Il gioco delle tre carte

Testo ufficiale, quello scritto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, non lascia spazio a dubbi: il decreto introduce, per il 2027, l’esenzione dal pagamento del bollo per un veicolo, a determinate condizioni di potenza e alimentazione. E aggiunge, questo è il punto decisivo, che si tratta di una misura pensata “nella prospettiva di una successiva abolizione a regime del tributo”, che il governo “intende dare seguito” nella prossima legge di bilancio.

Tradotto: non è stato abolito niente. È stata concessa un’esenzione temporanea, per un solo anno, su un solo veicolo, sotto una certa soglia di potenza. L’abolizione vera e propria è, nella migliore delle ipotesi, un’intenzione futura, non una norma già scritta.
Questa mancetta elettorale ci deve però fare riflettere
Perché con così largo anticipo rispetto alla fine di legislatura?
Semplicemente perché non arriveranno alla fine naturale,vogliono andare a votare con la nuova legge al più presto possibile prima che gli altri si organizzino, questo è senza alcun dubbio il governo più imbullonato alla poltrona della storia recente del Paese
La legge 31 marzo 1953, n. 148 (meglio nota come legge truffa dall’appellativo usato durante la campagna elettorale di quell’anno),fu una legge che modificò la legge elettorale italiana del 1946 introducendo un premio di maggioranza consistente nell’assegnazione del 64,4% dei seggi della Camera dei deputati (380 su un totale di 590) alla lista o al gruppo di liste collegate che avesse superato il 50% dei voti validi.

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Esaminiamo ora la nuova legge elettorale facendo una sorta di parallelismo con quella del 53 la riforma elettorale prevede l’introduzione di un sistema proporzionale con la possibile assegnazione di un “premio di governabilità” alla lista o alla coalizione vincitrice che ottiene almeno il 42 per cento dei voti. Nei sistemi proporzionali ogni partito ottiene tanti seggi in proporzione ai voti presi. Il “premio di governabilità” è invece sostanzialmente un premio di maggioranza, ossia una quota di seggi aggiuntiva che viene data ai vincitori, che nel caso dello Stabilicum corrisponde a 70 seggi in più alla Camera e 35 in più al Senato.
Pensate i nostri nonni si incazzarono di brutto per una riforma elettorale che oggi rispetto all’obrobrio che stanno proponendo era all’acqua di rose.
Con il solito tono trionfalistico dicono,sapendo di mentire spudoratamente che hanno rintrodotto le preferenze:
Nella pratica, con questa legge elettorale, il Parlamento potrebbe essere composto da quasi il 60% di senatori e deputati nominati dalle segreterie di partito. Secondo l’ultima simulazione di Youtrend, infatti, i parlamentari eletti con preferenze potrebbero assestarsi intorno al 43%: percentuale che sarebbe leggermente più bassa al Senato.
Vogliamo poi parlare del forte incremento di firme che i partiti nuovi dovranno raccogliere per presentarsi alle elezioni?
Il minimo di firme per collegio richiesto a chi non siede in Parlamento sale da 1.500 a 6mila, per un totale di 450mila sottoscrizioni se si vuole correre in tutti i collegi (almeno 225mila se ci si limita all’obbligo di presentarsi in metà dei collegi). Restano invece esentati, come nella legge attuale, i partiti con due gruppi parlamentari, così come chi ha formato un gruppo entro il 31 dicembre 2025, è il caso, ad esempio, di Italia Viva e Azione.
Non ci saranno più nuovi partiti maggioranza e opposizione si arroccano in parlamento creando di fatto un club esclusivo.
La cosa più grave è che continuano a prenderci in giro,ci impediscono di scegliere se non loro,e noi,li seguiamo come pecore.
E chi prova a criticare puntualizzare viene come sempre bollato di essere comunista.
Io non ho mai votato a sinistra,ma non per questo possono pretendere che spenga il cervello,e bere come acqua di fonte le loro boiate.
La politica è l’arte di costringere la gente a pagare per la propria corda, facendogli credere che sia un’altalena.”
“Ogni cinque anni ci chiedono di scegliere da quale lato preferiamo essere tosati, chiamandola democrazia.”

Roberto Paolino

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