Il “Generale degli Sconfitti”: Come Vannacci, Gonfiandosi come un Rospo, Trasformi il suo Partito in un Refugium Peccatorum per Ex-Deputati, Ex-Galeotti ed Ex-Pugili della Sinistra

 Il “Generale degli Sconfitti”: Come Vannacci, Gonfiandosi come un Rospo, Trasformi il suo Partito in un Refugium Peccatorum per Ex-Deputati, Ex-Galeotti ed Ex-Pugili della Sinistra

Nel gran teatro della politica italiana, dove ogni giorno è una “prima” e ogni protagonista cerca disperatamente il proprio copione, assistiamo a una scena comica degna di un film di Sordi. Roberto Vannacci, il generale che si sente il “nuovo bue” capace di fare ombra persino a Giorgia Meloni, sta raccattando tutto ciò che può per gonfiarsi a dismisura. Ma guardando la sua “esercito di Valmy”, più che un manipolo di eroi nazionalisti, sembra di vedere la fila davanti a un ufficio di collocamento per politici in cerca di un salvagente prima delle elezioni.

La “Feccia” di Valmy: il Lungo Elenco dei Naufraghi

PUBBLICITA’

La strategia è chiara: prendere chiunque sia in rotta con il proprio partito per dargli una nuova casacca, trasformando Futuro Nazionale in un vero e proprio refugium peccatorum. L’ultimo “sbarco in Normandia” (come l’ha definito il generale con la sua inconfondibile sobrietà retorica ) ha portato a bordo quattro deputati. Ma guardiamo il parterre dei “gloriosi”:

I Transfughi della Lega:  Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof, che hanno abbandonato il Carroccio piangendo la “coerenza” perduta, salvo poi sbarcare da Vannacci come se fosse l’ultimo treno per la rielezione .
I “Rimbalzati” da Forza Italia: Davide Bergamini e Attilio Pierro, che in pochi mesi erano già passati dalla Lega a Forza Italia, per poi scoprire che “la sintonia ideale” non c’era più. Ora sono pronti a “difendere l’identità nazionale” con il generale, sperando di non dover cambiare di nuovo targa all’auto .
L’Economista Euroscettico: Antonio Maria Rinaldi, ex eurodeputato, che dopo aver prestato la scrivania a Vannacci a Bruxelles, ora si presta a scrivergli il programma economico .

Questi sono i volti della “novità politica degli ultimi 15 anni in Italia” . Una novità che, a guardarla bene, puzza di naftalina e di disperata voglia di poltrona.

Il “Fulminato” Rizzo: Il Pugile di Sinistra che Tifa (e Forse Si Allea) a Destra

Ma il colpo di teatro più esilarante è il corteggiamento al “sempre più fulminato” Marco Rizzo. L’ex pugile della sinistra radicale, che ha fatto della lotta al sistema il suo cavallo di battaglia, guarda con interesse al generale. E Vannacci, pur di ingrossare le fila, pare disposto a dimenticare il passato comunista dell’uomo, purché si parli di “popolo contro élite” . La scena è paradossale: il leader di Democrazia Sovrana Popolare che dice “se fa un partito di destra-destra no, perché è come uno di sinistra-sinistra” , mentre i suoi dirigenti litigano su un’eventuale alleanza con il generale . Vannacci, gonfiandosi come il rospo, cerca di attrarre anche questa fetta di elettorato, dimostrando che la sua “coerenza” è flessibile quanto quella dei suoi nuovi parlamentari.

L’Uscita di Galera di Alemanno: La “Battaglia” per il Carcere (e per un Posto)

E poi c’è Gianni Alemanno, l’ex sindaco di Roma fresco di scarcerazione. Appena uscito da Rebibbia, si è subito messo in posa davanti ai giornalisti, dichiarandosi “innocente” e annunciando che la sua “esperienza” sarà al servizio di Vannacci . Che coincidenza! L’uomo che ha denunciato il “sovraffollamento carcerario” e il caldo infernale delle celle trova proprio ora una sponda politica nel partito che promette “tolleranza zero”. Il paradosso è così grottesco da far sorridere: Alemanno, che per un anno e mezzo ha vissuto in una cella, si candida a fare la “battaglia per i diritti dei detenuti” fianco a fianco con Vannacci, che della clemenza sembra non avere alcuna intenzione di parlare . Ma tant’è, per Vannacci conta avere un nome noto, anche se appena uscito di galera, purché porti visibilità e qualche voto in più.

Conclusione: Verso Elezioni Anticipate… in Autobus

In conclusione, la “manna” per Meloni è che Vannacci, pur di crescere, sta assemblando un esercito di scontenti, ex-eletti e personaggi controversi che rischiano di diventare un peso più che una risorsa. Ma mentre il generale si gonfia, raccogliendo i “trombati” di turno, il centrodestra trema e tutti, da Meloni a Schlein, sognano di cavalcare l’onda verso elezioni anticipate. L’unica certezza è che, se questa è la “destra che cambia l’Italia”, l’unica cosa che cambierà sarà il numero di parlamentari in cerca di un nuovo partito in cui nascondersi prima del voto. E chissà, magari il prossimo nome nella lista sarà il fantasma di un qualche ex-pugile, pronto a salire sul carro dei vincitori prima che il carro si trasformi in un carrozzone.

Antonio Rossello       CENTRO XXV APRILE

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.