralizzazione utile riguarda i sistemi informativi, il teleconsulto e la telemedicina, mentre ogni altro accentramento rischia di ridurre la qualità del servizio.
Si deve partire dai servizi e non dal risparmio.
Chi ha vinto le elezioni per solo 8000 voti dovrebbe essere più rispettoso e prudente soprattutto nei confronti della larga maggioranza dei liguri che non li ha votati.
Secondo Socrate, la politica non è una gestione dei fatti, ma un’arte (techne) che richiede competenza, e quindi dovrebbe essere esercitata da persone qualificate e sagge….
In nome di questo sacrosanto principio che crediamo si debba fermare la riforma per riscriverla mettendo al centro il cittadino e i suoi diritti….
Roberto Paolino