Il potere è gioco d’azzardo truccato

Il potere è come un gioco d’azzardo truccato con tre razze di giocatori: intellettuali, politici, banchieri. Ma si sa da millenni che gli unici giocatori che alla fine incasseranno il bottino e correranno a casa a riempire casseforti saranno i banchieri. 

Gli intellettuali e i politici sono pagati per darsele di santa ragione, come pugili suonati, dovendo garantire senza se e senza ma, lacrime e sangue ai popoli e profitti crescenti ai banchieri.

Siccome quella dei Banchieri è una razza fortemente filantropica alla rovescia, tutti i miglioramenti apportati ad un sistema sociale e alla pace e prosperità di un popolo, non possono che essere realizzati nell’interesse usurario legalizzato dei “filantropi“.

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I Banchieri hanno nel fisco e nell’inflazione le loro mani sinistre che continuano ad affamare la classe povera e a conservare illusa ma a rischio retrocessione la media. Nei periodi di sviluppo fanno ingrassare la classe media a spese dei poveri, e nei periodi di recessione e di guerra la ripuliscono o la fanno letteralmente fuggire in paesi meno devastati. Vedi Italia “la fuga dei cervelli” da oltre 30 anni.

Che si tratti di una dittatura di una monarchia o di una democrazia, dal punto di vista finanziario non cambia una virgola. Se qualcosa di vantaggioso sembra concessa al popolo, è per gentile concessione dei Banchieri che finanziano gli Stati, tutti sovraccarichi di debito pubblico, per inguaiarli e condizionarli meglio.

Quindi la cultura, il progresso, la giustizia sociale, la libertà, i diritti e le conquiste sindacali, sono fumo negli occhi.
Servono soltanto a indurre il popolo a lavorare, produrre e spendere per arricchire i potenti dell’Economia e della Finanza. Unica classe sociale che non vive come il resto dell’umanità sulle montagne russe dello sviluppo probabile, della recessione certa e della guerra che mietono vite umane, ma conservando igienicamente l’illusione che il sapere producepotere legale“, invece produce solo, a qualunque livello, salvo rare e illustrissime eccezioni, (che non bastano certo a tenere in buona salute una democrazia) l’istinto animale del “si salvi chi può”

Franco Luceri
Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”.
Collabora con vari siti di informazione tra  cui  Pensalibero e trucioli savonesi

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One thought on “Il potere è gioco d’azzardo truccato”

  1. L’articolo colpisce per la sua crudezza. Riduce i rapporti di forza tra politica, cultura ed economia a una partita già decisa, dove i veri vincitori sono sempre gli stessi, i detentori del potere finanziario. La metafora dell’azzardo funziona bene, come in ogni gioco, sembra che tutti partecipino, ma in realtà il banco vince quasi sempre. E nel gioco d’azzardo si scommette su esiti incerti, spesso perdendo. Il punto forte è la denuncia di un sistema squilibrato. Un testo potente, provocatorio, ma più utile come grido d’allarme che come analisi completa.

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