Il Foglio contro il wokismo, ma con qualche contraddizione di troppo

Il 24 agosto  sul  Foglio il direttore, CLAUDIO CERASA, pubblicava un interessante, ma insufficiente, editoriale sul tema del woke e del wokismo.
Il suo giornale, in questi ultimi anni, è stato un importante baluardo della battaglia contro questa pericolosa manifestazione di neo-fascismo culturale e politico.

I nemici dell’occidente sono tutti coloro che odiano la nostra civiltà, ovvero ciò che ha permesso all’umanità di prosperare, a partire dalle sue radici ebraico-greco-romane, esaltata dalla rivoluzione industriale nei paesi anglosassoni, e culminata, per ora, nella sconfitta del nazifascismo e del comunismo, prima nella seconda guerra mondiale e poi nella “guerra fredda”. Dunque i woke vanno mano nella mano con neostalinisti e neofascisti di ogni specie.

Claudio Cerasa del Foglio

Ma Cerasa omette alcune cose – certo la sua è una breve nota non un saggio esaustivo – ma sono importanti.
Nel 2024 il Foglio ha portato avanti una mini-campagna per sostenere la candidatura dell’allora vice-presidente Kamala Harris nelle presidenziali americane. La Harris, fervente sostenitrice del wokismo, aveva come proprio candidato vice-presidente un personaggio che più squallido non si può, il governatore del Minnesota, Tim Walz, – un imbecille che ha fatto mettere nei gabinetti dei maschi nelle scuole del suo stato i tamponi per le mestruazioni (nell’eventualità che qualche maschietto si dichiarasse “femmina”…) L’assurdità di questo vi dà tutta la misura del tizio.
Non solo, ma durante l’ultimo periodo della presidenza Biden, il Foglio aveva contribuito a diffondere la menzogna sostenuta dal Partito democratico USA secondo la quale Biden era in perfetta salute fisica e mentale – mentre chiunque con un minimo di cervello poteva vedere che era ormai un povero anziano malato incapace di gestire il potere, e pilotato da un “comitato” occulto di “consigliori” di varia natura.
Per fortuna i Dems hanno perso; per fortuna ha vinto (per la seconda volta, dopo il 2016) Donald Trump, che non sarà un essere umano fra i più belli, buoni e ammirevoli, ma ha indubbiamente fatto una serie di passaggi positivi, vedi in particolare il suo supporto a Israele nella sua lotta esistenziale come gli ayatollah iraniani e contro tutti i terroristi islamisti palestinesi, libanesi, sunniti e sciiti, huthi ecc. ecc.
Per fortuna anche il Foglio ha perso quella battaglia.
Ma questa non è la loro sola contraddizione.

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Sul Foglio scrive Giulio Meotti, che da anni conduce con molto serietà la sua lotta contro i nemici di Israele e della civilizzazione umana. Ma purtroppo sul Foglio c’è anche chi scrive regolarmente denunciando qua e là Israele, a partire dal “cattivo ebreo” dei giorni nostri, il primo ministro Bibi Netanyahu. Certo, Giuliano Ferrara lo difende a spada tratta. Ma c’è sempre qualcun’altro che lascia trasparire quel che resta del proprio antisionismo…
C’è poi il problema dell’automobile – e tutta la campagna d’odio contro Elon Musk, alla quale il Foglio si è stupidamente accodato, probabilmente per motivi non del tutto nobili.
Per qualche anno ho provato a far pervenire al Foglio vari elementi di informazione – che forse erano sfuggiti all’attenzione di Cerasa – sulle varie aziende di Musk, che cosa fanno e come operano in concreto.
Per un brevissimo momento, quando sembrava che ci fosse un’amicizia fra Musk e la nostra prima ministra Giorgia Meloni, il Foglio ha cercato di capirci qualcosa di più. Ma poi Elon Musk si è schierato con Trump, e allora apriti cielo!
In questo assalto a Musk negli Stati Uniti e in Europa si fanno sempre luce i più stupidi, i più woke del wokismo internazionale, e i miopi ex-amici di Putin – da AOC a vari alti funzionari dell’UE fino al pattume che si manifesta in Italia sotto le spoglie del “campo largo” – quello che nei giorni buoni se la gioca col Ferraris di Genova per la quantità di fango che ne viene fuori (questa la capirà solo il buon Andrea [Marcenaro]).
Di questo Cerasa non parla, ovviamente.
Comunque il suo articolo merita di essere letto e ben ponderato, perché molto di quello che dice è condivisibile – escludo solo la parte su Trump come esponente di un wokismo di destra.
Questo è un grave errore. Perché negli Stati Uniti in questo momento c’è una lotta molto aspra, nell’area repubblicana, fra coloro che sono davvero dei “wokisti di destra” (Tucker Carlson e altri miserabili, apertamente antisemiti) e chi continua ad appoggiare l’attuale presidente anche contro costoro.
Consiglio a Cerasa, e a chi mi legge qui, di seguire Ben Shapiro, ebreo quasi-ortodosso e difensore di Israele, che qualche anno fa era “l’americano più minacciato d’America” proprio perché è un ebreo che non si nasconde dietro una foglia di fico – magari sarà possibile cogliere qualche elemento in più della realtà degli Stati Uniti e del mondo.
In ogni caso, leggete Cerasa con gli occhi e il cervello bene aperti,

Luciano Dondero

Attenzione ai sofisti che rinnegano il woke
senza spiegare cos’è stato davvero il wokismo
L’editoriale di Claudio Cerasa
L’avanzata del wokismo, negli anni passati, è stata una disgrazia assoluta e siamo felici che anche a sinistra ci sia qualcuno disposto a riconoscerlo con qualche anno di ritardo e qualche scalpo di troppo sulla coscienza. Ma il dibattito sulle vergogne del wokismo, che sta assumendo toni a metà tra la commedia degli equivoci e il teatro delle ipocrisie, si sta trasformando in una seconda disgrazia, non meno pericolosa della prima, attraverso la quale gli squadristi del politicamente corretto stanno offrendo uno spettacolo osceno: parlare degli errori del wokismo senza avere il coraggio di spiegare cosa è stato davvero il wokismo e senza avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Il wokismo, al contrario di quello che si è letto in questi giorni, non è stato solo una deriva di una guerra culturale giusta. Il wokismo è stato un metodo intimidatorio con cui i campioni del politicamente corretto hanno armato la polizia del pensiero per celebrare in piazza processi sommari promossi con violenza dal tribunale del popolo.

 Leggi l’editoriale a questo link: https://www.ilfoglio.it/…/attenzione-ai-sofisti-che…

 

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