Gli stati squattrinati sono assassini Stampa
Scritto da FRANCO LUCERI   
 

Gli stati squattrinati sono assassini.

Gli stati liberaldemocratici arrampicati sugli specchi dell'economia privata a caccia di tributi per potersi finanziare, non avendo, (come l'Italia e tutti gli stati che hanno adottato l'euro) né sovranità monetaria né produttività autonoma, sono condannati a fallire, al pari di quelli comunisti, falliti per scarso rendimento e alte appropriazioni indebite.

Posto che il mercato mondiale oscilla tra sviluppi e recessioni, imprese povere che nascono oggi e muoiono ieri, o ricche che si sottraggono al dovere contributivo delocalizzando nei paradisi fiscali, profitti faraonici e bancherotte colossali, accumulo di sprechi e furti burocratici e politici e debiti pubblici impagabili; alla lunga, le liberaldemocrazie non possono che degenerare in tirannia, o al meglio in una sanguinosa guerra fratricida per una crescita patologica di poveri, disoccupati, sottoccupati e falliti.

Manco spremendo tributariamente i contribuenti come limoni si riusce ad incassare tutta la ricchezza necessaria per uno stato dignitosamente funzionante, perché nella pubblica amministrazione la quantità di soggetti disonesti o incapaci è prevalente.

E la minoranza, cioè quelli realmente motivati e capaci di fare di uno Stato una decente casa comune, non trova nel sistema legislativo adeguate tutele per agire (senza rischi individuali) in funzione del bene comune e quindi contro l'improduttivita' e la disonestà dei più. Perciò lo Stato liberaldemocratico, privo di sovranità monetaria, è condannato a fallire al 100%. 

Dipendendo dalle banche anche per soffiarsi il naso, lo Stato liberaldemocratico, libero di nome e schiavo di fatto, (vedi Italia), non potendo assumere dipendenti pubblici, pagare stipendi e ingrassare a proprie spese una classe dirigente degna di questo nome, finisce per ritagliarsi quella di "caporale" sfruttatore di poveri e protettore di ricchi con conseguenze apocalittiche.

Non vi convince la mia opinione, allora provate con quella del Premier Mario Draghi:

"Il Paese perde sovranità quando il debito è troppo alto", perché a quel punto "sono i mercati che decidono", e ogni decisione di policy "deve essere scrutinata dai mercati, cioè da persone che non votano e che sono fuori dal processo di controllo democratico".

Come dire: se il debito pubblico ha indebolito il nostro sistema sociale; con un bel recovery found di altri 200 miliardi e passa di finanziamenti a debito, il "successo" del liberismo e il "decesso" dell'Italia sono garantiti.

   FRANCO LUCERI

 http://ilrebusdellaculturaumana.blogspot.com

 

Share/Save/Bookmark
 
Prego registrarsi o autenticarsi per aggiungere un commento a questo articolo.

Per rendere il nostro sito più facile ed intuitivo impieghiamo i cookie. Chiudendo questa notifica o navigando sul sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie
We use cookies to improve your experience on this website. By continuing to browse our site you agree to our use of cookies. privacy policy.

EU Cookie Directive Module Information