IL TSO DI MAGA: Come curare l’America facendole il 18° colpo di Stato e perché Craxi alla fine aveva ragione lui

Editoriale Satirico di Antonio Rossello

Cari boomer, voi che avete visto passare la storia italiana come chi guarda un treno dal finestrino e riconosce il macchinista perché era lo stesso delle Corriere dello Spettacolo di vent’anni prima, prepariamoci a un esercizio di filosofia spicciola da bar sotto il tendone dell’Unità, quello vecchio con le seppie alla griglia.

Parliamo di cose apparentemente lontane: il TSO, MAGA, e di come il mondo giri sempre uguale, solo con costumi peggiori.

Cos’è il TSO? Partiamo dalle basi. Il Trattamento Sanitario Obbligatorio è una misura che la legge italiana ha previsto per chi non sta bene con la testa. Funziona così: se sei così fuori di melone da costituire un pericolo per te stesso o per gli altri, il Sindaco, sì il Sindaco, ti fa una carezza coattiva e ti porta in ospedale a farti curare, anche se tu urli che loro ce l’hanno con te e che il complotto è mondiale. La caratteristica fondamentale del TSO è che chi ne ha bisogno non sa di averne bisogno. Anzi, più ne ha bisogno, più è convinto di essere l’unico sano in un mondo di invasati.

Cos’è MAGA? Dall’altra parte dell’oceano, c’è un movimento che si chiama Make America Great Again. Sembra lo slogan di una ricostruzione post-bellica, ma in realtà è la promessa di riportare indietro le lancette dell’orologio. Il paziente, in questo caso, sono gli Stati Uniti. Il sintomo? Il paziente ha le pezze al culo, è convinto che i vicini di casa, migranti, Cina, Europa, gli rubino il cibo, e chiede a gran voce una cura energica. Il medico, Trump, prescrive una terapia d’urto fatta di dazi, muri e minacce di comprare la Groenlandia.

L’Inferenza: TSO dentro MAGA. E qui arriva il colpo di genio, la philosophia che piace a noi. Se il TSO è l’obbligo di cura per chi rifiuta le cure perché non capisce di essere malato, allora MAGA è un TSO collettivo. Pensateci: gli americani, colti da grave alterazione psichica, la nostalgia di un passato che non esiste, rifiutano le cure, la complessità del mondo globale, la cooperazione internazionale. Il Sindaco, in questo caso il Presidente, emette l’ordinanza e li costringe a curarsi con dosi massicce di America First. E se protestano, li si tranquillizza con un bel tweet alle tre di notte. È il Trattamento Sanitario Obbligatorio applicato a trecento milioni di persone, con l’aggravante che il paziente urla USA USA mentre gli viene infilata la camicia di forza.

La Prova Storica: Anni Settanta, DC, PCI e le Convergenze Parallele. Ora, voi boomer ricorderete quando la politica era roba seria, fatta di correnti, dossier e camicie di forza morali. Se questa inferenza è vera, dove l’abbiamo già vista?

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Negli anni Sessanta, la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista cominciano a guardarsi. Aldo Moro inventa le famose convergenze parallele. Era un modo elegante per dire: noi andiamo dritti, voi andate dritti, ma siccome siamo su due binari che alla fine si incontrano all’orizzonte, come i binari del treno, possiamo far finta di camminare insieme senza realmente toccarci. Era il primo tentativo di TSO light: curare l’instabilità politica con un’alleanza che nessuno voleva ammettere.

Poi arriviamo agli anni Settanta. Il paese è peggiorato. C’è il terrorismo, la crisi economica. Il segretario del PCI, Enrico Berlinguer, dice: basta con le convergenze parallele, dobbiamo fare il Compromesso Storico. Cioè: state così male che vi curiamo noi comunisti insieme ai cattolici. Fu la versione più estrema del TSO politico: la DC, che era il partito di governo per antonomasia, si allea ufficialmente con il PCI, che era il pericolo rosso. Li misero a letto insieme, con Aldo Moro a fare da infermiere, nella speranza di guarire il Paese dalla febbre degli anni di piombo. Durò qualche anno, funzionò così così, e finì male quando Moro venne sequestrato e ucciso dalle Brigate Rosse.

L’Arrivo di Craxi e la Guarigione Impossibile. Ma veniamo al punto cruciale, quello che dimostra la nostra tesi satirica. Dopo anni di TSO forzato, il Compromesso Storico, il paziente Italia era stanco. I partiti erano sfiniti, la gente voleva cambiamento. Ed ecco che arriva Bettino Craxi. Craxi guarda DC e PCI che stavano ancora litigando su chi dovesse somministrare la medicina e dice: smettetela di fare i medici condominiali, qui ci vuole un manager. Craxi, con il suo PSI, rompe lo schema. Non vuole più le convergenze parallele, troppo lente, né il compromesso storico, troppo opprimente. Lui vuole il decisionismo. E soprattutto, non fa più nulla nel senso che voi intendete? No. Lui sposta l’asse.

E qui arriva la prova regina: se il TSO politico era stato tentato con il centrosinistra negli anni Sessanta e con il compromesso storico negli anni Settanta, Craxi fu il dimissionario volontario che mandò a casa il primario. Con Craxi al governo negli anni Ottanta, il malato smise di farsi curare con i vecchi ricettari. Si diede alla movida, allo spread, allora non si chiamava così, si chiamava scala mobile, e si disse: ma chi me lo fa fare di stare sotto TSO? Io sto bene così, col superpotere di essere l’uomo forte d’Europa. Il risultato? Non si fece più nulla nel senso di non si trovò più una cura sistemica. Il paziente, dimesso dall’ospedale della Prima Repubblica, andò in giro da solo e finì dritto dritto nel baratro di Tangentopoli.

Conclusione. Quindi, cari boomer, torniamo a MAGA. Trump sta cercando di fare con l’America quello che DC e PCI tentarono con l’Italia: un TSO collettivo per un malato immaginario. Vuole imporre una cura forzata a un paese che non sa di essere malato di solitudine e arroganza.
E la storia ci insegna che queste cure, quando sono forzate, finiscono male. O ti esplodono in faccia come con Moro o arrivano i Craxi di turno a mandare tutto in vacca, dicendo che il malato è stanco e che tanto l’importante è che la Democrazia Cristiana, o il partito democratico americano, non metta becco.
Alla fine, l’unica certezza è che se oggi qualcuno proponesse il Compromesso Storico su Truth Social, lo bannerebbero come fake news. E forse, un bel TSO per il web, sarebbe proprio quello di cui abbiamo bisogno. Ma questa è un’altra storia.

Antonio Rossello       CENTRO XXV APRILE

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