SETTIMANALE anno XVII
n° 756 del 13 giugno 2021
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Loano - Festa dell'Unità d'Italia Stampa E-mail
Scritto da Giambello   
Festa sottotono a Loano
per i 150 anni dell’Unità d’Italia
 
Per le vie del centro qualche bandiera sbiadita sventolava annoiata, i negozi sono rimasti tutti aperti perché la crisi è più forte del “diritto di festeggiare”.
L’associazione commercianti poteva inventarsi qualcosa, ma ha preferito glissare svogliatamente.
Nemmeno le scuole sono state coinvolte dall’evento. In classe nessuno ne ha parlato, se non per godere del giorno in meno di lezione!
Eppure sarebbe stato carino dare appuntamento ai ragazzi nella “grandiosa” piazza Loanese per affidare alla brezza primaverile centinaia di palloncini tricolore.
Forse non l’hanno fatto perché troppo impegnati con la PEDICULOSI (cosa pensate, ma nonè vergognoso che nel 2011 si giochi ancora a spulciare pidocchi?).
A metà mattinata è passato per le vie del centro un mesto corteo di irriducibili alpini con meta il Monumento ai Caduti.
C’erano i soliti: chi per dovere, chi per farsi vedere e qualcuno, certo, per piacere.
Un giovane del Pdl con la sua bandiera a voler dire: “ci siamo anche noi, nonostante tutto” , ingenuo portavoce di uno schieramento politico.
Pare sia stato insultato e spintonato da esponenti dello schieramento politico opposto.
Ma non erano anche loro giovani ad armi pari, bensì anziani vecchi come l’Unità d’Italia. Italia unita? Mai come oggi più divisa!
Le persone sono sempre più lontane, ognuno tira l’acqua al suo mulino, lo stesso contro cui si combatte.
Tutti combattono contro tutti, è una lotta alla sopravvivenza mentre il paese muore.
La cultura muore insieme al buon senso del “buon padre di famiglia”(ogni riferimento è puramente casuale). I giovani vanno in giro a dar fuoco alle palme (è vero, erano meglio i pini marittimi, però….!) e a imbrattare i muri del centro storico senza nemmeno chiedersi che storia abbiano quelle pietre che adesso ospitano disegni incomprensibili.
Quel che è peggio è che i genitori non spendono nemmeno un minuto per spiegare loro il rispetto della nostra identità storica.
Ipocritamente si abbandonano anche loro a insultare un uomo con una bandiera nell’illusione che quell’uomo sia la bandiera stessa.
Eppure in tutto questo casino, in tutto questo allontanamento, a Loano c’è un gruppo di giovanissimi che crede ancora in qualcosa, che vuole mettere insieme altre persone e cambiare sistema.
E’ curioso: la loro lista si chiama “Lista civica 150” e adotta lo slogan “Uniti cresceremo insieme”.
Auguri, ne avete tanto,tanto bisogno!
 
GIAMBELLO
 
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