Intermissus all’Italiana: tra yacht e piazze, nobili & comunisti d’agosto
La strana estate degli “intermissi” eccellenti: formali presenze, sostanziali ombre, sospesi tra potere e decorazione, tra l’abbraccio del popolo e la distanza di chi non vuole rompere l’equilibrio.
Intermissus all’Italiana: tra yacht e piazze, nobili & comunisti d’agosto
Pier Silvio e Landini, due opposti perfetti in vacanza dall’identità, ognuno sul suo bagnasciuga ideologico, uniti da una sola verità: essere indispensabilmente evitabili.
L’intermissus sotto l’ombrellone

Pier Silvio Berlusconi e Maurizio Landini
L’intermissus è come quel parente che nessuno invita esplicitamente al pranzo di Natale, ma che comunque si presenta, elegante, educato, apparentemente innocuo… e così viene lasciato entrare, per non far scena. Una figura tollerata, perfino “preziosa” in quanto simbolica, ma che nessuno davvero vuole decidere se includere o escludere. Un “per ora” perpetuo, incastonato nel garbo diplomatico delle organizzazioni che non possono (o non vogliono) permettersi drammi.
E se vi dicessimo che quest’estate, al posto di uno, ne abbiamo due? Signore e signori, ecco a voi: Pier Silvio Berlusconi e Maurizio Landini – l’intermissus in doppia versione, edizione deluxe.

PIER SILVIO PIERSILVIO BERLUSCONI CEO E VICE PRESIDENTE MEDIASET
Intermissus A – Pier Silvio: l’aristocratico che “non scende” (ma ondeggia)
Il figlio del Cavaliere è come uno yacht in rada: presente, visibile, scenografico… ma ancorato. La politica? «No, per ora» — dice. Che è come dire: “Chiamatemi se proprio vi servisse, ma io intanto sistemo il palinsesto”.
Superbo nella forma, umile nelle dichiarazioni, nobile per lignaggio ma “comunica” da manager inclusivo. Con una frase ammicca al centro, con l’altra strizza l’occhio a Giorgia Meloni. Poi bastona i reality di Ilary Blasi come un dirigente inflessibile, e subito dopo si scioglie nel romanticismo mediatico: «Mi piace quando la gente mi ferma e mi abbraccia». Un cagnolino e un leone, nello stesso tailleur.
Non vuole disturbare, ma nemmeno essere ignorato. È lì, ai margini del palcoscenico, formalmente fuori, sostanzialmente dentro. E lo spettacolo ruota comunque attorno alla sua assenza presente.
Intermissus B – Landini: il tribuno che comanda… da dietro la folla
Maurizio Landini è l’intermissus della sinistra a uso e consumo interno. Ufficialmente sconfitto (referendum, anyone?), ma ogni volta più forte. Come un vecchio pugile che perde incontri ma vende sempre più biglietti. Mentre Elly Schlein fatica a tenere unito il PD tra brunch e assemblee costituenti, lui consolida un’aura sempre più granitica: comunista per stirpe, riformista solo per apparenza.
Landini è il Cofferati che ce l’ha fatta. Non per governare, sia chiaro – per quello serve un’altra parabola – ma per restare in cima al trono dell’opposizione permanente. Senza dover fare compromessi, senza nemici interni, senza dover cambiare mai una virgola del proprio linguaggio da corteo. Un “nobile del popolo”, che parla come saldatore ma si muove come patriarca.

PUBBLICITA’
Fa parte del sistema, ma non se ne prende la responsabilità. La sua forza è proprio non decidere, ma suggerire. Una presenza che pesa senza premere. Un garante della continuità nel disastro.
Entrambi intermissi, ciascuno a modo suo
Pier Silvio è l’intermissus vellutato, Landini quello in flanella rossa. Il primo si mostra per non entrare, il secondo si ritira per non uscire. Uno modifica palinsesti, l’altro la sintassi della protesta. Uno rifiuta il reality, l’altro recita la parte del reale.
E tuttavia: entrambi sono lasciati lì. Formalmente in corsa, praticamente intoccabili. Nessuno li rimuove, nessuno li promuove. Perché servono. Perché la loro esistenza previene il caos. Perché l’organizzazione — sia essa partito, sindacato, azienda o Paese — non li vuole ferire… ma neanche integrare davvero.
Così, nel caldo dell’estate 2025, mentre i politici veri litigano su niente e la tv cambia faccia, loro due sono lì: come statue viventi. Non per comandare. Non per sparire. Ma per ricordare che anche l’ombra, a volte, è una forma di potere.
Buona estate agli intermissi. Che non si muovono, ma tengono in piedi tutto. 🏖️
