Settimanale Anno XVIII
Numero 765 del 19 settembre 2021
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Multifamily day Stampa E-mail
Scritto da P.A. PERINO   
 
SUL TEMA DEL RICONOSCIMENTO
DI  DIRITTI AGLI OMOSESSUALI
MULTIFAMLY DAY DEI FAVOREVOLI E DEI CONTRARI

 Sul tema e sulle problematiche inerenti il mondo Gay, alcuni sondaggi mostrano e fotografano l’opinione degli Italiani: il punto fermo di riferimento è il modello tradizionale della famiglia, bocciano in massa i matrimoni gay e le adozioni gay, ma sono favorevoli alle unioni civili con il riconoscimento alle coppie omosessuali dei diritti affettivi e di alcuni di ordine patrimoniale. Viene inoltre evidenziato un profondo distacco con la politica chiamata a legiferare su temi così sensibili e in forte contrapposizione.

Cifre e analisi ci dicono che esiste una società reale che sempre più spesso la pensa in maniera più oculata della politica.


Rispetto all’effimero circo mediatico sulle rivendicazioni dei diritti civili c’è l’opinione di un paese moderno, maturo, responsabile e capace, un paese che non dimentica le radici umane dell’uomo e della donna.

Oggi invece assistiamo e stiamo vivendo una stagione di rivendicazioni di diritti civili fondati sulla soddisfazione dell’individualismo del desiderio, a mio parere questo è il frutto di una crisi antropologica, ed anche di una superstizione della storia, secondo cui il riconoscimento per legge del desiderio individuale è fonte di libertà e di diritti.

Oggi la comunità viene chiamata ad esprimere un giudizio su argomenti e temi etici complessi legati a doppio filo fra di loro partendo dalle unioni civili, ai matrimoni gay, alle adozioni, “stepchildadoption“ (termine inglese usato per non far capire cos’è) in sostanza, vuol dire che i figli di uno dei due membri dell’unione civile possono essere adottati dall’altro, anche se dello stesso sesso. Tra utero in affitto ed altre amenità che si dibattono in questi giorni si sta generando tanta confusione condita da abbondanti dosi di ideologia e di mistificazioni.

Gli Italiani a questo punto dovrebbero immedesimarsi in un legislatore chiamato a fare la legge. Partendo dal presupposto che la comunità umana è fondata da un uomo e una donna che garantiscono la nascita e la riproduzione della specie, questo non esclude a priori che si possa legiferare cercando di dare tutele e diritti equipollenti alla famiglia naturale anche agli omosessuali. Altra cosa è il riconoscimento di tutele e diritti civili e sociali, in quanto non si può riconoscere alle unioni omosessuali, che non hanno come destinazione la responsabilità della procreazione, un figlio che ha diritto ad una madre e ad un padre naturale.


Per questi motivi bisogna convincersi che non sarebbe una scelta saggia per il legislatore prevedere le adozioni gay.

Il Governo su questi temi sono anni che promette una legge, ma la convinzione  è che in Italia la stragrande maggioranza delle persone sarebbe d’accordo per il riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto etero o omosessuali, il diritto ad essere tutelate in materia di  assistenza e di eredità, ma difficilmente  approverebbe il diritto di poter adottare bambini o l’affitto di un utero per generare un figlio, c’è poi la Costituzione Italiana che definisce cosa sia la famiglia, riconoscendole la finalità prioritaria della generazione di un padre e da una madre.

E’ di pochi giorni fa la decisione della Corte Suprema Americana sul matrimonio omosessuale come diritto universale, decisione che fa molto discutere in quando rende ancora più evidente che esiste un’emergenza antropologica in tutto il mondo, appare come una sentenza connotata in una matrice individualistica, in cui il diritto viene prestato solamente a sentimenti e desideri.

Persino la Chiesa Cattolica ha deciso di accogliere gli omosessuali e sostenere il percorso di ravvedimento di fede dei divorziati e risposati, c’è sinergia e continuità di pensiero con le dichiarazione di Papa Bergoglio, una garanzia per l’intera umanità.


Non poteva mancare il tradimento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi che, come suo solito, annuncia che ci sarà una proposta ad hoc del Governo per superare il ddl della senatrice del PD, Cirinnà, relatrice del testo unificato sulle unioni civili, con l’obiettivo di esautorare il Parlamento e i parlamentari dalla loro prerogativa istituzionale: quella delle discussioni in merito, per cui saremo di nuovo chiamati ad assistere ad una nuova bagarre parlamentare.

Tanto per non smentirci l’Italia è l’unico paese dell’ Europa Occidentale che discute da almeno 30 anni di una legge che preveda una forma di riconoscimento per le unioni omosessuali, finora senza successo.

Nel nostro paese è già possibile parlare di famiglia gay?

La domanda può risultare retorica ma non è ancora chiaro se la nostra cultura sia già adatta a recepire certi modi di vivere e di rapportarsi con il mondo gay. Da noi la cultura e la civiltà in generale sono profondamente influenzate dal pensiero cattolico, ecco perché certi cambiamenti vanno molto a rilento rispetto ad altre democrazie dei paesi occidentali. Nel corso del tempo sono state tantissime le tesi che hanno tentato di spiegare l’omosessualità ci sono quelli che credono che la sua origine abbia implicazioni genetiche e quelli che sostengono che si nasce sessualmente neutri.

Certo è che in Italia la storia della famiglia gay è ancora tutta da scrivere.

 P.A. PERINO
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