A proposito dei Servizi Pubblici locali Stampa
Scritto da GIORGIO CALABRIA   
 

Elezioni amministrative a Savona

A proposito dei Servizi Pubblici locali

 Il tema della gestione dei principali servizi pubblici, è tema di sempre forte attualità, specie in coincidenza delle elezioni amministrative; trasporti pubblici, rifiuti, ma anche servizi tecnici come anagrafe e catasto, sono oggetto del dibattito tra fautori della gestione pubblica e quelli della privatizzazione e liberalizzazione. Il fatto però, come sempre, che tale dibattito si esaurisca sul piano ideologico non consono ad affrontare una realtà oggettiva condizionata dalle leggi di mercato. 


Inefficienza, disservizi, abusi contraddistinguono spesso la situazione dei servizi pubblici locali. Sempre tra suggestione ideologica e tentativi di coinvolgimento, non sempre trasparenti, di gruppi privati, molti comuni hanno affidato ad una preponderante quota privata la realizzazione di investimenti tecnologici. Spesso si è evitato il ricorso allo strumento della gara, affidando il servizio “in concessione” a società miste pubblico - private con il comune solitamente in maggioranza. 

In molti casi, però questa prassi ha finito per dar vita ad una “cattiva gestione” tra politica e privati, dove il politico utilizzava la società per assunzioni clientelari al di fuori di procedure pubbliche trasparenti, mentre il privato godeva di esorbitanti vantaggi economici. 

 

 

A livello generale sono pressoché falliti i tentativi di produrre efficienza attraverso la concorrenza delle proprietà private, altro tentativo è stato di “promuovere” l’interesse del privato con incentivi fiscali (perché vietati dalla UE come aiuti di stato). Altro problema inerente alle privatizzazioni, svolte in regime non regolato, è quello che si sarebbe addivenuto ad un sistema di concorrenza “drogata”, dove concessioni agevolate per legge, avrebbero arrecato danni a precedenti municipalizzate senza, peraltro, efficientare l’offerta dei servizi. 

Proprio sui livelli di efficienza nascono problemi gestionali; la dove i servizi sono ben gestiti, nessuno avverte l’esigenza, a di cambiare, per esempio se una azienda municipalizzata è gestita con logiche manageriali e con una cultura diffusa del servizio pubblico, dove invece non abbiamo infrastrutture consolidate, spesso, il privato si trova a fronte di ingenti investimenti, con personale non professionalmente preparato e tentazioni di corruzione, in questo caso la privatizzazione va a  coincidere con un aumento di costi per la comunità. 

Facciamo, comunque, un passo indietro per esaminare le diverse soluzioni legate alla privatizzazione. Con il termine privatizzazioni si ricomprendono molte alternative, andando dalla semplice “dismissione” dal pubblico al privato, alle svariate forme di “privatizzazione indiretta” quale ad esempio, il puro e semplice cambiamento della natura giuridica con la conseguente ricaduta nella disciplina del diritto privato (la cosiddetta gestione pubblica modificata), oppure la concessione ad un privato attraverso il pagamento di un canone (gestione delegata pura) e per finire la creazione di Joint Venture con i privati, a prevalenza o minoranza di capitale pubblico locale, con conseguente introduzione di obiettivi di tipo privatistico nella gestione dell’impresa (gestione delegata mista). 

 


 Quali sono i pro e i contro della gestione delegata pura?, la pura e semplice vendita ai privati di aziende pubbliche risulta poco garantita per il cittadino, poiché, data la tipologia, può portare a posizioni monopolistiche ; anche la gestione pubblica modificata non da garanzia di efficienza e trasparenza, dove la parte pubblica finisce per essere il serbatoio di riferimento tariffario a solo vantaggio di solito, di una cooperativa di minoranza, con scarsa osservanza delle regole dei pubblici appalti. Rimane la gestione delegata mista, in questo caso, l’apporto del privato non si esaurisce nella semplice gestione, ma nella integrazione nello sforzo finanziario e operativo. 

Dove stanno, però I limiti di una soluzione del genere? Sta nel carattere episodico e localistico della gestione del servizio, come ad esempio quello dei rifiuti. 

Si sono visti casi di inefficienza pure con questo sistema misto, determinati almeno da due fatti. Il primo, la scelta di un socio privato reperito nel solo ambito locale privo del necessario know how per inserirsi nella gestione generalizzata e finale dei rifiuti, oppure la scelta di soggetti del mondo cooperativo che, oltre ad avere i difetti del precitato privato, sono per forza di cose in rapporto troppo stretto con la politica. 

 


 

Quale dunque la soluzione? La soluzione è una soluzione a carattere tecnico e finanziario a più alto respiro; per esempio nel settore dei rifiuti, si dovrebbe arrivare in maniera chiara su tutto il territorio nazionale e financo europeo, alla creazione di un soggetto regolatore per imprese e cittadini, che diventi di fatto l’interlocutore di poche grandi imprese serie, con azionisti chiari e moralmente affidabili. 

Il “Core” del servizio sarà rappresentato da una selezione di municipalizzate abbastanza efficienti, qualche grande impresa impiantistica e qualche operatore globale con tecnologie avanzate. 

È più conveniente creare aziende dei rifiuti e delle acque che gestiscono bacini di utenze con decine di milioni di clienti, cosa che nel Nord Italia sta già parzialmente avvenendo. 

Purtroppo la situazione dei rifiuti nel savonese non è ancora inserita pienamente e trasparentemente in una realtà di cui sopra. 

L’importanza di passare in questa nuova condizione, è indispensabile per frenare interessi locali, che troppo spesso trasformano le aziende di servizi in bacini di voti assunzioni clientelari e appalti per la politica locale. 

 


 

Al fine di non fare ricadere il peso di investimenti tecnici e organizzativi sui soli utenti dell’area in cui agisce la partecipata, è obbligatorio affidare la concessione ad aziende che abbiano muscoli finanziarie e manageriali. Ora tutto quello che ho descritto dovrebbe essere sovrapposto alla attuale situazione del servizio rifiuti (ATA) di Savona e verificare, al netto dell’inizio di un percorso più o meno assimilabile alla progettualità da me descritta, se come e quali interventi della parte politica cittadina confacciano a ciò e quanto, invece, siano sempre figli di improvvisazione e scarsa competenza, ma questo sarà oggetto di una prossima puntata.

 Dott. GIORGIO CALABRIA 

già Consigliere Comunale 1998-2002

già Vice Presidente “Opere Sociali di Ns. Signora di Misericordia 2004-2009

 

 

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