Il libro della settimana: SEGNALI DI GUERRA FREDDA di Antonio Martino
SEGNALI DI GUERRA FREDDA

L’opera ricostruisce un episodio poco noto della Seconda guerra mondiale e della Guerra Fredda, focalizzandosi sugli agenti comunisti all’interno dell’OSS (Office of Strategic Services), l’antenato della CIA.

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Il nucleo narrativo ruota attorno a cinque ufficiali statunitensi, tutti ex combattenti nella Brigata Lincoln in Spagna e sospettati di collaborare con il Partito Comunista Italiano durante le operazioni di intelligence nel nord Italia tra il 1944 e il 1945
In particolare, il capitano Irving Goff, capo della sezione chiamata “Communist Desk”, è il protagonista dell’inchiesta centrale del libro
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Attraverso documenti desecretati degli archivi OSS americani e fonti sovietiche, l’autore esplora se si trattasse di legittima azione antifascista o di un rischio reale per la sicurezza nazionale degli USA
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L’approccio originale si basa su documenti fino ad oggi inediti, con traduzioni complete delle comunicazioni radio intercettate e materiali dell’inchiesta interna.
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Martino analizza il confine tra “collaborazione tattica” e “paranoia anticomunista”, offrendo uno specchio dell’alba della Guerra Fredda e delle tensioni del dopoguerra.

L’autore Antonio Martino
Antonio Martino nasce a Savona nel 1957, ha lavorato sempre a Genova presso un’azienda sistemistica per la Difesa. Da ricercatore genealogista per diletto, negli ultimi dieci anni si è occupato di storia locale per il periodo storica che va dalla seconda metà del ‘700 al secondo dopoguerra, sviluppando la ricerca presso gli archivi statali (italiani e stranieri), comunali ed ecclesiastici e le biblioteche. Socio della Società Savonese di Storia Patria e collaboratore dell’ISREC di Savona. Ha pubblicato: Savona e provincia nel Dopoguerra. Situazione politico-economica e ordine pubblico nelle relazioni dei prefetti (1945-1949) (2008) e Antifascisti savonesi e guerra di Spagna. “Miliziani rossi” e altri “sovversivi” nelle carte della R. Questura di Savona (2009).
Italia, 1944–1945.
Cinque ufficiali americani dell’OSS, la futura CIA, tutti ex volontari della Brigata Lincoln nella guerra civile spagnola e noti per essere attivisti comunisti, vengono accusati di favorire il Partito Comunista Italiano durante le operazioni di intelligence in territorio nemico. Attraverso documenti desecretati degli archivi americani e fonti sovietiche, questo libro ricostruisce l’accordo tra l’OSS e il PCI, che prevedeva lo scambio di agenti e informazioni in funzione antifascista. Una collaborazione tattica che, con l’inizio della Guerra Fredda, divenne oggetto di sospetti, inchieste e accuse di infedeltà. Al centro del caso c’è il capitano Irving Goff, alla guida di una sezione dell’OSS soprannominata “Communist Desk”. I messaggi radio trasmessi tra gli ufficiali e i comunisti italiani, considerati prova di un doppio gioco, diventano il fulcro dell’indagine. Attraverso la prima traduzione completa dei documenti dell’inchiesta e un’analisi incrociata delle fonti disponibili, il volume indaga se si trattò solo di paranoia anticomunista o di un reale rischio per la sicurezza americana. Un episodio poco noto, che anticipa i meccanismi e le tensioni della Guerra Fredda.
