Settimanale Anno XVIII
Numero 765 del 19 settembre 2021
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A Savona ci sono padri e padroni... Stampa E-mail
Scritto da P.A. PERINO   
CREDETE CHE IL POTERE POLITICO CONTI QUALCOSA?
A SAVONA CI SONO ....PADRI E PADRONI
C'E ANCHE CHI PARLA CON IL PLAYBACK E CHI STA A GUARDARE

Savona è una città decadente. L'hanno già scritto in molti e in tutti i modi, ma sono rimasti inascoltati.

I motivi di tutto questo sono molteplici. Una classe politica che vale poco o niente e conta ancora meno.


 

Colpa di un’economia in crisi perenne, ma anche di imprenditori senza alcuna fantasia, se non quella di essere legati al solo cemento ed al solo controllo dei piani regolatori. Da anni a Savona si combatte una sottile e sotterranea battaglia tra le varie lobbies presenti sul nostro territorio, che tocca più o meno tutti i partiti e tutte le varie amministrazioni e burocrazie della Provincia. La posta in palio è costituita da svariati milioni di euro, dal controllo del futuro della nostra città e degli altri comuni, sia da un punto di vista urbanistico che politico. I vari personaggi coinvolti sono pochi, il loro potere enorme.

Non appaiono quasi mai allo scoperto, tanto c'è chi parla per loro in playback.

E pensare che a Savona non vi sono grandi cantanti. Il controllo del territorio è esercitato in due modi... attraverso il piano regolatore (molte Giunte hanno vissuto una vita grama, specialmente coloro che in qualche modo hanno provato un tentativo di moralizzazione) e attraverso il controllo delle proprietà vere e proprie, di quei pochi ed ultimi terreni edificabili. Ma arriviamo quindi al punto vero del problema: chi sono i veri padroni del vapore a Savona? Se la vostra risposta è: il mondo politico e gli imprenditori che si muovono in un libero mercato, vuoi dire che voi appartenete a quel ristretto numero di persone fiduciose che si ostinano ad appendere la calza sopra il caminetto il giorno della Befana.

Proviamo a fare un elenco delle aree edificabili, ma prima occorre l’obbligo di una premessa basilare: di fatto viene sottinteso un patto stretto tra i padroni del mattone savonesi per mettersi in coda nell’edificare per non inflazionare e saturare troppo il mercato del “sacro mattone“ ed è prassi consolidata da parte degli imprenditori anche concedere il bis dei loro gioielli edificati.


Ecco allora le aree edificabili:

  • il Crescent 2 sul fronte mare;
  • il nuovo gioiello del piccolo Matitino in via Servettaz fermo da  oltre 10 anni;
  • il fronte mare delle aree degli ex cantieri Solimano;
  • i cosiddetti Orti Falconi antistanti la Stazione ferroviaria, uno scandalo a cielo aperto con l’iter per edificare concluso sotto la giunta Tortarolo, (in Comune era anche visibile il bel plastico progettato dall’Arch. Campora) e dopo oltre un ventennio sono ancora lì, condizionato dal Comune che vuole dettare le linee di indirizzo e volumi ai privati;
  • i pregiatissimi volumi e terreni di Opere Sociali davanti al mare con spiaggia annessa di Villa Pizzardi davanti  alla Fiat in Via Nizza;
  • i capannoni in stato di abbandono davanti all’asilo delle Piramidi;
  • il recupero dell’ex Ospedale San Paolo, del  gruppo  Bagnasco (già partito);
  • il progetto sulle vecchie aree delle ferrovie detenute dalla Società Binario Blu che arrivano fino a Piazza del Popolo. Sembra che il progetto preveda magnifiche torri che dominano tutta la città con vista addirittura sulla Corsica da parte del gruppo De Filippi/ Barbano che ultimamente ha aperto un contenzioso con il Comune con il rischio che i Savonesi rimangano senza parcheggi in Pizza del Popolo;
  • le aree di circa 160 mila mq, oggi ancora occupate dalla ERG, che  saranno  quanto prima dismesse;
  • l’eterno progetto della zona denominata Albamare ai confini con Albissola Marina con volumi che sfiorano, si dice, gli oltre 100 mila metri cubi tra  residenziale, alberghiero e sociale, fino ad oggi giudicato un progetto  impossibile a causa della viabilità, che tornerà ad essere molto attuale con la realizzazione dell’Aurelia bis.


Se ne possono citare altre, quale la zona di Riborgo al Santuario (per ora il progetto è fallito), la zona della Conca Verde e di Madonna del Monte, la riqualificazione del vecchio stadio di Calcio Bacigalupo in un modernissimo “Commercial  Stadium“ tipo  Monaco, la  trasformazione in residenziale della  vecchia Centrale  Enel in Via Naz. Piemonte e non potevamo farci mancare, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, la tragicomica diatriba politica giudiziaria sulla realizzazione o meno del porticciolo turistico della Margonara con la sua inevitabile colata di cemento, da cui deriveranno notevoli oneri di urbanizzazione che sono tanta manna per il Comune di Albissola Marina.

Tutti progetti che da molto tempo come è d’uso e costume vengono realizzati come la catena di Sant’Antonio, si inizia con uno si vende il massimo  possibile e si riparte con quello al momento più appetibile  sul mercato, tanto  girala come vuoi sembra siano sempre i soliti noti senza mai pestarsi i piedi a deciderne le sorti dello sviluppo immobiliare a Savona e in Provincia

Arrivati a questo punto credo che la vostra curiosità sia di sapere chi sono i “PADRONI” in verità risultano essere molte società ma pochi nomi, che senza scervellarsi molto e senza tanta fantasia credo che tutti sappiano di chi si tratta.


Se volete si può aggiungere il mondo Cooperativo, con una presenza molto costante.

Le cooperative hanno realizzato il Centro Commerciale Le Officine a  Savona il molo 884 a Vado ligure, il Matitino di Via Servettaz e altre operazioni immobiliari in tutta la Provincia.

Si aspetta con ansia la cementificazione di Pietra Ligure in ambito Santa Corona, un accenno merita Finale Ligure con le ex aree Piaggio dove gli interessi imprenditoriali sono rilevanti e appetibili, insieme alle famose cave Ghigliazza, insomma per non lasciare, come si suole dire, “nessuno indietro” è sempre buona cosa aiutarsi a vicenda e usando con parsimonia il buon senso e non alimentare molto  la suscettibilità degli allergici al cemento.

Si possono citare realtà di altri comuni quali Albisola Superiore con la ex Gavarry (un progetto immobiliare è stato bloccato dal TAR), Celle Ligure con le sue colonie Milanesi e Bergamasche, Varazze con tutto il suo retro porto, e via di questo passo tutto per la gioia e la felicità dei  signori  Sindaci, nessuno escluso, tutti pronti con il cappello in mano a carponi prostrarsi al mecenate di turno pronti a incassare generosi oneri di urbanizzazione, che gli servono come il pane per sanare bilanci in perdita per il loro totale  fallimento nel gestire e amministrare  la cosa  pubblica.


 Insomma in quasi tutti i comuni appare certo ed incontrovertibile di come il dio “CEMENTO" tutto comanda e condiziona.

Per cui la riflessione da fare e che lascio a voi è: tutti questi progetti sono sopportabili da una provincia che è in avanzato declino economico e finanziario?

Prima di concludere vorrei fare un accenno al vergognoso atteggiamento della politica savonese che, accantonando la nuova vocazione turistico-crocieristica invocata ultimamente come ultima razio, per negligenza e superficialità riesce a far approvare la costruzione di un deposito per il  “Bitume”. E’ incredibile sentirsi dire io non c’ero, e se c’ero non ho visto nè capito.

Così come le emissioni dei fumi delle navi crociera che il Presidente dell’Autorità Portuale Miazza dichiara rassicuranti e dentro i limiti di legge.

Non vi sembra sia giunta l’ora di far uscire dal letargo questa Savona, e mandare a casa questi politici e amministratori dimostratosi incompetenti?  

P.A. PERINO

Articolo dal sito uominiliberi  rivisto e aggiornato

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