SETTIMANALE anno XVII
n° 752 del 16 maggio 2021
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Lettura di un'immagine: Crocifissione bianca Stampa E-mail
Scritto da FULVIO SGUERSO   
LETTURA DI UN’IMMAGINE 110
Crocifissione bianca
Olio su tela (1938) di Marc Chagall

Al centro del dipinto vediamo l’ebreo Gesù Cristo morto in croce circondato da immagini simboliche che alludono alla persecuzione del popolo ebraico. Ha un “tallit”, lo scialle che gli ebrei indossano durante la preghiera, che gli copre i fianchi, il capo, inclinato verso la sua  sinistra è inscritto in un’aureola bianca come la croce e come il corpo magrissimo del Cristo, appena ombreggiato al centro del petto, sui polsi e sotto le ascelle. Al posto della corona di spine un panno bianco gli cinge la testa. In cima alla croce  leggiamo la scritta INRI, che, come è noto, è l’acronimo di Iesus Nazarenus Rex Iudeorum. Alla croce è appoggiata una scala corta. Una fascia di luce bianca scende dal cielo scuro e passa dietro l’asse centrale della croce congiungendo il cielo alla terra. Le quattro figure (tre uomini e una donna) che emergono in alto accanto alla croce si disperano: due  piangono coprendosi il volto con le mani  mentre la altre due alzano le braccia e pregano. Alla destra della croce ci sono tre case capovolte e in fiamme con al centro tre abitanti impauriti mentre avanzano i saccheggiatori delle pogrom (termine russo per significare le persecuzioni  che , tra il 1881 e il 1921, e anche dopo, hanno infierito sugli ebrei russi). Più in basso alcuni scampati cercano di mettersi in salvo su un barcone. Altri ebrei in fuga, più in basso e in primo piano, cercano di mettere al sicuro un rotolo della Torah. Ai piedi della croce una Menorah veglia e illumina con le candele accese il corpo morto del Cristo crocifisso. Alla sinistra del candelabro a sette braccia, una profuga protegge il suo nato coprendogli il viso con la mano. Nell’angolo in basso a sinistra rispetto alla croce un grande fuoco bianco sta bruciando dei testi della Sacra Scrittura, mentre un rabbino in fuga cerca di sottrarre alle fiamme quel che gli rimane portandolo in un sacco sulle spalle. Più in alto vediamo una sinagoga in fiamme e un ebreo che cerca di salvare i rotoli della legge contenuti in un armadio. In cima della sinagoga scorgiamo  le due tavole dei dieci comandamenti e, con qualche brivido, la stella di Davide. Questa Crocifissione “ebraica”  dell’ebreo russo Chagall (Lezna, Bielorussia, 7 luglio 1887 – Saint-Paul -de- Vence, 28 marzo, 1985) rappresenta simbolicamente nella maniera fantasiosa e onirica del pittore la tragedia degli ebrei in Europa ancora prima dell’inizio della seconda guerra mondiale: la figura centrale del Cristo crocifisso simboleggia l’ebraismo ingiustamente perseguitato. Le scene intorno alla grande croce bianca ci parlano delle persecuzioni subite dal popolo d’Israele, in particolare neil’Europa centrale e orientale. E mai opera d’arte fu più profetica di questa.

    FULVIO SGUERSO  

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