SETTIMANALE anno XVII
n° 756 del 13 giugno 2021
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Loano Stampa E-mail
Scritto da Giambello   
Un po’ di storia
Il mio Borgo Castello, il mio convento con studi professionali
Ecco chi vuole bene a Loano! Perché il “principe” la valorizza
 

Loano - Ecco che dopo la “rapallizzazione” di Verzi, i “ritocchi” in centro storico e la Mini-Dubay ci troviamo di fronte ad una vera e propria “Borgo-Castellizzazione”.

Non credo che il futuro di un paese debba basarsi unicamente sulla sua storia passata, ma certo bisogna tenere in considerazione e valutarne i successi e i fallimenti laddove, nel tempo, potrebbero riproporsi in chiave diversa e attuale.

 Quindi, custodire e proteggere la storia di un paese diviene un obbligo morale.

A Loano non succede quasi mai….

Peccato perché Loano è ricca di monumenti storici, se è vero che oggi abbiamo il “principe” Vaccarezza.

Loano vede i suoi fasti intorno al 1300 col principe Raffo Doria che istituisce la sua residenza al così chiamato “Castello” in borgo. Situato su un piccolo promontorio e dotato di un “beo” la cui acqua, con un sistema complesso di pompe, arrivava fino al convento di Monte Carmelo.

In realtà l’esistenza del Castello risale a tempi ben più lontani ma nessuno è mai stato in grado di datarlo.

Il Borgo Castello nasce come residenza della servitù e dei contadini.

Era dotato di un mulino e di un frantoio che per miracolo è arrivato fino ai giorni nostri abbastanza integro.

Loano era la città delle fontane perché ricca di acqua: ve n’ erano ovunque, perfino sulla salita di Monte Carmelo.

Loano, sotto i principi “Doria”, è stata l’esempio della vera democrazia: non soggiogata dalla Chiesa o dalla tirannia di qualche feudatario, godeva di leggi proprie che venivano discusse e approvate in piazza dalla cittadinanza…..Proprio come avviene oggi….

Non si possono contare le risorse importanti di questa isola del Ponente, dal paesaggio storico a quello rurale, al clima reso mite dalla protezione del Monte Carmo, ecc.ecc.

Loano è una delle cittadine rivierasche più amate….Dai foresti. Prima “capitale”, in Liguria, del turismo invernale. Qui nacque.

Purtroppo molti loanesi non sanno quasi nulla della storia della loro città e vengono lombardi e piemontesi a decantarne le lodi e raccontarne la storia.

I loanesi si sono pure venduti (e ci auguriamo sia in buone mani) il Castello e, fra chi l’ha posseduto, fortunatamente c’è stato qualcuno che lo ha amato.

Il Castello di Loano, che si innalza quasi a voler proteggere il paese, che lo si guardi da ponente o da levante in qualsiasi stagione dell’anno, sembra un dipinto del “Canaletto”.

Il suo loggiato spicca sulla struttura austera, anche se ingentilita dal colore giallo e un grande pino marittimo vi si appoggia delicatamente.

Man mano che ci si avvicina, la magia tende a svanire.

Chi arriva da Pietra Ligure è meglio che passi “di sotto” perché il restauro del convento di Monte Carmelo è davvero vergognoso (non per i lavori necessari, ovviamente).

A parte le colate di cemento dentro e fuori, sono anche riusciti a ricavare e vendere appartamenti, alcuni dei quali adibiti a “studi professionali”. Sul muro d’ingresso si può ammirare una bella sfilza di cassette delle lettere (di cattivissimo gusto, oltretutto) e un paio di targhe in ottone che recano il nome di questo o quell’altro geometra, mentre quel che resta delle panchine in pietra o della fontana non viene nemmeno ripulito.

Altro che convento, e poi chiedono la questua per i lavori di ristrutturazione! Ma quello è già un business! (chissà se c’è un “Fra’ Ligresti”…Un frate Angelo c’è di sicuro).

Se si arriva al Castello dall’altra parte, si ha l’impatto nauseabondo col “Palarock”, quella cosa rettangolare tipo palazzo di vetro che doveva essere destinata alla musica e invece sarà destinata ad abitazioni, studi medici, uffici. Complimenti all’architetto! Complimenti ai politici che hanno acceso il semaforo verde, con impeccabile coerenza.

Ci sta proprio bene a lato dell’antico ponte romano che, fra i suoi archi, lascia intravedere l’orrore costruito ai piedi del Castello.

Non ci sono parole per descrivere ciò che appare dietro all’antico cancello: un muraglione di pietra , ( non muro a secco alla ligure!!!), ricorda piuttosto una “casba”; all’interno stanno dei mini-appartamenti e fuori un grande cartello con la scritta “vendesi garage”. Cartellone autorizzato, si racconta, dagli amici degli amici? Complimenti per la sensibilità degli imbrattatori! Ma anche per il decoro riservato alle strutture antiche pubbliche, quelle fotografate dai turisti.Le foto parlano. 

Direi che la commissione edilizia ha raggiunto il top, anzi, a dire la verità, non sono sicuro….Credo che possa fare di più, anzi lo farà…aspettiamo con ansia di sapere le sorti del “Marino Piemontese”. A Loano sempre un “principe” regna.

 

Giambello

 

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