Il Pd in salita: Schlein e la gita impossibile dei ciclisti bucati
Immaginate una gita in bicicletta di un gruppo di amatori: ciascuno con il casco storto, il gel energetico dimenticato, e tutti pronti a discutere animatamente sulla scelta della traccia GPS. Ecco, così appare oggi il Pd sotto la leadership di Elly Schlein.
La segretaria, nostra ciclista di punta, fora la ruota a metà percorso. Fortunatamente ha una camera d’aria di riserva, ma ha lasciato a casa la pompetta. Traduzione politica: ha gli strumenti per riparare il partito, ma non quelli per renderlo realmente competitivo. Come racconta Mario Ajello nell’articolo Gentiloni: «Noi al governo? Non siamo pronti». E nel Pd parte la sfida delle donne: da Salis a Picierno, chi può contendere la leadership di Schlein, pubblicato su Il Messaggero il 20 settembre 2025, «Il Pd pareva pacificato, o forse arreso alla leadership di Elly Schlein, e poco disposto a dare battaglia interna da parte dei riformisti alla segretaria».

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Intanto i corridori di minoranza, da Bonaccini a Guerini, a Madia, Sensi e Quartapelle, girano la testa come chi osserva il panorama, ma evita di spingere sui pedali. Alcuni, come Energia Popolare, si defilano dalla salita, pronti a saltare sul primo mezzo elettrico che passa, cioè a rinviare ogni confronto serio.
Gentiloni, ex capitano di lungo corso, pedala tranquillo a fianco del gruppo: scuote la testa, indica la via e ammonisce che «le opposizioni hanno da fare moltissimi passi in avanti per guadagnare credibilità». Traduzione ciclistica: se non gonfiate la ruota e non rimetterete in moto il partito, resterete bloccati nella fanghiglia della mediocrità per anni.
Nel frattempo, le potenziali leader femminili, Salis e Picierno, attendono la propria occasione come cicliste in pendenza che aspettano il momento giusto per sorpassare. E tutto questo mentre la strada politica davanti resta ripida, lastricata di ostacoli e comunicati confusi, e il Pd, senza la sua pompetta, rischia di restare fermo sul ciglio della salita.
In conclusione: il Pd oggi è come una gita di gruppo impossibile. Schlein ha la camera d’aria, il partito è bucato, la minoranza si lamenta e guarda il panorama, Gentiloni indica la strada giusta, e noi spettatori non possiamo far altro che osservare la discesa accidentata di un gruppo di ciclisti incapaci di pedalare all’unisono. Sperare che qualcuno presti la pompetta resta l’unica strategia politica realistica.
