“L’ apparire e l’essere in armonia e sintonia. La terza via”

Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze.
Oscar Wilde
La realtà non è mai come la si vede: la verità è soprattutto immaginazione.
René Magritte
È buona cosa apparire brutti in uno specchio deformato.
Paul Valéry
Matrix? Società irreale, popolata da dormienti, anestetizzati con sapienza e pronti a qualunque cosa pur di conservare lo status quo. Perché poi, alla fine, sono irrimediabilmente dentro al sistema, con le sue regole e i suoi risvolti positivi e negativi. E lo difendono pensando di trarne giovamento, prima o poi. Il loro traguardo di vita è equiparare la propria all’erba del vicino che è sempre più verde… o appare?
Dall’altra parte c’è la vita vera, fatta di spazi per sè, di un mondo meno veloce, di un sistema di vita che brucia risorse allo stesso ritmo con cui queste si riformano.
Proviamo a proporre una terza via: stare in matrix con consapevolezza. Senza rifiutarlo o rigettarlo completamente. O meglio rigettandolo ma rendendolo proficuo per noi. Non è facile ma ci si può provare. Consapevoli che prima o poi possa dissolversi e svanire.

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Vivere con meno, risparmiare per comprare qualcosa di utile, come un utensile per creare qualcosa, per lavorare ferro e legno o argento per esempio. Insomma per incidere nella realtà e non per usufruirne meramente. Se il sistema ci vuole consumatori, abituiamoci ad esserlo sempre meno e ad essere più creativi. Forse solo così riusciremmo a cambiarla.

Nella società della comunicazione in cui l’apparire non è solo una questione di forma, l’immagine personale ha un ruolo e un valore paragonabile a quello dello zero nella composizione dei numeri. Se da solo non vale niente, associato e posizionato nel modo giusto aumenta esponenzialmente il valore.
Fra gli strenui e talvolta ipocriti sostenitori dell’ essere piuttosto che dell’apparire e la superficialità di chi predilige l’apparenza ad ogni costo è percorribile una terza via, più realistica e forse più gratificante. Apparire in quanto essere.
Una nuova filosofia dell’ immagine, un modo di apparire che rispecchia il modo di essere… nella sua versione migliore. Un metodo che si basa sull’accordo armonico tra essenza e apparenza e punta a mettere in risalto le peculiarità soggettive attraverso una cura dell’aspetto che presta attenzione all’estetica ed al potenziale espressivo che il look trasmette.
Ciacuno di noi, nel proprio quotidiano, indossa alcune maschere e ricopre diversi ruoli offrendo alla vista altrui la propria immagine che deve essere unica e identificabile per distinguersi dalle altre ma anche convenzionale per essere compresa e integrata con successo negli ambiti in cui va ad interagire.
L’obiettivo è quello di rendere l’immagine personale distintiva e sostenibile per se stessi, ma contemporaneamente gradevole e credibile agli occhi di chi la osserva. Un’immagine coerente, aderente e quindi vincente.
Dunque l’idea è quella di valorizzare l’immagine di sè collegandola alla propria essenza come patrimonio individuale da condividere con gli altri. L’interazione reciproca fra essenza e apparenza, personale e collettiva, potrebbe essere la soluzione a quella incomunicabilità indotta proprio dall’ipercomunicazione esasperata tipica del nostro tempo.

Carla Ceretelli

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One thought on ““L’ apparire e l’essere in armonia e sintonia. La terza via””

  1. Assolutamente….. quando la propria immagine corrisponde al proprio modo di essere ci rende autentici e ci mette direttamente in relazione con gli altri.

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