Settimanale Anno XVIII
Numero 765 del 19 settembre 2021
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Cinque proposte per il rilancio del turismo Stampa E-mail
Scritto da Guido Luccini   
Il solo, unico sviluppo, dell'economia Italiana
Cinque proposte per un rilancio vero del nostro turismo
Ma in Liguria stop a cemento da week end e piani regolatori killer
Priorità a nuovi hotel seguendo l’esempio di Austria e Montecarlo, non di Savona

L'insufficienza dei politici sulla “produzione industriale” si concilia purtroppo sia con quella di Draghi presidente di Bankitalia, che con quella di Marcegaglia presidente di Confindustria.

Questo la dice lunga su quanto potrà accadere!

La trepidante attesa del Ministro dello Sviluppo secondo tutti questi signori presupporrebbe l'essenzialità di questa nomina, e, come dice Napolitano l'assenza di una “vera politica industriale” dipenderebbe da questo Ministro ormai “fantasma”.

Nulla di più lontano dalle nostre vere necessità!

LA “RICERCA” .

Tutti, dico tutti, si affannano, non sapendo più che dire, a colpevolizzare la mancanza di “ricerca”.......... dimenticando che con la ricerca, siamo primi al mondo con i nostri aerei splendidamente usati dai nostri piloti delle “FRECCE TRICOLORI”.

Con la ricerca siamo primi al mondo con la nostra “FERRARI” che anche se deve essere assemblata con bulloni tedeschi o svedesi, visto che i nostri sono di qualità inferiore, con la “ricerca” riusciamo comunque a battere sulle più alte vette del mercato di qualità e di costi, anche la Porsche, che con la sua ricerca produce “camicie” e pistoni fatti con una lega acciaiosa che più si surriscalda più si indurisce, riuscendo quindi a raffreddarli solo con l'aria; mentre a noi necessita ancora l'acqua; nonostante questo siamo primi e migliori!

Con la ricerca i nostri chirurghi riescono a competere, e molto positivamente, con quelli internazionali, primeggiando nel Mondo.

SIAMO BRAVI !

Il che vuol dire che se Berlusconi, D’Alema, Bersani, Bossi, Tremonti, Draghi e Marcegaglia accennassero agli Italiani su che cosa si dovesse “ricercare” per produrre lavoro – benessere, saremmo certamente in grado di primeggiare anche in questo campo!

Ovviamente con le materie prime di cui disponiamo.

E di che cosa disponiamo?

Questo dovrebbe essere il quesito su cui appunto i politici, Draghi e Marcegaglia dovrebbero confrontarsi, questo dovrebbe essere l'unico tema dominante su cui sviluppare le speranze produttive dei nostri giovani, e di tutti i nostri disoccupati che, senza possibilità di una qualunque reazione si stanno rendendo conto che l'unico tema programmatico di questa ciurma di persone è costituito dal continuo, estenuante proponimento di “servizi” legati ad un Turismo che ne conserva ormai solo il nome.

Infatti le meravigliose “FRECCE TRICOLORI” non possono garantire nessun tipo di lavoro produttivo, come la “FERRARI”, come la “CHIRURGIA”, come la costruzione di “CASE”, di “AUTOSTRADE”, di PONTI, di “CENTRI COMMERCIALI”, di “RESIDENCE”, di “PORTICCIOLI”, di SALE da BALLO”, di “PALAZZI dei CONGRESSI”, di “CENTRI BENESSERE”, di “PIZZERIE”, di “RISTORANTI” e quant’altro, che, se non vengono assemblati in un disegno di assoluta produzione turistica, rimangono episodi completamente scollegati tra loro senza nessuna possibilità di sviluppo.

E lo sviluppo di queste sole attività imprenditoriali a cui il privato ha da sempre concentrato la sua attenzione ed i suoi investimenti, dovrebbe essere conseguente ad un territorio come il nostro ricco di antiche culture ove l'arte, l'agricoltura, il commercio, l'artigianato, la pesca, il turismo e la buona cucina hanno da sempre, ripeto, rappresentato le nostre certezze provate in tutti i tempi.

La sottrazione di mano d'opera dall' agricoltura, infilandola dentro capaci capannoni, ha avuto immediati consensi popolari da parte di un popolo a cui non era stato però spiegato che quei capannoni ed i loro macchinari venivano finanziati dal loro stesso Stato Sociale che così si indebitava tragicamente.

Marchionne si ritrova con questi ultimi capannoni zeppi di mano d'opera

ormai improduttiva a cui nessuno sa cosa dire.

Risposte certe potrebbero darle gli Svizzeri che non si sono mai, sino ad oggi, manco sognati di produrre un'auto!

Chi dovrebbe consigliare cosa fare veramente, dovrebbero essere personaggi tecnico - economici come Draghi e Marcegaglia, che però se ne guardano bene dallo spiegare agli italiani, come mai nessun privato si è mai sognato di investire i suoi danari nella costruzione di quei capannoni (pseudo industriali, e “statalizzati”) e come mai nessuno si è preoccupato o si preoccupa di “ricercare” nella stesura degli errori TECNICO - ECONOMICI programmati nei Piani Regolatori d'altri tempi,........ le soluzioni da proporre ed attuare ai giorni nostri!

QUESTA LA SOLA RICERCA DA ATTUARE !
I macroinvestimenti privati non possono essere sviliti SEMPRE E TOTALMENTE da piani regolatori che non li conglobano in un tessuto produttivo ben definito!
Se avete figli da occupare le possibilità sono due : la prima, carabinieri, comune , catasto, provincia, regione, acquedotto, ospedale, e cioè “servizi” che molte volte necessitano l'iscrizione a partiti politici.....tutto saturo....oppure avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti,......... sempre ai “servizi”.......quando va bene;
la seconda, investire in locali commerciali, bar, pizzerie, ristoranti, stabilimenti balneari, sale da ballo, eccetera, nella speranza che la stagione calda al mare o fredda in montagna, porti fiati turistici di maggior sviluppo,...come vi fanno intendere a.... “parole” i nostri politici!

Niente da fare! Posso assicurarvi che se questi investimenti privati, non sono inseriti in un Piano Regolatore che li collochi in un perimetro ben definito ed espressamente “TURISTICO” non avranno mai le tutele necessarie ed imprescindibili al loro sviluppo! Ed un investimento senza questa possibilità è destinato al fallimento!

Fallimento che riscontriamo ogni giorno, agevolato dai nuovi, molto politici, “Centri Commerciali” che insieme ai Kebab ed alle altre varie Cineserie stanno distruggendo le nostre tradizioni Liguri impedendo completamente qualsiasi sviluppo Turistico legato alle nostre ataviche attività, a cui abbiamo sempre ben atteso con la nostra naturale predisposizione verso il territorio in cui viviamo e che tutti ci invidiano.

Questo non può e non deve essere consentito dai Piani Regolatori. Il cittadino nella propria Patria “DEVE” essere tutelato quando investe i propri risparmi in attività che da sempre hanno costituito una grande valvola di sopravvivenza.

Nel dopoguerra infatti si andava a dormire in cantina per affittare a milanesi, torinesi, svizzeri e tedeschi, che avevano scelto la Liguria quale loro “sogno di vita”.

Questo sogno doveva essere interpretato da chi aveva avuto l'incarico di tracciare le linee di guida economiche del territorio Ligure, ed infatti il primo Piano Regolatore di Savona degli anni 50 prevedeva una Zona Alberghiera su tutto il litorale esteso sino a Zinola, ma una Legge che impediva di frazionare e vendere le camere d'albergo quali “Aparthotel di 15 metri quadri”, (ancora valida tutt'oggi) costrinse gli imprenditori locali a costruire normali appartamenti o seconde case.

Negli anni 60 il PRIS (Piano Regolatore Intercomunale Savonese) su sei comuni previde una sola “zona alberghiera” che ancor oggi si identifica con i miseri resti industriali della GRANDIS di Albisola.

Negli anni 80 visto che perdurava la Legge già citata, e, visto che l'amministrazione aveva consentito di trasformare tale ZONA ALBERGHIERA per il 50% in seconde case, fui incaricato nella mia qualità di tecnico dei proprietari, di offrire al Sindaco in “regalo”il rimanente 50% di “albergo”.

Naturalmente l'amministrazione rifiutò e i resti industriali sono ancora lì.

Quindi non ci vuole molto a capire che nessuno al mondo può programmare la costruzione di un “ALBERGO” di importanti dimensioni, e con camere di 15 mq. “tenendoselo tutto” come prevede pure il Catasto Urbano! Anche l'Aga Kan se ne andò dalla Sardegna sdegnato da queste imposizioni!....................... E ALLORA?

Allora c'è qualcosa che non và!

E se il settore “Turistico” non và, domandiamo a tutti i signori incaricati se non sia il caso di far “ricercare” dagli addetti ai lavori di programmazione produttiva dove si è sbagliato nel campo turistico quando avevamo privati Liguri disposti a dormire in cantina per favorire il turismo.

Quando avevamo privati liguri che con la liquidazione comperavano una casa a Lurisia o all'Artesina, per blocccare la svalutazione del loro danaro, convinti che il turismo avrebbe garantito loro un reddito sicuro.

Molto ineressante l'articolo di Paolo Panerai su Milano Finanza che dopo aver minuziosamente descritto l'economia meridionale, conclude come tutti che la “via dello sviluppo è quella del Turismo , dell'agricoltura specializzata, dei prodotti tipici di artigianato”.

Naturalmente non va oltre e tutto rimane una condivisissima tesi !

Andiamo quindi oltre limitandoci al perno della situazione, in quanto per il resto siamo bravi da sempre!

Lo Sviluppo del Turismo, ecco le proposte” :

1) Abolizione della legge Galasso, onde recuperare i terreni saldi delle cime a monte degli abitati ove costruire Hotel.

2) Riedizione dei Piani Regolatori. Basta un compasso che circoscriva l'abitato e le zone a monte della spiaggia denominandole “ZONA TURISTICA”.

3) Riedizione delle norme che finalmente regolino l'accatastamento internazionale degli Hotel.

4) Abolizione di future case week - end ; ..... per l'week - end ci dovranno essere solo gli Hotel (seguendo il buon esempio di Austria e Montecarlo).

5) Incarico a staff di architetti “Italiani” per la stesura settoriale di comparti interdipendenti, all'interno del cerchio eseguito con il compasso.

Questo, solo questo occorre per lo “Sviluppo del Meridione e dell'Italia intera”,

ma forse nessuno lo dice!

Guido Luccini

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