Lettura di un'immagine: Nudo con le calze rosse Stampa
Scritto da FULVIO SGUERSO   
LETTURA DI UN’IMMAGINE 115
Nudo con le calze rosse
Pastello su tela (1879) Di Giuseppe De Nittis
Collezione privata

L’indubbio fascino che emana da questo nudo femminile deriva dalla combinazione di fattori diversi: la postura insolita della modella, obbligata a stare a lungo in posa in una torsione innaturale del suo bel corpo di giovane donna per mettere in rilievo i delicati e morbidi contorni curvilinei della schiena e contemporaneamente la ben tornite gambe con le calze rosse calate fino alle ginocchia, un particolare e un tocco di colore che erotizzano esplicitamente quel corpo che già suggerisce, con quella postura sul bordo di un letto disfatto, fantasie erotiche da boudoir parigino. Dal punto di vista formale, questo pastello su tela evoca una sinfonia di sfumature in bianco, rosa e grigio con i due toni rosso-sangue delle calze e di castano dorato della finemente disegnata capigliatura, due tonalità calde che spiccano sui colori freddi dello sfondo di un interno, peraltro indefinito salvo che per la biancheria in disordine del letto. Qualcuno ha messo in dubbio l’attribuzione al De Nittis, forse il più dotato dei tre pittori italiani e parigini dell’Ottocento (De Nittis, appunto, Zandomeneghi e Boldini), di questo disegno colorato, notando l’asimmetria delle braccia e delle spalle: il braccio sinistro più piccolo e meno rifinito del destro invece ben tornito, come la spalla destra, e ripiegato sul bianco cuscino del letto, e della improbabile posizione della gamba destra ripiegata sotto la gamba sinistra neanche si trattasse di una snodata contorsionista da circo. Già, ma all’artista pugliese morto trentottenne colpito da un ictus fulminante magari non interessava tanto, in questo caso, la verosimiglianza in stile realistico- fotografico, quanto l’ “impressione” e il sentimento tra desiderio e pierà che si prova di fronte al corpo nudo di una giovane prostituta, come avverrà, di lì a poco, in certi dipinti di Edgar Degas e di Henri de Toulouse-Lautrec

     FULVIO SGUERSO  

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