Settimanale Anno XVIII
Numero 765 del 19 settembre 2021
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Celle Ligure: colonie bergamasche. Un po' di storia Stampa E-mail
Scritto da A' CIVETTA   

EX COLONIE BERGAMASCHE
Un po’ di storia

Parte dal 1862, dal primo Sindaco di Bergamo, il Senatore Conte Giovanni Battista Camozzi Vertova (*), uomo sensibile alle problematiche salutari dei bambini di famiglie meno abbienti, il quale ne organizzò un primo gruppo di 14 portandoli ai bagni di mare. Bambini affetti da scrofola o scrofolosi – anemia delle linfoghiandole superiori con degenerazioni tubercolotiche – per il cui trattamento intorno al 1850 era stata individuata la ‘cura marina’, con ripetuti bagni nell’acqua di mare per il suo contenuto di iodio. Da allora le prime ricerche di luoghi e strutture nei pressi di località di mare in Toscana ed in Liguria.

Crescendo l’affluenza della necessità di prodigare cure profilattiche ai figli del popolo bisognosi, i bergamaschi si convinsero della necessità di costituire colonie estive, che poi funzionarono per periodi mensili anche nelle altre stagioni. [Qui scriviamo di Bergamasche (colonie) e bergamaschi (cittadini), ma attigue a ponente abbiamo le Milanesi di milanesi, alle quali abbiamo dedicato tante pagine di storia, recente e ben poco edificante (pure nel senso costruttivo-edilizio...), e quella d’origine la ri- mandiamo a prossima occasione, n.d.r.].


In data 29.4.1882 il bergamasco Conte Teodoro Frizzoni (**) firma l’atto ufficiale di acquisto dell’imponente area direttamente prospiciente sul mare ma addentrantesi all’interno, (tutt’ora) straordinaria ‘macchia mediterranea’, con piccola porzione di territorio del Comune di Varazze. Nel 1885 avviene l’apertura ufficiale dell’Ospizio Marino con invio di 195 bambini, e nel 1889, il 17 c novembre, giunge il Decreto Reale di istituzione della Colonia Marina Bergamasca di Celle e Varazze sotto forma di ente morale “Opera Bergamasca per la salute dei fanciulli di famiglie povere e poco agiate”. L’inizio sistematico-operativo, gestione affidata alle Suore Orsoline, è del 1894 con l’inaugurazione della prima e imponente costruzione in- testata alla benemerita famiglia, il Padiglione Frizzoni, capiente di 300 posti letto. Di qui una successione di interventi: 1914 il Padiglione Camozzi, quello verso mare (ora demolito), per 120 posti letto; 1925, secondo Padiglione Frizzoni per ulteriori 100; e ancora 50 nel 1929 con il Padiglione Italcementi, più arretrato, con nuove cucine, refettorio e aree ricreative. Un grandioso complesso giunto a sei padiglioni per ospitare, negli anni ’70, 1000 bambini dai 6 ai 12 anni per turno, con soggiorno mensile, e 300 bambine dai 4 ai 12 anni per soggiorni di due mesi. Treni speciali di cinque ore di viaggio con arrivo, e partenza a fine periodo, proprio sotto i padiglioni, sulla linea di confine con Varazze, all’ingresso alla galleria ferroviaria corrente sotto al promontorio.


Cambiata la società, nel 1998 la Colonia ha cessato l’attività, rimanendo aperta per fatti aziendali sino al 2004, nel mentre che dal 1999 al 2007 il padiglione centrale ha ospitato studenti e docenti del Centro formazione turistico alberghiera “Elio Miretti” di Varazze. Successivamente chiusura e totale dismissione.
Dopo poco più di un secolo: dalle camerate dei bambini poveri scrofolosi, agli attici milionari di attori, artisti, calciatori... 

(*) Di nobile famiglia, e anch’essa dedita ad opere di beneficenza: è intestata a Gabriele Camozzi, patriota e politico, la scuola media tutt’ora attiva in Bergamo. 

(**) Famiglia di commercianti svizzeri del Cantone dei Grigioni, trasferitisi a Bergamo nel secolo precedente, apparentemente per motivi religiosi in quanto valdesi, così come altri ceppi famigliari di buona notorietà. Tutti i discendenti dal capostipite Antonio dediti al commercio di panni di lana e seta e coloniali, progredirono molto e si dedicarono a notevoli opere di beneficenza: oltre alla Colonia Bergamasca la Scuola Materna e dell’infanzia di Pedrengo fondata nel 1928 e tutt’ora attiva, mentre nel tessuto cittadino resta l’impronta di spicco dell’imponente Palazzo Frizzoni, sede abitativa ed operativa aziendale ceduta a condizioni di favore al Comune di Bergamo e nel 1917-18 trasformata nel Municipio della città. 

Le COLONIE BERGAMASCHE nel 2009 sono state acquisite dalla Società PUNTA DELL’OLMO SPA Savona Via Torino 5/10, così composta:51% Istituto Diocesano per il sostentamento del clero, 19% GIS - Gruppo Imprese Savonesi SPA, 30% Industrie Rebora SRL. Con successivi passaggi e con la recente uscita dell’Istituto, ora la società è a socio unico della SPININVEST SRL Genova Via Scarsellini 175.

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