SETTIMANALE anno XVII
n° 757 del 20 giugno 2021
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Cinema: Sulla mia pelle Stampa E-mail
Scritto da BIAGIO GIORDANO   
RUBRICA DI CINEMA A CURA DI BIAGIO GIORDANO
SULLA MIA PELLE

 Sulla mia pelle, regia di Alessio Cremonini, con Alessandro Borghi, J. Trinca, Italia 2018, drammatico, durata 100 minuti

 Informazioni che dà il film:15 ottobre 2009, Stefano Cucchi in compagnia di un suo amico è nella sua auto ferma, di sera, che discute del più e del meno riguardo alla sua attività quotidiana, quando viene avvicinato da due severi agenti che lo perquisiscono e poi lo arrestano per possesso di droghe: hashish e cocaina. Anche l'appartamento dove vive coi genitori sarà perquisito ma non verranno trovate droghe.

Cucchi viene accusato di essere non solo detentore di droga ma anche spacciatore, così come risulterà nel verbale degli agenti portato in tribunale nell'udienza di preparazione al processo. 

Egli negherà sempre di aver spacciato sostanze stupefacenti, reato per cui è prevista una pena molto pesante. 

Messo in camera di sicurezza andrà in tribunale, (dove viene fissata la data per il processo), in condizioni fisiche disastrose, pieno di ecchimosi, con due vertebre lesionate, e il morale distrutto. La data per l'inizio del processo viene fissata ai primi di novembre, ma Cucchi per quella data non ci sarà più.

Le condizioni di Stefano Cucchi nel frattempo peggiorano, viene portato all'ospedale ma non collabora nelle cure, rifiuta ogni aiuto, anche la vescica è danneggiata ed è costretto a tenersi sempre il catetere. 

Ogni tanto a qualche detenuto che ispirava fiducia aveva confidato che erano stati due agenti a ridurlo in quelle condizioni, uno pestava senza pietà e l'altro gli diceva di smetterla. Cucchi confermerà in diverse occasioni il comportamento aberrante subito da parte dei rappresentanti delle istituzioni, fatti violenti, vien da dire senza alcuna spiegazione logica se non che forse ciò è avvenuto a seguito di un interrogatorio in cui Stefano, (secondo gli agenti?), si sarebbe rifiutato di fare i nomi di quelli che erano i suoi compagni di spaccio?

In brevissimo tempo le analisi del sangue di Stefano Cucchi mostrano segni di un gravissimo peggioramento, ma lui pur informato della situazione clinica continua a non collaborare nelle cure. 

Una mattina viene trovato morto da un infermiere dell'ospedale. 

Film prosaico, che non vuole sostituirsi a un processo immaginario fatto da qualcuno sui quei tragici fatti, ma rimanere cinema, arte nel saper costruire col linguaggio visivo i giusti toni drammatici dei personaggi di una vicenda che si percepisce come oscura, indecifrabile, preoccupante per come interroga senza ottenere chiare risposte certe istituzioni poste alla base della difesa dei nostri diritti civili...

Straordinaria credibilità dell'attore Alessandro Borghi e dell’attrice  J.Trinca rispettivamente nei ruoli del compianto Stefano Cucchi e della sorella iIlaria Cucchi.

Regia equilibrata senza voli di fantasia...

Visibile su Rai play

  Biagio Giordano   

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