E' morto Lawrence Ferlinghetti Stampa
Scritto da RENZO BALMELLI da L'avvenire dei Lavoratori   
 
LEGGENDA
E' morto Lawrence Ferlinghetti, 
vate della controcultura americana.

È sempre stupefacente riscoprire di che cosa sia capace quel particolare stato d’animo che deriva dall’essere emigrante, con radici in mondi diversi. Di questo sentimento, capace di abbattere montagne di sciocchi pregiudizi, è stato riconosciuto interprete Lawrence Ferlinghetti, nome italianissimo ereditato dal padre originario di Brescia, vate della controcultura americana.

 


 

Figura poliedrica di intellettuale impegnato, il poeta, scomparso a 101 anni, ha attraversato un intero secolo dando lustro a quella che sarebbe diventata la Beat Generation. Un’epoca memorabile in cui ebbe compagni di viaggio autori come Allen Ginsberg e Kerouac che si erano ribellati contro il cuore conservatore d’America che non l’ha mai amato. Proprio come Trump considerato da Ferlinghetti un alieno alla Casa Bianca.

 


La  sua libreria 

 

Con lui se ne va l’ultimo esponente di una stagione straordinaria e unica, una leggenda del suo tempo, un eroico visionario intrepido, ironico e mai domo.

Leggenda, la sua, maturata nell’intreccio di suoni, idiomi ed etnie francesi, ebree, sefardite, portoghesi ed appunto italiane, che hanno contribuito - come amava definirsi - a farne un "eterno, romantico, fanciullo contestatore”. Ferlinghetti, Il poeta del “sogno dentro il sogno” da rileggere in quest’epoca in cui anche sognare diventa difficile.

 Renzo Balmelli da  L’avvenire dei lavoratori

 

 

 

 Il suo bar preferito 

 

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