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Scritto da Milena debenedetti   

 

SAVONA
Consiglio Comunale del 26 giugno 2012:
interpellanze vivaci e maretta su un debito fuori bilancio

 Questa volta, stanti i recenti appelli del Presidente, siamo tutti discretamente puntuali, e si inizia nell’ambito del quarto d’ora accademico. Da segnalare le croniche assenze di Marson e Santi sui banchi dell’opposizione.

 Chiedo subito la parola per leggere una nostra comunicazione. Informo che non presenteremo una interpellanza preannunciata, su segnalazioni da noi ricevute di sversamento materiale nella discarica chiusa di Cima Montà. A seguito di articoli di giornali e siti in merito alla questione, e dell’apertura di un fascicolo da parte della Procura, riteniamo più corretto non interferire con le indagini.

Ci dissociamo anche da una richiesta di convocazione di Commissione, per audire il presidente ATA, in quanto la riteniamo non utile e anch’essa di intralcio alle indagini.

 

Prima interpellanza. Parino PDL in merito viabilità zona Officine. Risponde l’assessore Apicella leggendo un foglio dove si spiega come si è proceduto per l’urbanizzazione, per la viabilità esterna, tramite progettazione della società Tau con simulazione dei flussi e possibili incrementi traffico. Si leggono i costi dell’operazione e gli oneri scomputabili.

 

Parino si dichiara soddisfatto per l’analisi, e aggiunge che sulle tematiche deve essere prevista una audizione del nascente comitato di via Stalingrado.

 

Interpellanza di Arecco Lega Nord su villa Zanelli e S. Paolo. I punti sono due: da una parte come tecnico non gli tornano le valutazioni dei due immobili. Secondo lui la villa è stata sopravvalutata, e il S. Paolo sottovalutato nella vendita.

Seconda cosa, lo preoccupa la possibilità di consentire parcheggi interrati intorno alla villa, se trasformata in albergo. Si sa che i parcheggi interrati fanno scempio dei parchi, si abbattono alberi magnifici per sostituirli a fine lavori, quando va bene, con cinque centimetri di terra e erbetta, e qualche rado e stentato cespuglio.

 

Il vicesindaco Gaggero risponde che in realtà la villa è stata trasferita ad ARTE in relazione a una variazione di bilancio della sanità ligure. Si tratta in pratica di una pratica contabile, a cui si riferisce la stima di 3 milioni virtuali, non di un vero e proprio prezzo di vendita.

Ci sono stati incontri con la regione per stabilire che la variazione d’uso sia a ricettivo e non residenziale. Eventuali variazioni di progetti andrebbero sottoposte al Consiglio Comunale, e comunque esiste un vincolo storico artistico che non si cancella da un giorno all’altro.

Villa Zanelli

Chissà come mai queste dichiarazioni non mi rassicurano affatto, con tutto il rispetto per la buona fede dell’assessore…Sarà perché ne abbiamo già viste e ne stiamo vedendo troppe, e sappiamo bene che quando si tratta di immobili “impegnativi” le alternative non prevedono mai recuperi funzionali e utili alla collettività, o almeno rispettosi, ma sempre la solita storia: degrado, svendita, ricatto al pubblico da parte dei costruttori, speculazione, variazioni di destinazione, ampliamenti a piacere.

Vorrei tanto essere smentita, ma se questa è la regola da un po’ di anni a questa parte, figurarsi ora con la crisi e la svendita dello Stato al miglior offerente.

 

Vedremo. Intanto Arecco rimane della sua idea e ribadisce il concetto, che se le valutazioni fossero assegnate all’agenzia del territorio, ritenuto sopra le parti, anziché a privati, le cose andrebbero meglio.

 

Interpellanza Pongiglione, sulla partecipazione del Comune a un bando transfrontaliero per progetti di riqualificazione relativi ai porti. Il tutto si riferisce a una passerella ciclopedonale sul Priamar, alla quale lei è favorevolissima, ma ha da eccepire sul metodo procedurale. La delibera è del 2 maggio e il bando scadeva il 4. Come è possibile, si chiede, che il progetto sia stato preparato in due giorni e non se ne sia mai parlato in Commissione? Perché il Comune ha dovuto avvalersi di IPS come supporto e anche per i servizi in caso di finanziamenti? Non poteva fare da solo? Inoltre nella richiesta di adesione si parla più genericamente di opere di riqualificazione per integrare il centro storico. Cos’altro è previsto?

 

Risponde Gaggero. Si era già tentato in estate, poi il bando non era andato a buon fine. In pratica si è approvato lo studio di fattibilità per un programma condiviso e sollecitato. IPS è una società pubblica che collabora stabilmente con il Comune, e in questo caso non a titolo oneroso. Il progetto non era enorme, solo uno studio di fattibilità.

 

Rimane il dubbio su quali siano queste opere di riqualificazione, dubbio sul quale Pongiglione si dichiara non soddisfatta.

 

Veniamo a due interpellanze, unificate dal Presidente per la risposta: sia Pongiglione sia noi chiediamo lumi sulla procedura di designazione del candidato all’Autorità Portuale da parte del Comune.

 

Pongiglione si concentra di più sul fatto che è necessario affrontare anche in sede comunale, almeno a livello di informativa, un argomento così importante, non è bello leggerne solo sui giornali, e in termini di spartizione politica più che tecnico-operativi.

Il Vicesindaco Gaggero

 Noi abbiamo essenzialmente due ordini di domande: uno, come si sia ottemperato alla legge che prevede candidati di “massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale”; due, quali siano le idee e le filosofie di base del Comune in merito alla portualità, alla piattaforma, alla gestione dei litorali.

 Purtroppo le risposte non ci piaceranno affatto. Se volevamo dare al Sindaco una vetrina per ribadire opinioni e scelte che sono per noi una serie di pugnalate irreversibili al futuro della città, siamo stati accontentati. Se speravamo di intravedere una specie di discontinuità, un impegno a gestire diversamente il complesso e delicato sistema di rapporti fra porto e città, siamo stati delusi.

 

Sviluppo fondato sulla logistica, migliorare i trasporti portuali, sfruttare l’Aurelia bis, si parla anche di trasporti su rotaia, ma sempre come accessorio. E naturalmente, piattaforma vadese forever. Con la sola attenzione che non diventi di transhipment, naturalmente continuando a ventilare i soliti posti di lavoro.

Riqualificazione del fronte mare e opere annesse.

A questo punto mi sento una specie di san Sebastiano trafitto, un Cesare alle idi di marzo. Tu quoque, Sindaco…

 

Si rivendica la scelta del candidato come il migliore a guidare questo processo. In pratica si riafferma di non aver seguito quei criteri di legge, ritenendoli generici, inapplicabili, e che presupporrebbero “solo laureati in economia” (?).

In ogni caso, si ribadisce che nessuno dei tre candidati designati ottempera ad essi.

Il Sindaco sarebbe andato ancora oltre, nella sua visione del futuro e dello sviluppo, ma per fortuna il Presidente lo interrompe per limiti di tempo.

 

Gentilmente concede anche a noi, in replica, un minuto in più. Dopo Pongiglione parlo io, ma il minuto non lo uso, perché per spiegare bene cosa penso ci sarebbe voluta un’ora.

 

Mi limito a dire che ringrazio il Sindaco della sua panoramica, di cui non condivido quasi niente, ritenendo che lo sviluppo basato sulla logistica esasperata, oltre ad essere anacronistico in tempi di crisi, è il peggiore come rapporto devastazione/posti di lavoro. Che non condivido neppure il discorso piattaforma, per motivi squisitamente tecnici ed economici. Che posso solo auspicare che il nuovo presidente, chiunque sia, ricostruisca quella rete di rapporti civili che in questi ultimi anni è completamente mancata, perché dall’ascolto della città, degli enti, dei comitati, dal dialogo fra tutti possono venir fuori idee preziose per la vivibilità, per il micro turismo, per rifondare uno sviluppo innovativo che superi la crisi. Speriamo di non precludercele del tutto.

Un’altra cosa che auspico, di cui nel discorso mi sono scordata, è una migliore collaborazione, sinergia e coordinamento fra porti. Ma ci sarà tempo…intanto vediamo come si chiude questa partita.

 Nell’interpellanza successiva Parino si scaglia contro i circhi con animali, chiedendosi perché, dopo una sua precedente richiesta in merito, e assenso dell’assessore Costantino, non si sia provveduto a vietarli in città.

Costantino legge un comunicato che aveva trasmesso anche ai giornali, affermando che è impossibile allo stato attuale delle leggi per un Comune opporsi, e che semmai Parino avrebbe dovuto sollecitare il precedente governo, di centro destra, ad approvarle.

Ne segue un po’ di maretta politica. Parino ricorda che oltre agli animali nel circo lavorano anche due minori di 14 anni. E’ permesso questo? Non contrasta con la lotta al lavoro minorile tanto cara alla sinistra?

 

Seguono altre due interpellanze, nostra e di Arecco, sul campo da hockey, anch’esse unificate nella risposta. Noi avevamo chiesto al Sindaco, in quanto si era pubblicamente offerto di gestire personalmente la pratica. In realtà risponde l’assessore Martino.

 

Si ricorderà trattarsi di quel progetto di campo da hockey a Legino per il quale si prevedeva di acquistare un terreno dalla Curia, per un costo e con opere accessorie da noi giudicati discutibili, con tanto di perizia a giustificarli. Tanto che avevamo presentato un esposto alla Corte dei Conti e in Procura, e la pratica era stata ritirata. Ora chiediamo: ci sono novità? Che si intende fare, visto che si è anche acceso un mutuo ingente?

 

Martino si limita a ripercorrere molto cautamente i fatti. Afferma che la pratica era stata rinviata per un errore formale della perizia, prontamente corretto (con la seconda perizia delle “stelle di Natale” ndr). Nel frattempo si volevano accogliere le osservazioni dei consiglieri di maggioranza su multifunzionalità sportiva dell’impianto futuro, incentivazione all’accesso, contenimento dei costi. Il secondo fattore è l’apertura del procedimento legale. L’amministrazione sarebbe al lavoro per recepire le indicazioni di maggioranza e verificare il procedimento per espletare l’iter.

 

La volontà politica di realizzare il progetto rimane, le aree sono quelle due individuate. Cioè, o quella del campo da tiro per la quale esisteva già un progetto definitivo approvato, oppure la seconda, quella da acquistare dalla Curia.

 

Dal discorso di Martino sembrerebbe quasi che la colpa del ritardo sia nostra, visto che si compiace ironicamente che anche noi ribadiamo interesse per l’impianto e per le esigenze dell’hockey.

 

Non c’e’ molto tempo per replicare, il Presidente sollecita la brevità, visto che abbiamo già sforato il tempo per le interpellanze. Io ricordo che veramente non siamo mai stati contrari all’impianto, purché realizzato nei tempi, modi e costi ragionevoli e senza criticità nell’iter.

Avrei dovuto ribadire che la responsabilità ricade su chi le irregolarità procedurali le ha commesse. Non l’ho detto, e me ne pento. Certo che è il colmo attribuire la colpa a chi denuncia irregolarità, anziché a chi le compie.

 

Sulle pratiche successive sorvolo, perché già state discusse in Commissioni e approvate più o meno all’unanimità.

 

Una, il nuovo regolamento dei musei civici. La pratica è esposta dal Sindaco.

Passa anche un emendamento di Pungiglione che specifica meglio una frase in merito agli scavi archeologici.

 

Seconda, il nuovo regolamento cimiteriale, esposto da Martino. Appena nominato l’argomento, come per miracolo le mani dei consiglieri sono sparite dal piano dei banchi, cercando un posizionamento scaramantico sottostante. Riluttanza anche a far illustrare la pratica.

Alla fine anche qui unanimità.

 

Si passa alla tariffa urbanistica di trasformazione da alberghi in residenza. Ci si riferisce alla legge Ruggeri. Tale tariffa è stata portata dal 5 al 20%. In pratica è un adeguamento che il Comune deve recepire e basta. Lo fa oggi, anche se la legge non è recente, solo perché prima non c’era il PUC approvato.

Ora le ipotesi di trasformazione che pagherebbero queste tariffe sono due, a Naso di Gatto e parte dei giardini del sole a Legino.

 

Romagnoli mi anticipa parlando di ipotesi intermedie, residence attrezzati tipo aparthotel. Confermo che ne avevo parlato io in Commissione: potrebbero essere ipotesi interessanti, appetibili per certe clientele tipo gli anziani autosufficienti, meno sterili di seconde case perché darebbero qualche posto di lavoro e costituirebbero un richiamo.

 

In Giunta esibiscono sorrisetti scettici, ma Gaggero risponde che, se ci saranno richieste in tal senso, le prenderanno in considerazione.

 

Un’altra pratica senza scosse, illustrata da Sorgini: una convenzione con la Caritas per percorsi di accoglienza e aiuto a persone svantaggiate.

 

Arriva la questione del debito fuori bilancio, illustrato da Martino: si tratta di una causa persa dal Comune contro un dipendente che aveva subito ripetuti demansionamenti, a cui è stato riconosciuto un danno di professionalità. (Non le altre accuse, fra cui il mobbing). Circa 5000 euro da rifondere.

 

In Commissione in parecchi, dall’opposizione, avevano chiesto se non era il caso di rivalersi sui dirigenti che avevano preso decisioni sbagliate.

Se ne riparla, inizia Bracco PDL, continuiamo io, Pongiglione ecc.

 

Il Sindaco insorge abbastanza inviperito, rifiutando l’idea e difendendo i dirigenti, che a suo dire, ammesso che abbiano sbagliato in un caso, con il loro lavoro e le loro decisioni hanno fatto risparmiare molto di più al Comune in altre circostanze.

Il sindaco con gli assessori

Il suo intervento ci appare eccessivo e sopra le righe, noi non abbiamo fatto attacchi strumentali ma posto soltanto dubbi e domande legittimi. Ci è stata data qualche risposta nel merito della questione dal Segretario, in Consiglio. Sarebbe bastato avere queste risposte in Commissione.

Inizia Romagnoli a fare le sue rimostranze, e abbandonerà la seduta. In tanti ribadiamo i concetti, io affermo che, se la legge prevede esplicitamente che i dirigenti siano responsabili per le loro decisioni, se in ogni caso la Corte dei Conti accerterà se sia così o meno, noi ci domandavamo soltanto se l’azione non avrebbe dovuto partire dalla Giunta, anziché attendere che la Corte si attivasse autonomamente. In ogni caso è la legge, non la politica, a decidere.

Dalla maggioranza solo Lavagna di Rifondazione difende apertamente il Sindaco. Zunino di Rifondazione pone l’attenzione sull’uso improprio del termine mobbing nel comunicare verso l’esterno. Nel caso si riferisse a noi, gli preciso che il termine è stato usato solo perché pronunciato da vari consiglieri, anche di maggioranza, nel dibattito in Commissione. Qui in discussione, però, io ho fatto riferimento solo ai termini della sentenza. Gli altri, Aquilino di Sel, Frumento, Vignola del PD, ammetteranno che comunque un controllo sull’operato dei dirigenti va esercitato.

 

In Commissione avevamo votato contro, qui ci asteniamo, insieme con il centro destra, per protesta contro l’atteggiamento del Sindaco.

 

Astensione anche sulla successiva variazione di bilancio, 100000 euro per quella causa di esproprio mancato che ha a che fare con i Gavotti e con le case di Legino, che si trascina da decenni e rischia di costare carissima al Comune.

 

La pratica finale è un odg del Sindaco, da lui stesso illustrato un po’ stancamente, un impegno chiesto agli altri comuni del comprensorio savonese da quello di Villanova: attivarsi perché sia mantenuto il nucleo di carabinieri elicotteristi nell’aeroporto locale.

 

E’ un sì unanime e un po’ distratto. Avremmo anche potuto astenerci, questa sorta di prese di posizione è di quelle che lasciano il tempo che trovano.

 

 Milena Debendetti  consigliera del MoVimento 5 stelle 

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