Valore e valori Stampa
Scritto da ANNA TRAVERSO da Auser Savona   

VALORE E VALORI

 

 

Faccio parte di quei telespettatori che, durante la pubblicità, si alzano e vanno a fare qualcosa oppure leggono. Non che questo mi renda immune dall'essere condizionata, visto che siamo bombardati da spot. Qualche sera fa, però, mi ero dimenticata di prendere il libro e non avevo niente da fare in un'altra stanza e quindi ho visto la pubblicità ed il primo spot iniziava bene: un bambino ha trovato del cartone e quindi, spinto dalla sua fantasia, ha iniziato a costruirsi una casetta dei giochi. Quando l'ha completata, tutto orgoglioso, l'ha mostrata alla sua mamma. E qui l'atmosfera idilliaca è stata interrotta bruscamente dalla mamma che ha commentato: “Bellissima, chissà quanto vale!”. Segue allora tutto lo spot vero e proprio, che era ovviamente di un'agenzia immobiliare che ti permetteva di valutare la tua abitazione.

Credo che in questo breve spot pubblicitario ci sia davvero una metafora della nostra società. Io penso che la felicità di un bambino che riesce a costruirsi un sogno ed é orgoglioso di far partecipe la propria mamma di questa gioia abbia certo un valore, ma non è quello di mercato. È il valore di chi è ancora in grado di sognare e di far sognare. È il valore di costruire un'infanzia serena (negata purtroppo a tanti bambini in nome del “quanto vale” economico). Ma nella realtà sembra che questi valori non contino niente, se non si riesce a trovare il valore finanziario di ciò che si fa, anche se sei un bambino di 8-9 anni.

Purtroppo assistiamo giornalmente a questo scontro tra il valore e i valori e, nella maggior parte dei casi, vince il primo sui secondi. Lo abbiamo visto anche con la diffusa pandemia che sta tuttora attraversando la nostra società: alla pietà spesso veniva contrapposta la necessità di riprendere le attività economiche, anche sacrificando qualche precauzione, che avrebbe potuto salvare qualche vita. Allee regole si preferiscono lo sballo e il divertimento, che sono anche indizio di uno status “economico” appunto, e ai quali non si può rinunciare, anche se questo significa mettere a rischio una società. Gli esempi potrebbero essere ancora tanti e tutti ci dimostrerebbero che, non per tutti ovviamente, il concetto di valore ha portato a dimenticarsi dei veri valori su cui si fonda una società civile, la solidarietà soprattutto.

E allora mi domando: “Ma tutti i sacrifici che moltissimi (non tutti) hanno fatto durante il lockdown, non dovevano renderci migliori? Quanto ci abbiamo messo a ritornare come prima o forse peggio di prima?”. Non vi nascondo che io preferirei una società in cui, quando un bambino orgogliosamente fa vedere alla mamma la casetta costruita con il cartone, la mamma risponde: “È bellissima! Giochiamo insieme, perché per me tu vali più di tutto.”

 

Anna Traverso da Ausersavona

 

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