Settimanale Anno XVIII
Numero 765 del 19 settembre 2021
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Perchè in italia nasce un soggetto politico “sinistra italiana” Stampa E-mail
Scritto da P.A. PERINO   

PERCHE’ IN ITALIA

NASCE UN SOGGETTO POLITICO  “SINISTRA  ITALIANA”

Un pasticcio all’italiana l’approvazione dell’Italiacum che di fatto apre una strada nuova pensata e voluta da Renzi, che forse chiude la lunga storia  della sinistra  italiana. L’Italicum prevede l’attribuzione della maggioranza assoluta ad una lista che da sola potrebbe rappresentare “meno di un terzo dei votanti“ tenendo conto dell’astensione di un elettore su cinque; questo l’elemento di novità grave introdotto da questa legge elettorale implica la trasformazione della Repubblica italiana in una Repubblica sempre meno parlamentare e di fatto sempre più presidenziale. 

Questa nuova legge sancisce la fine delle coalizioni tra partiti e chiude la lunga storia dell’alleanza tra le diverse anime della sinistra. Infatti se “Italia bene comune” era la proiezione anche a livello nazionale di una politica di alleanze del centro sinistra partendo dai Comuni, dalle Regioni, oggi viene cancellata perché Renzi ha messo in atto un processo di autosufficienza del PD nei confronti degli alleati, lo ha trasformato a sua immagine e somiglianza nel nuovo ”Partito della nazione ”e ha posto chi ancora convintamente tiene alla sinistra di fronte a un bivio: ridursi a forza marginale di pura testimonianza o risorgere e diventare la bussola per un nuovo futuro.


Con la nascita di Sinistra Italiana sembra tornato attuale il riferimento a una sinistra diversa, basata sul primato del sociale sulla politica, rispetto a quella primitiva carica di riferimenti che si sono persi per strada, perché oggi la politica del conflitto, come avviene nel PD, non è  sufficiente per riuscire ad indirizzare l’azione politica del Governo e di Renzi sui temi cari alla sinistra. Augurandoci che questa nuovo partito abbia una visione strategica capace di elaborare proposte e mettere in campo azioni in grado di sapersi rapportare con i cittadini e con quei movimenti per la costruzione di una sinistra all’altezza dei tempi.

Riesce difficile immaginare, però, che questa parte della ritrovata e nascitura sinistra sfoci in qualcosa di simile a Syriza o a Podemos in quanto in questa nuova sinistra non ci sono ancora leader carismatici e soprattutto facce nuove.

Nonostante alcuni timidi segnali positivi di ripresa economica questi lunghi anni di recessione hanno instaurato negli italiani rabbia è impotenza con la paura di avere perso il controllo del proprio destino, convinzione che a sinistra si traduce nel pensare che nell’Unione Europea ci sia un forte deficit di democrazia, che manchi di idee e visioni comuni e sembra venire meno l’impegno di realizzare giustizia sociale anzi, sorge il sospetto che l’Unione sia schiava dell’ideologia neoliberista in difesa a spada tratta l’austerità, invece aiutare le economie più deboli dei vari stati membri.

A destra questa ansia si traduce nel demonizzare l’Unione Europea colpevole di tormentare i vari Governi e a cui viene attribuita la colpa della maggior parte dei problemi, da questo non si esime nemmeno Grillo, per cui si continua  ad alimentare la rabbia e la violenza di stampo fascista e tanti italiani sono convinti da Salvini e Grillo che l’Italia starebbe meglio se tornasse alla lira.


Sono molti quelli, con una forte tradizione di sinistra, che si chiedono perchè in Italia non c’è Podemos ma il Movimento 5 oltretutto guidato da un personaggio ambiguo come Beppe Grillo considerato uno dei principali populisti d’Europa che ha occupato lo spazio a destra.

La verità è che in Italia esiste da sempre una solida estrema destra e che Grillo e il suo Movimento sta occupando sempre maggior spazi, a sinistra e non a destra. 

Il Movimento 5 Stelle è una strana chimera, molti dei suoi simpatizzanti della prima ora sono tanti giovani delusi dai partiti di sinistra e sono stati attratti da Grillo che pone in discussione temi e argomenti che i partiti tradizionali non trattano, ad esempio: energie rinnovabili, agricoltura sostenibile, internet, facendo confluire anche categorie e associazione tradizionalmente schierate a destra, che rifiutano la Lega xenofaba di Salvini.

Tanti analisti sono convinti che sussistono spazi sconfinati (oltre il 10% di potenziali elettori) per la nascente nuova Sinistra Italiana, persuasi di poter raggiungere livelli di consenso utile per il futuro del nostro paese, però tutto deve essere ben articolato con azioni, idee, proposte e progetti che uniscano sforzi ed energie per raggiungere obiettivi, che sono il patrimonio della sinistra, che portino alla rinascita del paese.

Se facciamo una breve analisi, si scopre che una parte dei milioni di elettori italiani di sinistra è orientata verso il Movimento 5 Stelle mentre un’altra fetta considerevole si è trasformata in astensione di protesta temporanea in attesa di un messaggio per cambiare le sue scelte di perenne sfiducia.

Tutto questo fa presupporre che questa nuova sinistra può, oltre agli elettori tradizionali, contare su queste due fasce di elettorato in misura rilevante. Certo, non è, né facile né semplice, ma è doveroso richiamare questo elettore a partecipare al voto e a votare questa nuova sinistra forte di una carica di entusiasmo e capace di contrastare il potere di un rampante Renzi e dal contagio del renzismo. Sarà compito di questo nuovo soggetto politico sapere delineare con chiarezza la base sociale di riferimento e chiamarla a partecipare al progetto di costruzione, iniziando dal lavoro precario, dalla tutela dell’ambiente con una visione industriale moderna, di un diverso sviluppo economico sociale che assottigli sempre più crescenti disuguaglianze e ripristini legalità e giustizia continuamente calpestate e infangate. Un particolare riguardo agli anziani e ai tanti giovani, insomma si tratta di farne il centro motore di una nuova sinistra per forma e contenuti diversa da quella attuale.

E’ del tutto ovvio che questa nuova “Sinistra Italiana” non potrà che essere alternativa alle scelte del Governo alle scelte di Renzi e alle scelte del Partito  Democratico.     

P.A. PERINO

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