Il fascino discreto della borghesia
Il fascino discreto della borghesia (Le Charme discret de la bourgeoisie)
è un famoso film del 1972 diretto dal regista surrealista spagnolo Luis Buñuel.

Locandina tratta da amazon.it che vende il film
Il film svolge in forma critica paranoica un tema surrealista, precisamente quello riguardante il paradosso creato da forme di fissazione e ossessione tipiche dell’immaginario umano, prese non come patologie ma come espressione di desideri umani cullati senza deformazioni particolari dalla follia.
Un argomento caro a Bunuel ma anche a Salvador Alì, quest’ultimo è uno dei rappresentanti più illustri del genere artistico surrealista, che collaborerà in più occasioni alla stesura dei films di Bunel.
I films del grande regista spagnolo vengono prodotti dal 1929 in poi.

PUBBLICITA’
La narrazione nel film “Il fascino discreto della borghesia” raffigura uno spaccato ad effetto della società borghese francese dell’epoca moderna, osservata in alcune sue sfaccettature insolite.
Bunuel con lo strumento artistico surrealista mostra gli aspetti della borghesia più legati alla colpa, alle paure, al privilegio di casta che è legittimato dalle istituzioni ma vissuto dai suoi personaggi borghesi come immeritato.
Spazia poi dal desiderio peccaminoso (in una accezione cattolica), allo snobismo di classe, nonché al potere borghese per il potere stesso che lascia imputridire le cose del prossimo per infantilismo: con conseguente mancanza di responsabilità decisionale.
Il tutto si svolge lungo una atmosfera folle di insoddisfazione di fondo: per una vita borghese a cui tutto è concesso ma senza soddisfazioni…
Il film vinse il Premio Oscar come Miglior Film Straniero nel 1973.
La struttura narrativa gioca sull’assurdità apparente dei personaggi, dominata dal sogno e dalla realtà, due entità che per Bunuel non rappresentano delle differenze nette bensì una sorta di complementarietà, dove il linguaggio dell’onirismo del sogno mostra qua e là la logica che muove la realtà stessa del comportamento umano…
Fu questo il penultimo film di Buñuel. Il titolo “Il fascino discreto della borghesia” vuole indicare anche una contraddizione, ampiamente giustificabile, che anima a volte le classi subalterne: che nel mentre criticano i ceti borghesi ne sono per certi aspetti anche attratte, tanto da essere a volte dominate, nel loro immaginario più fantasioso e intimo, da un forte interesse per la vita agiata e di potere della borghesia..
Biagio Giordano (fotografo coordinatore della sezione fotografia dell’Associazione culturale no profit Renzo Aiolfi di Savona